Aborto in clandestinità, presentata proposta di legge in Lombardia

VARESE, 12 giugno 2019-Nell’ambito della campagna “Aborto al sicuro”, Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani hanno presentato in Lombardia, regione nella quale è possibile accedere all’aborto farmacologico solamente in 1 ospedale su 10, una proposta di legge per tutelare le migliaia di donne che ancora oggi, quotidianamente, sono costrette ad affrontare l’esperienza dell’aborto in clandestinità, prive di una corretta tutela della loro salute.

«Siamo davvero soddisfatti di questo grandioso risultato e non possiamo che augurarci di replicarlo in tutte le altre regioni, così che ogni donna possa essere veramente libera di scegliere nel rispetto del diritto alla propria salute», afferma l’Avv. Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni.

La proposta di legge di iniziativa popolare, a cui ha contribuito anche l’associazione radicale milanese Enzo Tortora con la raccolta di oltre 8.400 firme (quasi il doppio di quelle necessarie per il suo deposito), è quindi ora al vaglio delle Commissione Sanità e Politiche Sociali e concentra la sua attenzione su un decalogo di proposte che, a quasi 41 anni dall’entrata in vigore della sull’interruzione volontaria di gravidanza, si propongono di aiutare le donne a vedere riconosciuto il proprio diritto ad un aborto legale e sicuro.

  «Secondo i dati ufficiali promossi dal Ministero, una donna su cinque in questo Paese abortisce almeno una volta nella vita» sostiene la dottoressa Sara Martelli, coordinatrice della campagna “Aborto al sicuro”. «Nonostante ciò, le donne si sentono spesso abbandonate e sole ad affrontare percorsi ad ostacoli, inutili viaggi, colloqui umilianti e vedendosi anche spesso negato l’accesso a procedure mediche più moderne e meno invasive. Anche per questo alcune si rivolgono a persone non abilitate o al mercato clandestino di farmaci abortivi, mettendo a rischio la propria salute. Non si può continuare a permetterlo».

Su questa tematica e sulla scelta di presentare la proposta di legge in Regione Lombardia è intervenuta anche Barbara Bonvicini, presidente di Radicali Italiani: «Ogni giorno leggiamo notizie di Paesi in cui l’aborto torna illegale, nonostante la volontà popolare. Per questo anche la scelta dello strumento per proporre l’applicazione della 194 deve passare dalla partecipazione attiva della cittadinanza e in Lombardia sono state depositate quasi il doppio delle firme necessarie».

 Nei prossimi mesi l’iniziativa verrà replicata in altre regioni e su scala nazionale.