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Intervista a Valentina Bergamaschi, dal campetto dell’oratorio alla vetrina mondiale sempre con il sorriso

VARESE, 4 luglio 2019- di GIANNI BERALDO-

Ha iniziato prestissimo a calciare in porta Valentina Bergamaschi, 22enne calciatrice di Cittiglio, diventata celebre dopo le grandi prestazioni personali con la maglia della Nazionale ai recenti Mondiali di calcio femminile ancora in corso in Francia.

Tutte ragazze e giocatrici straordinarie che a tutti noi hanno insegnato qualcosa a livello di umiltá e gioia di vivere.

Una predestinata con la passione per il cacio tramandata dalla famiglia con padre e fratello calciatori.

Grinta, passione, volontá, tanti sacrifici per Valentina, ma soprattutto quella contagiosa solaritá tipica di una ragazza di questa etá che nel giro di un mese si é trovata proiettata sulle prime pagine dei giornali di tutto il Paese e che verrá ricevuta oggi con tutta la squadra dal Presidente della Repubblica.

L’abbiamo intervistata per conoscerla meglio

Valentina arrivare ai quarti di finale in un Mondiale é giá un gradissimo risultato, ma voi avete fatto qualcosa di memorabile non solo  per il movimento calcistico femminile, ma direi per tutto lo sport al femminile.

«In tutta sinceritá nemmeno noi ci aspettavamo di superare il girone, poi siamo arrivate a stravolgere i piani di tutti».

Certo che la vostra allenatrice, Milena Bertolini, possiede un carisma eccezionale oltre che altamente competente a livello tecnico.

«E’vero é una donna straordinaria. E’ grande anche nel cuore, per noi é come fosse una zia (dice scherzando, ndr). Non dice mai ”io decido e faccio come mi pare”, tra noi ci si confronta e c’é dialogo».

Per la provincia di Varese sei diventata l’esempio da seguire per il calcio femminile: ma si sta muovendo qualcosa a livello provinciale?

«Forse anche grazie a noi, mi hanno riferito che in queste settimane si stanno muovendo in tanti per approntare nuove societá di calcio femminile, anche perché per ora saranno tassate meno. Ora ci sono tanti sbocchi probabilmente hanno capito che si possono ottenere degli ottimi risultati investendo in questo settore. Nella mia zona vi era solo l’Alto Verbano, mentre il Sangiano era fallito, oltre alle Azalee di Gallarate: insomma non vi era molto scelta. Ora invece qualcosa si muove, delle mie amiche ad esempio sono andate al Gavirate che ha preso il titolo dall’Ispra, oltre a queste ora vi sono squadre femminile anche del Biandronno e Gazzada»

Ora ti chiameranno dappertutto a fare da testimonial: come ci si sente ad essere una sorta di ambasciatrice del territorio?

«Infatti! In realtá mi sento la stessa ragazza di prima con qualcosa di piú da portare come tesoro a livello di esperienza a  tutte quelle ragazze che si affacceranno al calcio, anzi spero che tante bambine d’ora in poi inizino a giocare a calcio. Ad esempio in Olanda i numeri delle praticanti di calcio femminile sono 124mila tesserate contro le nostre 24mila. a questo punto si capisce quanto lavoro dobbiamo ancora fare».

Devo essere sincero: a me ha colpito parecchio anche la vostra dialettica e competenza nell’affrontare tematiche di taglio sociale durante le interviste o conferenze stampa. Altra cosa che che vi differenzia,  positivamente, dai vostri colleghi uomini. Delle grandi combattenti non solo in campo ma anche fuori quindi.

«Diciamo che questo atteggiamento forse é dettato dal fatto che fino al Mondiale nessuno si é mai interessato a noi a livello mediatico. Le persone che si affacciavano al calcio femminile lo facevano solo per grande cuore e passione, il resto degli appassionati di calcio ha sempre seguito solo quello maschile. Ora in tanti invece dicono che vedendo le nostre partite si sono divertiti molto di piú che vedere il calcio maschile. Poi é piaciuto l”atteggiamento diverso in campo, ossia quello di non reclamare mai con l’arbitro, di non cercare la rissa, ecc.. Ecco ha fatto piacere che la gente abbia scoperto tutto questo che per noi praticanti di calcio femminile invece é normale»

Con la maglia del Milan

Pensi che questo modo di essere e di fare una volta raggiunto il traguardo del professionismo possa cambiare?

« Non credo, penso che rimarremo le stesse persone che hanno lottato per ottenere certi risultati ma anche certi diritti. Siamo felici di avervi fatto appassionare a noi, al nostro calcio, al nostro modo di essere appunto. Passione e interesse che andrebbe estesa anche a tutti gli sport femminili come ad esempio la Nazionale agli europei femminili di basket che sta ottenendo grandi risultati. Ecco il mio invito é quelle di seguire loro e tutti gli altri sport al femminile, con lo stesso interesse che avete seguito il calcio».

Ma che fa Valentina Bergamaschi oltre al calcio?

«Studio Scienze Motorie Sportive con l’Universitá San Raffaele online per gli ovvi motivi di tempo a disposizione per la frequenza.  Purtroppo non riesco a seguire le lezioni ma essendo sempre stato il mio sogno, cercheró di portare a termine anche questo obiettivo. Certo, ci impiegheró un pó di piú rispetto agli altri studenti ma non importa. Sono certa che sono tutti sacrifici che ripagheranno»

Parlando di carriera rumors mi hanno indicato qualche interesse nei suoi confronti da parte di societá calcistiche cinesi: vero o fake news?

«No, propendo per una fake news. Io non so nulla peró se sapete qualcosa in anticipo voi come giornale mi informereste in anticipo? In ogni caso preferirei rimanere in Italia dove il movimento sta crescendo anche grazie a tante societá di serie A che stanno allestendo pure una squadra femminile, poi essendo una delle artefici del rilancio insieme a tutte le mie compagne e amiche di nazionale a maggior ragione propendo per rimanere in Italia»

Tu giochi nel Milan il cui allenatore per la prossima stagione é Maurizio Ganz

«Penso sia un ottimo allenatore e una brava persona, poi qui nel varesotto lo conosciamo bene»

Senti Valentina ma quella grinta che esprimevi in campo durante le partite del Mondiale da dove salta fuori?

«Questa é una bella domanda (evidenzia sorridendo), non lo so probabilmente é di indole. Onestamente non ho una spiegazione, forse fa parte del mio carattere e personalitá. Poi chiaramente é un tipo di atteggiamento che in campo ad alcune é piú manifesto altre meno».

Ma contro l’Olanda cosa é andato storto? Forse solo perché semplicemente erano le piú forti?

«Bé loro sono le campionesse europee in carica, sono insieme da anni e tengono bene il ritmo partita come hanno dimostrato anche in questa occasione. D’altronde come ho giá evidenziato in Olanda il numero di tesserate é altissimo rispetto a noi quindi anche la scelta di giocatrici all’altezza diventa meno difficile. Noi abbiamo compiuto un’impresa arrivando in semifinale e tenendole testa per un tempo. Loro alla fine ci hanno confidato che nel secondo tempo hanno trovato il giusto ritmo per adeguarsi alla temperatura cosí calda, noi invece abbiamo sofferto molto di piú il clima. Io poi soffro giocare con il caldo torrido. Insomma preferisco decisamente il freddo».

Giocando cosí bene avete reso difficile le scelte per la vostra mister di chi schierare tra gli undici titolari 

«In effetti ha cercato di mescolare un pó le carte ma alla fine ovviamente sceglieva sempre quelle giocatrici che lei reputava le piú forti per affrontare una certa partita».

Peró la tua carta una volta chiamata in causa te la sei giocata bene direi

«Direi di sí, tra l’altro adeguandomi a giocare in piú ruoli».

Certo che se avessi toccato con piú forza quella palla verso la porta nel primo tempo…

«In realtá quella palla la volevo dapprima farla scendere ma poi ho pensato che quella ragazza, il difensore, mi potesse anticipare. Volevo calciarla con l’esterno del piede ma invece l’ho presa alta ed é andata cosí, peccato».

Qualcuno propone di accorciare il campo di gioco e restringere le porte per il calcio femminile: che ne pensi?

«Se vogliono provare va bene, ma non riesco a capirne il senso. Oramai sono anni che ci siamo  adeguate a giocare su campi e porte regolari basando tecnica e corsa a queste condizioni. Non penso quindi sia una buona idea».

Emozioni forti indossare la maglia della Nazionale

«Certamente, penso che indossare una divisa della propria nazione sia un grande onore per tutti, immagino sia il sogno di ogni atleta»

Ricevuta dal sindaco di Varese Davide Galimberti

Quando vi giungevano echi dall’Italia del grande successo e interesse, come commentavate tra voi?

«Non ci arrivava tutto quello che succedeva in Italia, peró quando ad esempio arrivava un tifoso o un genitore che sottolineava quanto interesse avevamo creato con addirittura pubblicitá create ad hoc, a quel punto esclamavamo stupite ”cacchio, cosa abbiamo fatto!’ Fa strano anche il fatto che quando vai in giro ti chiedono di scattare foto, come ad esempio un ragazzino del mio paese che nemmeno conosco. Stessa cosa in altre parti del Paese sta accadendo alle mie compagne di Nazionale»

Sará orgogliosa la tua famiglia

«E’ cosí, loro mi sono sempre stati vicino e di questo li ringrazio sempre. Ora regalo loro un pó di emozioni»

Emozioni certo ma per guadagnare bene bisogna raggiungere il professionismo

«Questo é il nostro obiettivo principale: fare crescere tutto il calcio femminile e ottenere il giusto riconoscimento: quello del professionismo. Attualmente non possiamo programmare un futuro visto che mensilmente guadagniamo quanto una impiegata e non la stessa cifra, infatti ogni mese varia in base ad alcune situazioni (all’incirca 1600 euro al mese, ndr). Tutto é precario nonostante i grandi sacrifici.  Questo, come dicevo, non ci consente di programmare  un extracalcistico. Ora spero vivamente che non si spengano i riflettori sul calcio femminile dopo il clamore del Mondiale. Non possiamo permettercelo, per questo chiediamo anche a voi dei media di darci una mano per tenere alta la soglia d’attenzione sulla nostra bella realtá»

E noi cara Valentina ci ripromettiamo di farlo sicuramente seguendo sempre e da vicino le tue gesta sportive, cosí come quelle delle tue amiche e fantastiche compagne.

direttore@varese7press.it

 

 

 

 

 

 

 

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Posted by on 3 Luglio 2019. Filed under Sport,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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