Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

La storia di Camillo Olivetti raccontata a teatro da Laura Curino: ”Diamo voce alle due donne per lui fondamentali nella vita”

MILANO, 6 luglio 2019 – di SARA MAGNOLI –

«La nascita dell’idea di far parlare due donne estremamente importanti nella vita di Camillo Olivetti si lega a un aneddoto. Lavorando sulla sua storia, a un certo punto, in una biografia su di lui, che era un personaggio divertente e capriccioso, che se qualcosa non gli garbava batteva ancora i piedi a quasi 80 anni, si diceva che avesse un carattere così perché aveva perso il padre molto giovane. E questa affermazione mi aveva un po’ innervosito, pensando a sua madre, rimasta sola a crescere due figli, e sulla quale non si faceva neppure una parola. Così, quando abbiamo iniziato la parte drammaturgica di questo lavoro, ho pensato di scriverla da un punto di vista che non fosse quello di Camillo. Rendendo giustizia a due donne e al loro punto di vista».

A parlare è Laura Curino, che da lunedì 8 a mercoledì 10 luglio è in scena a Campo Teatrale in via Cambiasi 10 a Milano (zona Lambrate) con “Camillo Olivetti, alle radici di un sogno”, lo spettacolo che ha scritto con Gabriele Vacis (che ne cura anche la regia con l’assistenza di Serena Sinigaglia) e con la collaborazione alla drammaturgia di Laura Volta.

In collaborazione con la Fondazione Teatro Stabile di Torino, è il racconto di un’avventura, quella del pioniere che fondò agli inizi del Novecento la prima fabbrica italiana di macchine per scrivere.

E in scena Laura Curino, una delle maggiori interpreti italiane del teatro di narrazione, dà voce alle due donne che furono fondamentali nella vita di questo inventore

Laura Curino

geniale e anticonformista: la madre Elvira Sacerdoti e la moglie Luisa Revel. Entrambe provenienti da una cultura di minoranza (ebrea la prima, valdese la seconda), protagoniste “silenziose” della formazione e della realizzazione del sogno olivettiano e che qui trovano in primo piano la loro voce, la voce femminile di chi, in quegli anni, ha costruito nell’ombra.

«Due donne – prosegue Laura Curino – che l’hanno amato e anche assecondato. La madre è arrivata a vendere quello che aveva per permettergli di mettere su la fabbrica; la moglie era anche quella che spesso andava a battere cassa dai notabili al suo posto, quando lui si irritava, oltre ad aver cresciuto sei figli di una certa pasta. In questo spettacolo abbiamo arricchito il loro ruolo».

Uno spettacolo che «al di là delle considerazioni sociali, è anche molto divertente» e che è un esempio anche per i giovani. «È la storia di qualcuno che intraprende qualcosa di più – sottolinea ancora Laura Curino -: Camillo trovava molti ostacoli, eppure ha creato una piccola squadra, con i suoi operai e la sua famiglia, e ha fatto qualcosa che, sulla carta, aveva pochissime possibilità di riuscita in tempi duri e in luogo che non avevano vocazione di impresa: erano tutti contadini. Lui ha avuto un’idea e l’ha portata avanti: è un esempio che dà coraggio a tutti quelli che vogliono fare qualcosa anche in condizioni avverse. Perché una buona idea ha sempre possibilità».

Lo spettacolo, prodotto da Associazione culturale Muse, è in scena lunedì 8 alle 21.30, martedì 9 e mercoledì 10 alle 21. Ingresso 20 euro (ridotto 14 euro).

 s.magnoli@varese7press.it

 

 

image_pdfimage_print
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Posted by on 6 Luglio 2019. Filed under MILANO,Spettacoli&Cultura,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.