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Arianna Antinori in concerto a Varese con Woodstock nell’anima e Janis Joplin nel cuore

VARESE, 11 luglio 2019- di GIANNI BERALDO-

arianna-antinoriSarà sicuramente un grande concerto quello previsto domani sera, venerdì 12 luglio, quando sul palco allestito nella caratteristica tensostruttura dei Giardini Estensi, salirà Arianna Antinori con la sua band (inizio ore 21, ingresso 10 euro) inserita nel cartellone del Black&blues Festival organizzato da Alessandro Zoccarato.

Antinori è un’artista molto seguita in provincia di Varese così come in tutta Italia e pure all’estero ha un suo seguito di fans.

D’altronde la sua stupenda voce dal forte timbro rock blues ma in grado di essere modulata raggiungendo toni e frequenze più easy è la sua principale caratteristica, quella che le ha permesso di suggellare un rapporto di stima e amicizia con la famiglia di Janis Joplin, della quale Arianna è tra le migliori interpreti al mondo.

A ogni concerto il repertorio della Antinori è qualcosa di ammaliante e dirompente, frutto di anni di anni di gavetta che l’hanno portata negli anni a divenire una cantante, una professionista molto richiesta nei circuiti musicali che contano.

Live set spesso diversi ogni sera, dove Arianna “saccheggia” dai suoi due bellissimi album (l’omonimo lavoro discografico di debutto che contiene tra le altre, il brano “For my friend”, song struggente e stupenda dove le doti vocali dell’artista romana si elevano a livelli difficilmente paragonabili. Il secondo invece è “Hostaria Cohen” con testi in italiano pubblicato nel 2017).

Ovviamente nei suoi concerti non mancano i tanto attesi omaggi a Janis Joplin con versione da brivido da”Mercedes Benz”o “Piece of my heart”. Insomma, avete capito che qui stiamo parlando di una grande artista che ad ogni concerto regala brividi musicali indimenticabili.

L’abbiamo intervistata facendoci raccontare qualcosa di più.

Il concerto di Varese sarà pure un omaggio al Festival di Woodstock che quest’anno compie cinquant’anni: farai qualcosa di particolare rispetto alla tua scaletta standard?

<<In realtà cambierò qualcosa anche solo per il fatto che non mi presenterò con la solita band ma con altri bravissimi musicisti professionisti, con i quali ovviamente ho dovuto cambiare la scaletta adattandola a loro. Omaggerò Woodstock proponendo brani del mio primo disco e quello più recente. Comunque sarà una bella botta di energia!>>.

Sul palco tu porti sempre Janis nel cuore ma in realtà Arianna è anche molto altro

<<Certamente. Negli anni ho sempre cercato di non presentare solo un tributo monotematico anche se Janis è unica e inimitabile. Poi rimane il fatto che ogni sera sul palco così, come nei miei dischi, voglio essere Arianna aiutata in questo da altri ottimi musicisti proponendo pure la mia musica>>.

Come vengono accolti dal pubblico i brani dei tuoi lavori discografici?

<<Molto bene direi. Tra l’altro dal palco mi rendo conto che, quando interpreto le mie canzoni in italiano, l’impatto è diverso e più immediato rispetto a quando propongo altre cantate in inglese. Ovvio che cantare nella tua lingua il messaggio arriva con più facilità e la partecipazione del pubblico cambia. In alcuni brani ad esempio accendono gli accendini. Oddio oramai non esistono più, volevo dire i cellulari ma l’impatto emotivo è identico>>.

Accendini? Dai potremmo lanciare la proposta che ad ogni tuo concerto vengano accesi gli accendini durante alcuni brani proponendo le atmosfere del passato

<<Dai, è una bellissima idea che potrebbe aiutare a caratterizzare ancora di più i miei concerti!>>.

Parliamo di Janis Joplin: ti capita di proporre alcune canzoni meno conosciute del suo vasto repertorio?

<<A differenza di tutti quelli che fanno cover di Janis, cerco di proporre spesso brani meno conosciuti. Le opere d’arte vanno trattate con cura ed è importante che certi pezzi vengano eseguiti alla perfezione. Per questo devo dire che la mia band è bravissima in tutto questo. Anche perchè non è facile eseguire songs come “Call of me” , “Turtle Blues” o “San Francisco Bay Blues“, canzoni di Janis che suonavo all’inizio carriera ma  spesso ripropongo anche ora. Mi è sempre piaciuto cercare di interpretare pezzi meno conosciuto di Janis. In tal senso ho in mente un progetto  acustico che riproponga tutte le sue ballads che non sono particolarmente conosciute ma che hanno una emozione fortissima>>.

Allora parliamo di progetti futuri

<<Da qualche tempo sto lavorando sul video del mio concerto registrato all’Alcatraz di Milano nel 2017, una cosa molto complessa da elaborare ma quando uscirà sarà una vera bomba. Poi vorrei realizzare un album registrato in analogico e in presa diretta ma servono quattrini. I primi due album sono autoprodotti ora cerco qualcuno che possa credere nei miei progetti producendo e pubblicando i prossimi lavori>>.

Parliamo di Woodstock: secondo la tua opinione perchè quel periodo e quella musica non tramonta mai?

<<Penso che quel festival ma soprattutto quella generazione di persone che non puntavano a fare soldi al volere apparire, a essere protagonisti, penso  sia stata proprio la fine dell’essere umano;  nel senso che a Woodstock si sono visti i risultati di cosa possono fare veramente gli esseri umani, con quel potenziale pacifico e artistico unico. A me quello che mi ha sconvolta è stato quando, in tour con i Big Brothers (una della band con la quale Janis Joplin condivise un lungo periodo artistico. ndr), il bassista di Janis su quel periodo mi disse “la cosa meravigliosa è che in quel periodo noi vivevamo tutti insieme in una casa di San Francisco, condividendola con altri musicisti come i Grateful Dead e altri importanti nomi dell’epoca. Nonostante questa condivisione degli spazi, ognuno creava quello che voleva creare curando la dimensione dello spirito, quello di volere dire qualcosa liberamente”, quindi senza costrizioni o pensando alle vendite discografiche Ancora oggi quelle musiche possiedono quella dinamica e bellezza, lì si suonava per la band, tutti insieme per avere questo muro di musica potente e che regalava emozioni. Oggi invece spesso assistiamo a una scena musicale fatta di cloni col miraggio di raggiungere il successo. Insomma trovami ora un pezzo che ti regali le stesse sensazioni, non ve ne sono. E’ stato un periodo così potente che non morirà mai>>.

Sensazioni, emozioni, un salto nel tempo con la visione di oggi da infondere anche nelle generazioni future: anche questo è Arianna Antinori e la sua musica.

direttore@varese7press.it

 

 

 

 

 

 

 

 

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Posted by on 11 Luglio 2019. Filed under Spettacoli&Cultura,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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