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Continuano gli scontri tra manifestanti a Il Cairo: bottiglie molotov contro il museo egizio.

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%varese1910 %vareseIl Cairo, 2 febbraio 2011 – Un fitto lancio di bottiglie ‘molotov’ ha appiccato un principio d’incendio al Museo Egizio del Cairo, situato nella centralissima piazza Tahrir, teatro oggi di violenti scontri tra manifestanti pro e contro il presidente Hosni Mubarak. I soldati sono subito intervenuti, cercando di estinguere le fiamme con gli idranti. Un portavoce del ministero della Sanita’, al Cairo, ha reso noto che finora, negli scontri, sono state ferite 403 persone e un uomo, appartenente alle forze di sicurezza, e’ rimasto ucciso. Lo ha riferito la televisione di Stato egiziana. Secondo fonti sanitarie e del movimento di opposizione “6 Aprile”, le persone ferite nei violenti scontri tra sostenitori e oppositori del regime, a piazza Tahrir, sono state invece almeno 500. Ci sono anche giornalisti italiani presenti nella piazza dove sono avvenuti gli incidenti.

Dopo aver avuto la meglio sui sostenitori del presidente Hosni Mubarak, i manifestanti anti-governativi hanno ammonito che non lasceranno piazza Tahrir nel cuore del Cairo, dove sono assiepati da venerdi’ scorso, finche’ il Rais non si sara’ dimesso. “Noi rimarremo, lui se ne andra’!”, urlava la folla. Attraverso i megafoni i soldati hanno dapprima incitato i dimostranti a porre fine ai disordini, ma invano, finche’ non hanno deciso di sparare in aria colpi di avvertimento per disperderli: e’ stata la prima volta in nove giorni consecutivi di proteste. Frattanto il ministero dell’Interno egiziano ha smentito la presenza nella piazza di agenti dei polizia in borghese e il loro coinvolgimento negli scontri, come denunciato invece dalle forze di opposizione.

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Dopo la battaglia contro i manifestanti anti-governativi in piazza Tahrir, nel centro del Cairo, e dopo le cariche con cavalli e cammelli, i sostenitori del presidente egiziano Hosni Mubarak sono tornati all’attacco e, dai tetti degli edifici che circondano la spianata, hanno preso a lanciare blocchi di cemento e calcestruzzo sulla folla. Lo hanno riferito fonti giornalistiche che assistevano alla scena, secondo cui nei disordini sono rimasti feriti parecchie centinaia di oppositori, vittime delle sassaiole e delle bastonate degli avversari.

Il ministero degli Esteri egiziano intanto ha respinto l’appello della comunita’ internazionale a una transizione immediata del potere nel Paese. “Respingiamo la richiesta arrivata dall’estero circa un ‘periodo di transizione che cominci immediatamente’ in Egitto“, ha riferito il portavoce del ministero, Hossam Zaki, sottolineando che con quel genere di appelli “si cerca di infiammare la situazione interna in Egitto“.

Il Parlamento egiziano si e’ autosospeso fino alla completa revisione dei contestati risultati delle ultime elezioni nel Paese nordafricano, svoltesi a fine 2010: lo ha riferito l’agenzia di stampa statale Mena.

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LA SFIDA DELL’OPPOSIZIONE: ANCORA IN PIAZZA

I due rami dell’assemblea, si legge nel dispaccio, “hanno deciso di sospendere le rispettive sessioni a tempo indeterminato, finche’ non saranno state raggiunte le necessarie decisioni” in relazione ai risultati elettorali, su cui pesano le accuse di brogli, irregolarita’ e persino violenze e minacce avanzate dall’opposizione.

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Nel frattempo il presidente della camera bassa, Fathi Sorour, ha sollecitato Hosni Mubarak, a completare le promesse riforme costituzionali entro un termine inferiore ai due mesi e mezzo. Il presidente egiziano si e’ tra l’altro impegnato a emendare la Costituzione nel suo discorso televisivo alla nazione, durante il quale ha anche escluso di volersi ricandidare alla Presidenza della Repubblica, pur rivendicando per se’ la gestione della transizione- (AGI)





Posted by on 02/02/2011. Filed under Cronaca,Esteri,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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