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Il Treno delle Donne per la Costituzione sta scaldando i motori per settembre: intervista a Wanda Montanelli.

Varese, 7 agosto 2011- di MELANIA BORGO-

Il Treno delle donne per la Costituzione partirà alla volta di Roma per circondare il Parlamento, sabato 24 settembre, in difesa della Costituzione ed in particolare in difesa dell’articolo 1:  L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. La proposta di modifica di quest’articolo, spaventa molti italiani perché, come si legge nel Manifesto del Treno delle donne, «disegna un vero e proprio stravolgimento dei principi democratici. Nessuno si era ancora spinto al punto di chiedere la modifica della prima parte della nostra Costituzione. Sentiamo il bisogno di aggregarci per affrontare insieme le grandi sfide di questo Paese, oramai senza bussola, che rischierebbe di disintegrarsi se solo si realizzassero proposte di modifiche costituzionali come queste». Wanda Montanelli è una delle organizzatrici del Treno delle donne, le abbiamo posto qualche domanda per cercare di approfondire pensieri e preoccupazioni del comitato promotore di questa iniziativa.

Qual è l’origine di questo progetto? Da dove nasce l’idea?

L’idea nasce dalla Sicilia, dalle Rete delle donne Siciliane per la Rivoluzione Gentile coordinata da Nella Toscano.  Attraverso  Facebook  ci siamo raccordati in un primo Comitato promotore, ed abbiamo fatto una riunione a Roma presso la sede dei  Forum Ambientalista  in via sant’Ambrogio 4, che ora è la sede ospitante del  Treno delle donne . Ci siamo assegnati dei compiti. Siamo tutti paritari donne e uomini, e le rispondo io perché il mio compito è quello dei rapporti con la stampa. Abbiamo  stabilito che il successivo appuntamento sarebbe  stato il 29 luglio, prima delle vacanze agostane.

Preparare una manifestazione  di  grande coinvolgimento  non è cosa da poco e il tempo non basta mai.

Il Comitato Se Non Ora Quando il 13 febbraio ha riempito le piazze italiane chiedendo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro dignità. È arduo sostenere che il Treno delle donne sia un’iniziativa nata sulla scia di Se non ora quando?

Abbiamo salutato con grande felicità la riuscita della manifestazione “Se non ora quando”, le cui referenti ci hanno preannunciato l’intenzione di salire sul treno. E’ scritto nel nostro Manifesto che raccogliamo  l’eredità del movimento delle donne. La nostra è una rivoluzione culturale, capillare che vuole coinvolgere tutti gli aspetti della politica. Sono decenni che le donne hanno iniziative davvero rilevanti e impegnative, con associazioni come l’Udi, l’Onerpo, Aspettare stanca, Casa Internazionale, Arcidonna,  Donne in quota, Consulta delle donne, e più recentemente Rete delle donne e per la Rivoluzione Gentile, oltre a decine di altre che sarebbe arduo nominare tutte, ma tutte conosciamo e apprezziamo per lo sforzo creativo e la motivazione che le muove, e per  voler essere promotrici di un cambiamento dell’attuale società, che davvero così com’è non ci piace affatto.

L’eredità del movimento delle donne cui accennate è un’eredità storica? È possibile definirvi come discendenti di Rosa Luxemburg, una delle prime donne che già nella prima metà del Novecento capì l’importanza di porre l’accento sulla creatività delle masse e sulla loro spontaneità rivoluzionaria?

Apprezziamo della Luxemburg, il suo far parte del  fronte pacifista, il considerare che senza la condivisione sociale delle prerogative di scelta si fa incontro alla barbarie. Cosa a cui siamo vicinissimi ormai. Il nostro salire sul treno in difesa della Costituzione ha proprio in significato di voler agire, partire e fare qualcosa di importante per il nostro Paese. Più che delle motivazioni storiche ci sospinge la contingenza, l’osservare  lo scempio  che si è fatto di tanti troppi principi di corretta convivenza e dettami costituzionali. Il problema  va visto in un’ottica antropologica. L’assenza di  partecipazione femminile alle scelte che riguardano tutti è alla base delle discrasie dell’esistente,  e  citerei  a tal proposito Andrew Samuels, analista junghiano famoso per  un  saggio sul valore sociale e politico della donna, che considera  moderno “un paese che s’accorge che lo spirito di empatia di cui le donne sono portatrici può espandersi e ‘cambiare il mondo”.

L’iniziativa è promossa dalla Rete delle donne siciliane per la rivoluzione gentile, quando è nata questa rete?

“La Rete delle Donne Siciliane per la Rivoluzione Gentile” è un movimento che si è costituito a gennaio del 2011 a Palermo e si riallaccia, avendone sottoscritto il manifesto, alla Rete Delle Donne Per la rivoluzione Gentile, costituitosi il 29 novembre 2010 a Roma.  Nasce perché le donne non intendono stare a guardare. Non più, dato che la società ad esclusiva misura d’uomo è dimostratamente fallita. Non è il meglio per tutti, neanche per gli stessi uomini.

Avete già in previsione delle iniziative future oltre al Treno delle donne in difesa della
Costituzione
?

L’entusiasmo che abbiamo incontrato è tale che non escludiamo future importanti iniziative. “Il Treno di donne”, può partire per  vari obiettivi e destinazioni, ed è così ricco e composito, promosso dalle donne, ma con la partecipazione  convinta di Associazioni nelle quali i responsabili o gli associati sono anche uomini. Sul treno non ci sono preclusioni. Noi donne non ne facciamo mai, e ormai abbiamo ben capito che la nostra forza è sostenerci  a  vicenda, in questa iniziativa, ed in altre nate dal basso, dalla gente stufa di subire, dalle donne e dagli uomini che non intendono più stare nell’angolo a guardare.

Che numero di partecipanti prevedete? Dove è possibile  trovare le stazioni in cui si fermerà il treno?

Prevediamo una massiccia partecipazione. Abbiamo appena pubblicato la notizia e le adesioni fioccano. Per saperne in più sulle stazioni in cui i treni sui fermeranno, invito gli interessati a leggere il link: http://www.trenodelledonneperlacostituzione.it/programma.html in cui trovano il programma. Inoltre chi intende partecipare può dare la sua adesione sul sito, ed è semplice farlo, di modo che il sistema memorizzi la sua e-mail per tutti gli avvisi del programma che gli arriveranno a destinazione.

La  partecipazione alla Marcia della Pace, invece, è a discrezione dei singoli?

Stiamo organizzando anche la partecipazione alla Marcia della Pace a cui ufficialmente aderiamo.  Chi verrà a Roma il 24  settembre, proseguirà per la marcia della Pace organizzata per il 25 settembre, e salvo coloro che per impegni avranno un solo giorno disponibile, i gruppi e il Treno si recheranno ad Assisi.

Per informazioni:  http://www.trenodelledonneperlacostituzione.it

Melania Borgo

redazione@varese7press.i

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Posted by on 7 Agosto 2011. Filed under Sociale,Spettacoli&Cultura,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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