Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Editoriale. La spy story della Lega Nord oscura la Varese che si esprime democraticamente.

Varese, 18 ottobre 2011di GIANNI BERALDO-

Foto rubate al congresso provinciale della Lega Nord tenutosi a Varese, con iscritti furibondi a sventolare la propria “dignità” democratica all’interno di un partito da sempre e per sua costituzione monocratico; come non bastasse sono stati inoltre registrati a livello audio vari disappunti di alcuni relatori di fede maroniana, così come le invettive nei confronti di Bossi (il Capo) da parte di parecchi presenti che richiedevano elezioni e non una imposizione dall’alto, la stessa che ha poi decretato Maurilio Canton nuovo segretario provinciale. E ora spuntano gli immancabili video, con immagini ovviamente “rubate” da alcuni presenti e solo ora rese pubbliche (chissà come mai). Una sorta di spy story, con tanto di black list sventolate da una parte e dall’altra, sapientemente centellinata e offerta al lettore a puntate, come fosse un riuscito canovaccio così caro alle tanto vituperate fiction televisive, il cui successo di audience pare non avere fine.

Audience e visibilità vanno a braccetto anche e forse soprattutto in politica, quella italiana , dove tutto fa spettacolo iniziando dal Premier. Un brutto spettacolo s’intende.

Una spaccatura interna, quella della Lega, che ha rilevanza nazionale in quanto il Carroccio con i suoi rappresentanti istituzionali più importanti, è un partito di Governo, meglio ancora: nonostante una percentuale di voti non irresistibile la Lega è il vero ago della bilancia che da sempre ha tenuto in scacco il Governo. La vera novità è che da tutto questo baillame, da queste lotte intestine leghiste, da questa insanabile spaccatura tra Bossi e Maroni, potrebbe prendere vita un nuovo partito con tutte le conseguenze del caso. Questo è quanto.

Ma di tutto il resto poco si parla e per restare nella “piccola” Varese nessuno si è filato l’onesta manifestazione dei pochi Indignati varesini, che sabato scorso hanno sfilato per le vie del centro aderendo per solidarietà alla giornata memorabile con milioni di indignados nelle principali città del Mondo. Una grave indifferenza che la dice lunga sullo status politico di questa città, da sempre avvezza a certe rappresentazioni di vera democrazia, manifestata dalla gente in maniera spontanea e diretta.

Disagio sociale e ristrettezze economiche e una politica fallimentare che si riflette su migliaia di famiglie così, come giustamente sottolineato ieri sera anche dal direttore generale Gianni Lucchina durante il suo intervento agli Stati Generali della Confesercenti.

Ecco, tutto questo sono quisquiglie l’importante è occuparsi delle diatribe interne della Lega e dei suoi affiliati, della spy story dei video pseudo rubati ad arte e quant’altro ancora: intanto la gente scende in piazza. E sempre più numerosa.

Gianni Beraldo

 

image_pdfimage_print
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Posted by on 18 ottobre 2011. Filed under Varese,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.