Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

L'arte di Brachetti ieri sera ha nuovamente incantato il pubblico di Varese. Stasera si replica.

VARESE, 19 ottobre 2011di SARA MAGNOLI –

Uno spettacolo che è un atto d’amore per il cinema. Da quando lo scoprì, bambino di cinque anni, accanto al papà che aveva vinto due biglietti omaggio, a quella svolta che nel1979 aParigi, il giorno del suo compleanno, segnò per lui “Otto e mezzo” di Fellini.

Con il suo spettacolo One Man Show “Brachetti, Ciak si gira!”, ieri sera al Teatro di Varese Arturo Brachetti incanta la platea che, anche se non da “tutto esaurito” come hanno abituato gli spettacoli di questo artista del trasformismo e del travestimento “lampo” (per un cambio di abito e trucco la media si aggira sui cinque secondi), applaude ripetutamente anche a scena aperta.

E stasera si replica, alle 21.

Uno spettacolo da non perdere, per chi ama Brachetti, sicuramente, per chi ama il cinema, altrettanto, ma anche per chi vuole godersi due ore magiche e affascinanti magistralmente portate in scena da un bravissimo artista.

Dai trenta – o forse anche di più – personaggi che riesce a interpretare con il vecchio cappello del nonno di cui è rimasta solo la falda circolare, allo spaventoso fascino che ebbe sul bambino Brachetti la sezione horror del museo del cinema di Torino, dalle ombre cinesi che sembrano un cartone animato, al sincero omaggio a Lon Chaney, l’uomo dai mille volti, fino all’altro omaggio, altrettanto sincero, ma ancor più commovente, a quel grande Federico Fellini che, con il suo “Otto e mezzo” gli cambiò la vita, per finire con divertenti e azzeccate parodie dei successi di Hollywood, Brachetti entra ed esce da scatoloni che sono tv o valigie d’attore. E altrettanto velocemente entra ed esce in abiti, trucchi, parrucche e personaggi, fino a creare, dagli abiti, vere e proprie scenografie.

Del cinema e del film non tralascia niente, portando sul palco anche un’immaginaria linea del suono che diventa ora spada ora canna da pesca, ora violino, flauto, bacchetta di direttore d’orchestra, bastone di Charlot. E ricorda – e fa ricordare – questi attori che hanno fatto grande il cinema.

Sino al grazie finale, in un frac bianco che di questo colore è diventato lasciando sparire quello nero sotto una cascata di pezzetti di carta argentata.

Un grazie a tanti piccoli e grandi oggetti apparsi in film di tutti i tempi, ai particolari fisici o ai movimenti peculiari di attori, registi o personaggi. Un grazie ai tanti registi.

E un grazie al pubblico. “Che rende immortali. E che dimentica”.

Sara Magnoli

redazione@varese7press.it

image_pdfimage_print
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Posted by on 19 Ottobre 2011. Filed under Cabaret,Spettacoli,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.