GALLARATE, 27 gennaio 2012 – di SARA MAGNOLI – Oscar Wilde nella sua grande attualità, nel suo linguaggio “lieve” ma diretto. In una messinscena che pone l’accento sulla parola e sull’attore più che sulla scenografia. Che invece resta sobria, quasi scarna, fatta di porte girevoli. Che ruotano attorno ai personaggi, interpretati da grandi attori: Valentina Sperlì, Pietro
Bontempo, Luca Damiani, Alarico Salaroli, Roberto Valerio che è anche regista di “Un marito ideale”, produzione Teatridithalia, in scena lunedì 30 e martedì 31 gennaio alle 21 al teatro delle Arti di via don Minzoni 5 a Gallarate, all’interno della quarantaquattresima stagione dello storico luogo culturale gallaratese.
“Amo molto le opere e il linguaggio di Oscar Wilde – ci spiega proprio Roberto Valerio -. E non ho mai amato invece i barocchismi, le cose eccessive che spesso hanno accompagnato la messa in scena dei suoi lavori. Per questo il nostro è un allestimento spartano, semplicissima, e la messa in scena è asciutta. Con un cast importante di attori, perché amo molto il teatro, appunto, di attori, non tanto di scenografia e regia: è l’attore al centro dello spettacolo teatrale. La regia deve limitarsi all’idea di fondo, non mettersi al posto dell’attore né tantomeno dell’autore”.
Ed è quello che accade in questo “Un marito ideale”, dove il testo è tagliato sul filone politico della vicenda che ruota attorno a sir e lady Chiltern, al marito irreprensibile che deve la sua affermazione politica a un atto disonesto con cui ha avuto inizio. “Le parti più frivole, più “da salotto” sono quelle più tagliate – aggiunge Valerio -, l’essenziale sono le vicende politiche dell’opera. Si parla di corruzione morale, un vizio che nell’uomo non cambia nel corso degli anni. I motivi che mi guidano, anche per quanto riguarda questo testo, sono essenzialmente due: la tematica, il parlare della corruzione politica e morale, chiedersi se esiste un limite morale a ciò che un politico può fare. Se, insomma, un uomo politico debba agire nell’interesse della polis o nell’interesse personale. Che sono temi e domande che ci riguardano anche da vicino. E poi il linguaggio meraviglioso di Wilde, che con leggerezza riesce a parlare di temi importanti”.
Che è un po’ anche l’aspetto meraviglioso del lavoro di questo grande autore: il dire con semplicità cose che nessuno riesce a dire nello stesso modo. “Con il tratto “leggero” della sua penna – spiega ancora Valerio -, che è intramontabile. Ed è la sua natura”.
I biglietti per le serate sono in vendita alla biglietteria del teatro delle Arti (telefono 0331.791382), in via don Minzoni, tutti i giorni dalle 17.30 alle 19.30 al costo compreso fra i 20 e i 30 euro.
Sara Magnoli