Varese, 27 gennaio 2012-
NELLA SITUAZIONE DATA
NEL MENTRE ALCUNI PROTESTANO,
I PIU’ SONO RASSEGNATI.
L’ARIA CHE SI RESPIRA
E’ QUELLA CHE SEGUE UNA DISFATTA
(27 GENNAIO 2012)
Semplifico, naturalmente, con tutte le derivanti incongruenze e contraddizioni (Walt Whitman, e sottoscrivo, ha detto: “Ci sono contraddizioni in me? Certo, io sono immenso, contengo moltitudini!”).
Urgentissima cosa da fare prima della indispensabile rivoluzione: cacciare chiunque, nella situazione data, nel prendere provvedimenti non guarda, perché ne è incapace, alle conseguenze reali, a quel che nel concreto succederà.
Mario Monti e i suoi stanno affossando il Paese con decisioni ragionieristiche, eticamente poco discutibili e nella realizzazione deleterie.
Carlo Maria Cipolla li avrebbe senza dubbio ritenuti maggiormente pericolosi dei furfanti e chi ha letto ‘Allegro ma non troppo’ sa cosa intendo dire.
Occorre – ripeto, se non si ha il coraggio di prendere altre risolutive e rivoluzionarie vie – rilanciare l’economia e gli attuali governanti non ne sono costituzionalmente capaci.
Fatto è, comunque, che bisogna finalmente e una buona volta decidersi: usciamo da questo deprimente sistema misto nel quale marxismo e idee vagamente liberali convivono.
Scegliamo davvero un campo e comportiamoci di conseguenza.
E, prima di tutto, fuori dall’Europa (governata da una ex comunista come Angela Merkel) e naturalmente dall’euro che il Nobel Joseph Stiglitz ha appena definito ‘una idiozia che fa schifo’.
Quanto al chi, in un panorama politico desolante (sul serio possiamo pensare a un Bersani presidente del consiglio?), a parte il fatto che chiunque farebbe meglio di Monti (un ragioniere imbalsamato), cerchiamo qualcuno che abbia una visione, direi purchessia.
Alla fine – cosa che i ‘ragiunatt’ non possono capire – come ben sapevano Napoleone e Charles De Gaulle, se chi governa ha una visione l’economia non conta nulla (“l’intendence suivra”).
Farebbe meglio perfino Nichi Vendola!