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Emozioni fortissime oggi a Varese con l’astronauta americano Charlie Duke, uno dei 12 Moonwalker.

Varese, 30 marzo 2012– “Paura? Una volta sola ne ha avuta davvero, ossia quando saltellando spostandoci  sul suolo lunare, dove si raggiungevano  anche altezze di due metri,  ho rischiato di inclinarmi pericolosamente fino a quasi capottarmi; in quel caso sarei morto di sicuro visto che lo zaino posto sulla schiena che conteneva l’ossigeno si sarebbe distrutto. In quel momento fummo richiamati immediatamente sul modulo lunare accompagnati dalle parole: ragazzi la passeggiata è finita”. Così l’astronauta americano nonché Generale Charlie Duke, uno dei 12  uomini che hanno avuto la possibilità di calcare il suolo lunare, oggi ospite a Varese per la bellissima mostra intitolata “Esplorando” allestita a Villa Recalacati (domani l’inaugurazione ufficiale, mentre oggi era prevista la conferenza stampa e una visita alla mostra riservata ai soli giornalisti), organizzata dal gruppo “Foam 13” , osservatorio di Tradate, in collaborazione con la Provincia e con il prezioso aiuto di Luigi Pizzimenti, studioso e collezionista di oggetti spaziali (a tal proposito vedi il sito personale www.collectionspace.it ).

Non pare vero vedere in carne e ossa uno tra le persone più famose al mondo capace di un’impresa al limite dell’inverosimile,  ovviamente entrata non solo nella storia dell’umanità ma anche nell’immaginario collettivo di ognuno di noi. Duke ora è un elegante signore di 76 anni che ha ancora tantissima energia e voglia di raccontare al mondo cosa sia e cosa si provi ad affrontare un’impresa spaziale del genere. Infatti sono anni che Charlie Duke gira per il mondo, accompagnato sempre  dalla moglie Dorotyche ha sempre avuto un ruolo importantissimo in ogni sua decisione. Come quella di imbarcarsi appunto in un’avventura dove le incognite erano ancora tantissime nonostante il suolo lunare fosse stato calpestato in precedenza da altri due uomini, che avevano di fatto aperto una nuova era per il futuro delle imprese spaziali.

Duke con la moglie Doroty

Deciso ma pure sensibile  Duke è famoso anche per tante altre cose, in parte collegabili all’aspetto storico e tecnico della missione con l’Apollo 16 nell’aprile del 1972,  come ad esempio essere stato il primo uomo a utilizzare un veicolo sul suolo lunare per spostarsi da un posto all’altro, ma anche perché l’astronauta statunitense ha commosso il mondo, che  ancora oggi a 40 anni di distanza da quell’allunaggio ricorda il gesto di lasciare una foto della famiglia sul suolo lunare: come a dire “In questa impresa state partecipando anche voi”.

Ma non solo. Duke infatti è presidente di  una notissima associazione fondata con altri membri della Nasa, volta a raccogliere fondi da utilizzare nelle scuole e per la diffusione del sapere scientifico e non solo.

In fondo la grandezza e importanza di avere come ospite un personaggio del genere, forse è racchiuso nelle parole di un commosso presidente della Provincia Dario Galli che dice “Non ci sono parole: basti pensare che oggi abbiamo con noi uno dei 12 uomini al mondo che è sbarcato sulla Luna passeggiandoci sopra, insomma un’emozione e un onore straordinario”.

Un nugolo di fotografi e cameran cercano di spulciare tra le recondite pieghe emozionali di Duke, che da par suo invece ha voglia di raccontare ancora una volta e con naturalezza, quanto accadde lassù 40 anni orsono, quali emozioni e quali rischi nell’affrontare un qualcosa quasi d’ignoto. E poi a Varese, visibile pure nella mostra, vi è pure un grande pezzo di roccia lunare. Prova tangibile che è tutto vero. E questo lo diciamo per gli scettici.

«E’ per me un piacere essere qui a Varese – ha dichiarato Charlie Duke – e vorrei ringraziare tutti coloro che hanno reso

Duke all'interno della navicella spaziale riprodotta

possibile questo avvenimento. Avere qui poi la roccia lunare non è cosa scontata. Averne una di così grandi dimensioni è poi davvero eccezionale. Sono passati 40 anni dalla mia missione spaziale e stasera sarà un’emozione particolare osservare la luna dall’osservatorio di Tradate e vedere che si trova nella medesima posizione del giorno in cui sono sbarcato. Ricordo ancora la grande emozione nel momento in cui ci siamo avvicinati e quando abbiamo toccato il suolo siamo letteralmente esplosi di gioia. Ricordo ogni secondo di quell’esperienza ed essere stato selezionato come uno degli astronauti per lo sbarco sulla luna è stato un grande privilegio».

Duke continua a raccontare alla sala gremita, ancora con tanti dettagli che, raccontati da uno dei principali protagonisti,  fa un certo effetto “ Ci regolavamo grazie alle ombre dei crateri, così capivamo dove vi erano dossi oppure no, anche perché il veicolo lunare non aveva la retromarcia quindi sarebbero stati guai seri. Mentre stavamo scendendo dai finestrini a16000 metrid’altezza iniziavamo a vedere il suolo lunare pensando che era esattamente come l’avevamo provato. Una volta atterrati c’è stata un’esplosione di gioia. Sono trascorsi 40 anni ma ricordo perfettamente ogni secondo di quella esperienza”. E poi via alle domande più o meno specifiche anche se la sala era gremita di addetti ai lavori.

Terminata la conferenza stampa Charlie Duke ha voluto visitare in anteprima la mostra e qui la sorpresa: infatti l’astronauta americano si è infilato quasi d’istinto all’interno di una magnifica riproduzione della stessa navicella spaziale Apollo 16 (ne esistono solo due al mondo ma questa è stata riprodotta dal gruppo tradatese che ha lavorato sodo per oltre un anno) perfetta in ogni minimo particolare interni e strumentazione di bordo (funzionante!) compresa.

Che impressione vederlo rannicchiato (lui è pure alto) in quella specie di scatola di sardine con tre mini seggiolini,  cercando di rinverdire le sensazioni provate tante volte in passato, dalla quale si comprende il vero senso di un’impresa epica alla pari degli esploratori del passato che andavano verso l’ignoto. Insomma quante emozioni!

Ricordiamo che la mostra “Esplorando” sarà inaugurata ufficialmente domani pomeriggio alle 16 alla presenza dello stesso Charlie Duke, astronauta che poi risponderà alle domande del pubblico domani sera al Teatro Apollonio. A corollario della mostra (orari 9-12/14-18). che si concluderà giovedì’ 26 aprile,  vi saranno una serie di incontri sempre ovviamente con tema lo Spazio e imprese spaziali.

Gianni Beraldo

direttore@varese7press.it

GALLERIA FOTOGRAFICA

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Posted by on 30 Mar 2012. Filed under Varese,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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