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Sold out per “Anestesia Totale”.Che emozione risentire Montanelli tramite Marco Travaglio”

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Varese, 22 aprile 2012, di SARA MAGNOLI – Che bello risentire Montanelli.

Che bello riascoltare la sua voce durante le interviste, sentirlo ripresentarsi in quel suo celebre “Mi chiamo Indro Montanelli e faccio il giornalista”.

 Sold out per Anestesia Totale.Che emozione risentire Montanelli tramite Marco TravaglioChe bello poter amare ancora i suoi fondi, la sua “prosa” anche nella lettura di una brava ed emozionata Elena Radonicich, che venerdì sera sul palco dell’Apollonio a Varese ha sostituito Isabella Ferrari, impegnata in un altro spettacolo.

E che bello vedere e ascoltare ancora una volta a Varese Marco Travaglio, che di Montanelli fu “allievo”, “firma” prima al Giornale e poi alla Voce, davanti a un teatro che bissa il “sold out” che già fu due anni fa con “Promemoria”.

L’ “Anestesia totale” contro la quale, dice Travaglio sul palco, in quelle tre ore che filano dritte e lisce e sembrano scorrere più veloci di un soffio, vogliono cercare di “distribuire l’antivirus, il vaccino, come diceva colui che ci manca da ormai undici anni”, è un omaggio a Montanelli e al giornalismo vero.

Ed è una carrellata di come il modo di informare, fino all’utilizzo delle parole, sia cambiato in questi vent’anni. Quegli stessi vent’anni che, parlando di inchieste e di politica, attraversavano anche “Promemoria”.

Prima tappa della ripresa di stagione, a Varese Travaglio apre il racconto del suo “Anestesia totale” esattamente come Montanelli apriva il suo editoriale sulla Voce il 23 dicembre 1994, all’indomani dalla fine del primo governo Berlusconi: “Finalmente!”. E riecheggiano lo svolgersi lo svolgersi dello scritto di Montanelli nell’accaduto e nel presente, indicando una volta di più come quanto il grande Giornalista scriveva diciotto anni fa sia ancora attuale.Travaglio Anestesia Totale 214x320 Sold out per Anestesia Totale.Che emozione risentire Montanelli tramite Marco Travaglio

Lo spettacolo, accompagnato dalle musiche di uno straordinario Valentino Corvino, al violino o mixate, è scandito da quattro “lezioni” sul giornalismo, che alternano le parole di Montanelli all’analisi raccontata da Travaglio dell’informazione oggi e da quindici anni in qua.

Un’analisi che non inventa nulla, ma parte dai fatti, da titoli, articoli, espressioni, pur presentate con l’intelligente ironia del giornalista oggi vicedirettore del Fatto Quotidiano. Che a tanti pare di Montanelli degno erede.

Ironia e riflessione.

Quattro lezioni: la scomparsa dei fatti, del metro, delle parole, della logica.

Lo sprofondare delle notizie in mezzo alle “non-notizie”, quando non se ne vuole parlare. L’evitare il metro di giudizio, nell’incapacità di valutarle, le notizie, e di distinguerle dalle opinioni. Il “cambiare il nome” ai fatti. Il voler far apparire logico ciò che non lo è.

Parla dell’informazione, Travaglio, di una certa informazione e di un certo modo di fare (o sarebbe meglio dire: non fare) informazione. Ma non possono mancare, e non mancano, i riferimenti alla politica e ai politici, a come sia necessario che i giornalisti riprendano la libertà di informazione e i cittadini debbano chiederla. Come il giornalista per Montanelli, che “sta sempre all’opposizione”, che ha come unico padrone il pubblico, perché se non ha un pubblico non serve, che deve fare il suo lavoro e controllare che ciascuno faccia il proprio. Anche se “la libertà ha un prezzo”.

E lo spettacolo si conclude a due voci, davanti a quella semplice antica edicola in mezzo al palco, sulla quale, tolti i giornali, appare una delle più famose foto di Montanelli, seduto su una pila di libri mentre scrive con la sua “lettera 22”sulle ginocchia. Si conclude leggendo quell’ennesimo capolavoro che colui che, davvero, ci manca, e tanto, da undici anni, scrisse per il Capodanno del 1997 sul Corriere della Sera, “parafrasando l’If, il Se di Kipling. E che termina dicendo che se si riuscirà a trovare dentro di sé la forza di superare i disinganni senza cadere nel “solito inganno dell’Uomo della Provvidenza”, non si saranno fatti molti passi avanti, ma li si saranno fatti sulla strada giusta. L’unica che dopo un lunghissimo cammino potrà permettere agli Italiani, scriveva in quell’articolo Montanelli, di diventare ciò che purtroppo “non siamo mai riusciti a essere: un popolo”.

E gli applausi, meritatissimi, che Travaglio si porta con sé, un po’ sono anche per Montanelli.

Le prossime tappe della tournée vedranno “Anestesia totale” il 23 aprile al cinema teatro Odeon di Biella, il 24 e il 25 al teatro Colosseo di Torino, il 27 al Corso di Mestre, il 28 al Verdi di Montecatini, il 2 maggio all’ObiHall di Firenze eil 4 e il 5 al teatro Celebrazioni di Bologna.

Sara Magnoli

redazione@varese7press.it

 

Posted by on 22/04/2012. Filed under Spettacoli&Cultura,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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