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Lo spettacolo teatrale “Dio” di scena questa sera all’Apollonio di Varese.

pdf Lo spettacolo  teatrale Dio di scena questa sera allApollonio di Varese.print Lo spettacolo  teatrale Dio di scena questa sera allApollonio di Varese.

CastDio 320x213 Lo spettacolo  teatrale Dio di scena questa sera allApollonio di Varese.Varese, 22 aprile 2012- Al Teatro Mario Apollonio di Varese va in scena una delle ultime regie di Paolo Franzato ovvero “DIO”, opera esilarante scritta dal celebre artista americano Woody Allen del quale in questi giorni viene proiettato negli schermi mondiali il suo ultimo film. La divertente commedia teatrale è in programma domenica 22 aprile 2012 alle ore 16.30, in una produzione che vede la sinergia dell’Accademia Teatro Franzato (prima scuola teatrale fondata a Varese) con il Laboratorio “Porto Teatro”, il Circolo Endas e il Comune di Varese.

L’Atto unico è ambientato in uno spazio teatrale di una improbabile antica Grecia, in cui due ateniesi, Epàtite e Diàbete (interpretati da Irene Terzaghi e Mauro Provvidi) stanno per mettere in scena una tragedia. Un laido inventore (Trichinosi) propone loro di impiegare un deus ex machina (da cui il titolo) per risolvere spettacolarmente il finale. Intanto una sensuale ragazza del pubblico irrompe in scena chiedendo di poter recitare nello spettacolo. Dopo aver consultato telefonicamente Woody Allen in persona, viene scritturata dalla compagnia. La tragedia (nella commedia) ha inizio. Vi si narra la vicenda di uno schiavo che deve recapitare un messaggio al Re. Con il sostegno di stravaganti Parche pseudoveline in versione turistica, di una strabiliante donna accoltellata e di un beffardo coro greco, lo schiavo riesce a portare a termine la missione. Invece di una ricompensa, ottiene una condanna a morte; il deus ex machina che dovrebbe sopraggiungere per risolvere la situazione si inceppa e gli attori sono costretti ad improvvisare un finale, mentre attori e spettatori, sempre più spazientiti, si scatenano in un caos finale. “Dio” è una commedia metateatrale dove si assiste alla disastrosa messa in scena di una tragedia greca, mentre un finto pubblico moderno (infiltrato tra gli spettatori reali) interrompe gli attori e lo stesso Woody Allen telefona in scena. La realtà si mescola alla finzione in un crescendo di entrate a sorpresa e di inaspettate uscite in platea, in un grande gioco dove non mancano spunti di riflessione (“Gli spettatori credono di essere liberi, ma fanno sempre quel che devono fare”, “La libertà è pericolosa… i governi cambiano ogni settimana, i politici si uccidono a vicenda, il popolo è torturato”). Perché “se c’è un Dio allora l’uomo non è più responsabile”, ma Zeus muore e tutti cadono in una irreparabile, disperata e grottesca ansia cronica, lasciando un senso di vuoto in cui tutto ricomincia inesorabilmente dalla fine.

La regia di Franzato è impostata su un grande coinvolgimento sensoriale ed emozionale degli spettatori, immersi completamente negli eventi scenici, coinvolti direttamente nello spazio, nelle considerazioni e nelle azioni degli attori, chiamati in causa verbalmente e anche fisicamente nelle varie vicende. E anche l’adattamento drammaturgico ci catapulta direttamente dalle citazioni americane ad atmosfere e ambientazioni intrise di varesinità. Insomma, l’invito a divertirsi è garantito e assicurato.

A colorare lo spettacolo ci sono i meravigliosi costumi di Marcella Magnoli e le scenografie di Grazia Sabatini, due preziose presenze del Teatro Franzato, e una coinvolgente colonna sonora composta da suoni, rumori e musiche/canzoni di Dalida, Patty Pravo, Grace Jones, Sade, David Bowie, Barbra Streisand e Barry Gibb, Abba, Kurt Weill e Igor Stravinsky, scelte e montate dal regista varesino.

Interpreti: Monica Anchieri, Giada Bottinelli, Raffaele Campolattano, Silvia Chiaravalli, Marco (Coach) Cocquio, Alma Filpa, Ivana Franchi, Paolo Franzato, Chiara Giroldi, Nadia Guenet, Marcella Magnoli, Caterina Murrazzu, Mauro Provvidi, Marco Rodio, Irene Terzaghi, Liliana Torresin, Giuseppe Vassellatti, Chiara Zanzi. Scenografia: Grazia Sabatini. Costumi: Marcella Magnoli e Grazia Sabatini. Sarta: Antonella Bonini. Audio e luci: Lorenzo Cavallini, Franco Gennari, Massimo Marelli e Elvis Zulli. Adattamento drammaturgico, suoni, musiche e regia di Paolo Franzato.

Posted by on 22/04/2012. Filed under Spettacoli&Cultura. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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