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Festa della Liberazione: dopo il sacrificio di tanti giovani l’Italia ora non li rappresenta.

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Varese, 25 aprile 2012- Questo è il documento con il quale TILT, il movimento della sinistra diffusa che intende dare voce alla generazione precaria fin qui costretta alla irrapresentabilità, festeggia il 25 aprile, augurando nuove liberazioni: dalle mafie, dalle logiche che antepongono il profitto ai beni comuni, dalla precarietà lavorativa ed esistenziale. Auguri a tutti
%varese1910 %varese67 anni fa una generazione ha vinto una guerra combattuta contro una dittatura venduta a uno stato straniero riscattando l’Italia dalla vergogna delle leggi razziali. Erano uomini e donne, giovanissimi combattenti di una guerra che non permetteva l’indifferenza.
Giovani di ogni provenienza sociale che decisero di fare una scelta di parte, combattendo sulle montagne e nelle langhe come in ogni città, quartiere e fabbrica per riprendersi il diritto di decidere di sè della propria vita, per poter costruire un mondo più giusto, libero, democratico.
Un mondo insomma, in cui per la prima volta non fosse più negato a nessuno la libertà di scegliere per le nostre vite, per i nostri territori, per le nostre città.
Un sogno comune di un popolo reso sostanza viva nella Costituzione i cui valori disegnano un paese dove è chi vive nella comunità a decidere per essa attraverso la politica, intesa come processo partecipativo e libero della gestione dei beni comuni.
Ma la classe politica che ha governato il paese in questi anni è riuscita a svuotare tutto questo di senso. Ha cancellato la dignità della politica mostrandosi come corte al servizio del sovrano, eletto o tecnico che sia, generando l’idea che la normalità politica sia fatti di scandali, corruzione, malgoverno.
Ha distrutto l’idea di una politica al servizio di tutti difendendo gli interessi di pochissimi contro i diritti di molti, di aver deciso che è più importante investire su cacciabombardieri e guerre piuttosto che in formazione, innovazione e ricerca, costruire faraoniche quanto inutili grandi opere come il ponte, il mose e il TAV piuttosto che creare un welfare universale, che dia gli strumenti per rispondere ai ricatti dei capi, capireparto o capimafia che siano.
E infine ha assassinato l’idea stessa di politica permettendo, senza opporre alcuna resistenza, che il potere reale passasse dalla politica all’economia, dalla Repubblica alla finanza, facendoci credere che lo Stato andasse governato con logiche di impresa, che il debito sia più importante delle nostre vite.
Noi questa logica non la possiamo accettare!
Non si può accettare il muro di silenzio costruito di fronte alla moltitudine di voci che chiedono che l’acqua sia fuori dal mercato, che i beni comuni siano gestiti direttamente dalle comunità, non si può accettare la risposta violenta ed arrogante che ogni giorno subiscono gli abitanti della ValSusa, non possiamo accettare gli arresti per chi manifesta per una Valle che è bene di tutti noi.
Dichiariamo la nostra totale e assoluta indisponibilità ad essere considerati numeri nelle borse mondiali, ad essere messi in secondo piano rispetto ai mercati e agli indici finanziari.
Alle percentuali delle borse e allo spread opponiamo i bi-sogni di tutti e di ognuno, alla crescita ad ogni costo il nostro diritto alla felicità.
Noi vogliamo riprenderci i nostri spazi di partecipazione attiva, noi rivendichiamo il nostro diritto ad esistere. Lo facciamo ogni giorno e lo facciamo oggi, nel giorno in cui si tiene viva la storia ribelle di una generazione bandita.
Per troppo tempo siamo stati la generazione costretta alla irrapresentabilità, con la stessa determinazione di allora scendiamo in piazza per riprenderci il nostro giro e mandare in TILT il sistema.

Posted by on 25/04/2012. Filed under Varese,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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