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Alpinismo e Resistenza: le incredibili storie in un libro dedicato a Leopoldo Gasparotto.

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Varese, 26 aprile 2012- di GIANNI BERALDO-

Diciamo la verità: quanti di voi, soprattutto i più giovani, alla parola Gasparotto saprebbero associarvi qualcosa o qualcuno legato alla Resistenza, bene che vada la maggior parte risponderebbe che si tratta di una nota via periferica di Varese (la

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Laforgia, Meles e Pierluigi Gasparotto

Gasparotto-Borri non dice nulla?), ma invece il nome Gasparotto racchiude una delle pagine più fiere legate alla storia della Resistenza varesina ma soprattutto nazionale: stiamo parlando del partigiano, alpinista e fine intellettuale Leopoldo Gasparotto, ucciso nel 1944 nel campo di Fossoli sterminato dai Nazifascisti insieme ad altre decine di detenuti. Ora la sua incredibile storia è raccolta nel libro “Leopoldo Gasparotto: alpinista e partigiano” scritto da Ruggero Meles Un bel lavoro presentato stasera alla Biblioteca Civica alla presenza dell’autore oltre allo storico e professore varesino Enzo Laforgia e con i due figli di Gasparotto: Giuliano e Pierluigi. Un libro che aggiunge pagine importanti di storia della resistenza, un lavoro lungo e dettagliato che ha impegnato l’autore in oltre 6 anni di ricerche, con risultati però veramente brillanti. L’incontro, al quale hanno assistito parecchie persone tra cui diversi partigiani varesini, è stato aperto da Laforgia con il suo invidiabile stile da erudita, preparatissimo nel campo della Resistenza.

ENZO LAFORGIA - “ Per gran parte degli studenti varesini Gasparotto è solo una via e nulla più, Leopoldo invece è un personaggio importante così come lo è stata tutta la sua famiglia. Il nonno era stato militante garibaldino e provato l’esperienza del carcere austriaco. Il padre, avvocato, personaggio di spicco del socialismo milanese, frequenta Turati e approda alla Camera dei deputati nel 1913 la prima volta, poi vi torna prima dell’approdo del fascismo e senza però esserne coinvolto. Leopoldo matura così una esperienza importante già a livello familiare, la stessa che lo portò a far parte della Resistenza con la tragica fine nel campo di smistamento Fossoli (dove transitò pure Primo Levi prima di essere trasferito ad Auschwitz). Insomma un giovane di famiglia borghese attratto da forti passioni come la montagna e quella di rendersi partecipe nella Resistenza, con il Partito d’Azione. Esperienza con la montagna nata proprio qui in provincia di Varese, a Cantello dove la famiglia si trasferì e da dove nacque la passione per la montagna”.

Ora è la volta dell’autore, impegnato in happening letterari in tutta la Lombardia.

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Lo scrittore Ruggero Meles a Varese

RUGGERO MELES “ La sguardo di Leopoldo Gasparotto, come tanti altri alpinisti che hanno partecipato alla Resistenza , era la capacità di vedere le cose dall’alto avendo cura di esse non solo a livello materiale, ma come fosse un dovere per tutti. Ho pensato che questa gioia, questo modo di vedere le cose andavano ricordate. Leopoldo Gasparotto ha iniziato ad arrampicarsi nel varesotto e nel lecchese, per poi partecipare a grandi imprese frequentando un gruppo di alpinisti intellettuali. Particolare molto interessante, perchè da quel gruppo prese vita un’idea di Resistenza poi sfociata nel loro impegno come partigiani spesso sulle stesse montagne Con lui c’era tra gli altri Ettore Castiglioni, Vitale Bramani, Alberto Randeron giovane americano musicista che porta ad arrampicare anche Enrico Fermi. La montagna in quegli anni è un crogiolo di classi sociali: dagli operai a intellettuali, tutti insieme spinti dalla passione ma dalla voglia comune di combattere anche il fascismo. Oltre ad arrampicare molto importante erano gli aspetti legati ai vari dialoghi e scambi di idee che avvengono durante le arrampicate.

Ma la montagna per Gasparotto è stato quindi anche il primo punto di contatto con i partigiani. Nel 1936 divenuto istruttore di montagna insieme ad amici inizia a fare propaganda antifascista. Nel 1943 entra in clandestinità dopo avere messo in salvo moglie e figli in Svizzera. Tanti i suoi interventi: dalla Val Codrera al Pian dei Resinelli, diventa comandante di Giustizia e Libertà occupandosi del raccordo tra le truppe di montagne. Mi ha colpito molto la sua capacità di essere sempre ironico, in ogni occasione, come nella tremenda spedizione in Groenlandia.”

Meles ricorda ai presenti pure l’importanza di un suo diario pubblicato però diversi anni dopo la sua morte. “Interessante anche il suo diario dove vi sono pagine che parlano di storie normali e non certamente eroiche, quella semplicità e intelligenza che lo ha sempre contraddistinto”.

Poi a parlare è la volta di GIULIANO , uno dei due figli di Gasparotto presente all’incontro, che legge alcune pagine del diario, quelle forse più melanconiche scritte nel campo di Fossoli, dove l’ironia si è persa per emergere invece una profonda nostalgia per le sue montagne. Diario che nell’immediato Dopoguerra non fu pubblicato perchè non rientrava nei canoni tipici dell’epoca.

La serata si è poi chiusa con il commovente ricordo del padre da parte dell’altro figlio:

PIERLUIGI GASPAROTTO “ Tramite queste biografie si possono conoscere i personaggi nella loro completezza e il loro rapporto con la Resistenza. Però mi piacerebbe saperne di più su tutti loro, questi eroi molti ancora sconosciuti e che tanto hanno dato per la libertà di questo Paese”.

Insomma un’altra storia di silente eroismo, storie di grandi persone che all’Italia, ai loro ideali, hanno dato tanto, perfino la loro vita.

Gianni Beraldo

redazione@varese7press.it

 

 

 

Posted by on 26/04/2012. Filed under Cultura,Varese,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

One Response to Alpinismo e Resistenza: le incredibili storie in un libro dedicato a Leopoldo Gasparotto.

  1. Corinta Rispondi

    19/05/2012 at 14:55

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