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Tra i terremotati di Moglia con sindaco e volontari di Arsago Seprio.

MOGLIA (Mantova), 11 luglio 2012 – dall’inviata SARA MAGNOLI– Fa caldo, in piazza Libertà a

100 1902 320x240 Tra i terremotati di Moglia con sindaco e volontari di Arsago Seprio.

Volontari della Protezione Civile del Parco del Ticino

Moglia. Sembra uno di quegli afosi pomeriggi d’agosto, quando la canicola costringe a stare in casa con le persiane abbassate. C’è in giro poca gente. Quasi nessuno. Eppure sono solo le dieci di mattina, di una mattina di inizio luglio, in questo paese di circa 6mila abitanti del Mantovano che, per posizione geografica si avvicina tanto alla provincia di Reggio Emilia, territorio su cui molti cittadini di Moglia gravitano per lavoro. In questo paese di circa 6mila abitanti per il quale le “emergenze” finora avevano avuto a che fare con l’acqua, con le piene del Secchia, del Po. Fino al 20 maggio, quando la terra ha tremato e ha trasformato in “zona rossa” inagibile, transennata e presidiata dai vigili del fuoco il centro storico. Fino al 29 maggio, quando la terra ha tremato ancora. Due scosse e due onde che hanno lasciato senza casa circa 1200 persone, qualcosa come 450 nuclei familiari. A circa 300 persone hanno detto che le loro case sono agibili, fatte le verifiche del caso. Ma in tanti hanno preferito non rientrare.

In piazza Mazzini, nei locali del museo delle bonifiche di Moglia, dove dopo il sisma che ha reso inagibile il municipio, hanno trovato posto molti degli uffici comunali, tra cui quello del sindaco Simona Maretti, eletta lo scorso maggio, il sindaco di Arsago Seprio Claudio Montagnoli e il suo vice Piero Teruzzi sono entrati qualche giorno fa. Perché Arsago Seprio, Moglia un po’ l’ha adottato. Anche la squadra arsaghese dei volontari di Protezione Civile del Parco del Ticino, che fa parte della colonna mobile regionale, è intervenuta per aiutare i cittadini di Moglia, contribuendo all’allestimento della tendopoli di via Nuvolari, circa 50 tende, oltre 350 persone rimaste senza casa, italiani, pakistani, indiani, molti dei quali a Moglia costituiscono una manodopera per l’agricoltura.

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Il crocifisso cadente della chiesa semidistrutta.

Una vicinanza tra i due Comuni che ha portato Arsago a promuovere una raccolta di fondi a favore della popolazione di Moglia, consegnati tramite bonifico: 4300 euro, 1500 dei quali provenienti dal fondo di riserva del Comune, 500 raccolti da amministratori e dipendenti comunali, altrettanti dagli oratori di Arsago e Casorate Sempione, le cui parrocchie fanno parte della stessa comunità pastorale, 1800 donati dai cittadini attraverso la raccolta promossa dalla Pro Loco e da varie associazioni. Ma il sindaco Montagnoli e il suo vice Teruzzi hanno voluto anche andarci di persona, a portare la solidarietà al sindaco Maretti, ma anche a visitare, accompagnati dal primo cittadino locale, i volontari della Protezione Civile nella tendopoli e una struttura residenziale per anziani non autosufficienti, la Fondazione Pietro Sissa dove opera anche una suora che ad Arsago ha vissuto e ad Arsago ha ancora dei parenti, suor Maria Iolanda Marangon, che qui li ha accolti assieme al presidente Aldo Arioli. Qui, alla struttura per anziani, il terremoto ha colpito la cappelletta, spaccando in due il campanile che ha dovuto essere abbattuto per evitare che cadesse sull’ala della residenza dove vivono gli ospiti. Ma il Crocifisso dell’Ottocento, la statua della Madonnina, nonostante il pericolo, sono corsi nella cappelletta per portarli fuori, al riparo. Li hanno messi nell’ufficio del presidente. In attesa che la cappelletta, ristrutturata nel 2009, possa tornare in sicurezza.

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Sindaco e Vice di Arsago con il sindaco di Moglia Simona Manetti

Per i bambini, spiega il sindaco Simona Maretti, sono stati organizzati centri estivi gratuiti fin da giugno. E tante sono le iniziative per raccogliere fondi per ricostruire. Perché quello che non manca, pur con gli occhi socchiusi delle persiane abbassate delle case inagibili, dentro le tende della tendopoli o allestite di fortuna nei giardini, tra le macerie delle case cadute, i container che hanno già permesso di far ripartire il commercio, il lavoro delle strutture produttive per ricominciare, l’appello del Comune a chi ha case libere da affittare perché lo segnali, quello che non manca, si diceva, qui a Moglia, è proprio la voglia di ripartire. Di continuare a vivere e di far tornare il paese quello che era.

Voglio ringraziare tutti i volontari che ci stanno aiutando – commenta il sindaco Maretti -: la loro è una grandissima dimostrazione di solidarietà”.

Un ringraziamento cui si unisce il collega di Arsago Montagnoli: “Sono rimasto impressionato dal grande lavoro dei volontari – dice -, di cui fa parte anche la squadra di Protezione Civile di Arsago Seprio, che nella tendopoli presta un’opera di grande supporto per le persone rimaste senza casa. Così come un ringraziamento va a tutti gli Arsaghesi che hanno donato qualcosa per Moglia”.

Sara Magnoli

redazione@varese7press.it

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Posted by on 11/07/2012. Filed under Provincia,Sociale,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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