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Lettera-riflessione: le scuole dei carnefici

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Varese, 19 agosto 2012-Mentre da un lato continua la profonda crisi dello Stato italiano, il cui ciclopico debito pubblico si divora tutto il danaro che viene quotidianamente spillato alla tartassata popolazione, vanificando così ogni sacrificio, il nostro candido e soave Presidente del

Università Statale di Milano

Consiglio ci informa che la sua unica attuale preoccupazione è quella di partecipare al congresso di CL a Rimini e di andare lì a fare i suoi soliti tediosi e boriosi discorsi che, per poter essere ascoltati senza morire di sonno, costringono la platea ad ingozzarsi di litri caffè, con somma gioia per i gestori dei distributori automatici di bevande.

Sembra infatti che il nostro adorabile Primo Ministro abbia molta premura di andare lì a dire che, mentre il suo Governo continua con il taglio selvaggio della spesa, ivi compresa la sanità e soprattutto la scuola pubblica, ormai sempre più l’ombra di se stessa, le risorse per finanziare le scuole private, invece di essere diminuite, sono state addirittura aumentate: che notizia straordinaria!!! Sono queste le informazioni che tirano su il morale della popolazione, un vero e proprio toccasana, meglio di una vittoria della Nazionale di calcio in una competizione internazionale!!!

Ovviamente questa notizia viene portata da Monti come un trofeo da appoggiare sul palco del congresso di quei signori che hanno molti interessi nelle scuole private: i preti infatti detengono la quasi totalità di questi c.d. istituti scolastici paritari.

Continua dunque questo malcostume della politica italiana, in cui poco importa la sorte di milioni di cittadini: quello che conta è mantenere sereni e pacati i fragili umori degli alti prelati. E il modo migliore di lasciare quieto il sistema psichico dei nostrani porporati è proprio quello di favorirli, specie quando si tratta dei loro interessi economici. Altro che “Danaro sterco del demonio”, come recitava una delle massime filosofiche del pensiero cattolico: oggi i nostrani prelati adorano il detto “Pecunia non olet”!!!

Ma entriamo nel merito del finanziamento pubblico alle scuole private: mentre la scuola pubblica, una volta modello sociale evoluto, viene lasciata andare letteralmente “alla vacca”, le scuole private stanno godendo, negli ultimi anni, di un gran favore da parte del legislatore. Le motivazioni addotte dai politicanti per giustificare queste molto opinabili scelte seguono il seguente meccanismo: si sbandiera platealmente la totale inefficienza della scuola pubblica, senza porvi, nel frattempo, alcun rimedio, e si presenta la scuola privata come l’antiloto, la medicina che guarisce la piaga.

Ma i criteri con cui vengono elargiti questi finanziamenti pubblici alle scuole private possono essere alquanto insidiosi. Per esempio, ammettendo che il finanziamento pubblico sia legato al numero dichiarato delle iscrizioni, come si verifica se effettivamente gli iscritti abbiano frequentato per l’intero anno scolastico e non si siano ritirati anzi tempo? E se la “suor sorella” si dimentica di comunicare che dei 300 iscritti di settembre 60 si sono ritirati ad ottobre, che cosa succede? Quei soldi vengono restituiti all’Erario oppure no? Potrebbe anche succedere che si chieda ai genitori un indebito contributo, adducendo la necessità di far fronte a certe esigenze economiche dell’istituto. Quale  potrebbe essere il destino scolastico dei figli di coloro che osano rifiutarsi di pagare? Nessuno mette in dubbio l’onestà dei nostrani prelati (peraltro già ampiamente comprovata dalla loro specchiata storia fatta di tradimenti, ipocrisie, massacri, roghi, ecc…), ma è il meccanismo legislativo che fa venire la pelle d’oca, dal momento che la scuola privata di fatto si trova completamente fuori da ogni controllo.

Inoltre non si può sottovalutare il fatto che la chiesa cattolica è da sempre contraria alla scienza, alla libera ricerca ed in generale ad ogni forma di progresso umano: consegnare le future generazioni nelle mani del clero romano si rivela pertanto una scelta paradossale, poiché non si può sperare di costruire un prospero futuro affidandolo al carnefice del passato. A questo proposito basti ricordare quel terribile e lunghissimo periodo storico chiamato Medioevo, in cui i nostri filantropici amici preti avevano sigillato tutta la conoscenza all’interno dei monasteri, lasciando la popolazione nella più bieca ignoranza e condannando ferocemente tutti coloro che osavano pensare con la propria testa.

Valerio Broggini.

Posted by on 19 agosto 2012. Filed under Lettere Al Direttore,Sociale,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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