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La scuola “resiste” anche a Varese: lo scrittore Alex Corlazzoli ieri sera all’Insubria.

Varese, 19 dicembre 2012- Si è tenuto ieri sera in aula magna dell’Università dell’ Insubria un incontro pubblico dedicato alle

Pessina, Corlazzoli, Alterini, La Forgia, Chiesa

varie tematiche e problematiche che oggi come non mai coinvolgono il mondo scolastico. Promotore di questa serata promossa dall‘Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, alla quale hanno partecipato Angelo Chiesa in rappresentanza di Anpi, Alessandra Pessina presidente Anpi Varese, Stefano Alterini professore varesino facente parte del coordinamento docenti provinciale e il professore nonché storico Enzo Laforgia. L’ospite principale della serata era l’ insegnante precario nonché scrittore e giornalista Alex Corlazzoli. autore del bel libro “La scuola che resiste”, presentato anche in questa occasione.

Scuola e resistenza, connubio d’intenti e ideali non poi così distante. Per questo motivo la presenza dell’ex partigiano Angelo Chiesa aveva una valenza significativa. Come racconta lo stesso Chiesa (uno degli ultimi partigiani rimasti in vita)ma soprattutto uomo facente parte di una generazione ormai lontana ma dalla quale dovremmo solo che prendere esempio, traendo dalle sue parole forti ideali che ormai sembrano quasi svanire.

Il moderatore professor Enzo  Laforgia esprime apertamente l’immenso piacere nell’aver letto il libro, tema principale su cui ruota l’intera conferenza. Scherza/ironizza  Laforgia, esprimendo anche concetti forti ed essenziali della vita scolastica dicendo : ” Il nostro datore di lavoro non è lo stato ma sono i nostri studenti ,alla quale dobbiamo dedicare tutti noi stessi” ma, oltre alle belle parole si percepisce anche del malcontento del professor  riportando una ”caduta di stile” di un ministro che descrive l’insegnamento come tempo di presenza in classe, frase che fa mormorare la platea.

Alex Corlazzoli

Poi è la volta dell’autore del libro Alex Corlazzoli. Il maestro, giornalista che davanti alla platea si alza in piedi forse per rendere meglio i concetti o forse semplicemente per abitudine da insegnante. Una presentazione partecipata a livello emotivo, nella quale tiene a precisare che la copertina del suo libro non è una copertina deprimente , egli infatti, maestro giostraio ,così si definisce a causa della sua precarietà , non ci sta a questa depressione che coinvolge il mondo scolastico. Molto modestamente, anche se in realtà lo pensa davvero dice che : ”il libro non l’ho scritto io ma, gli studenti (i bambini) , quale intendendo insegnare due parole libertà e protesta.”

Si definisce un  maestro ”bocciato” e ci racconta della sua lettera agli allievi , pubblicata sul suo blog personale dove ha ricevuto più di 1000 commenti. Una lettera sarcastica ma allo stesso tempo struggente che paralizza e allo stesso tempo fa molto riflettere sulla situazione drastica della scuola pubblica oggi giorno. Una lettera che lui valorizza dicendo  :” dobbiamo essere capaci di dire dei no! Alzando la voce e la testa!”. Delle semplice ma grandi parole che meritano l’applauso della platea.

Purtroppo alla serata non hanno partecipato molte persone e la maggior parte di esse erano insegnanti o persone  attive nel campo scolastico. Pochi gli studenti, tra loro Andrea e Beatrice iscritti al quarto anno del liceo classico Cairoli di Varese  ”Siamo contenti di essere qui stasera, noi siamo promotori e gran sostenitori dei nostri diritti di studenti che andrebbero sempre tutelati. Siamo felici di aver partecipato alla conferenza anche se ci aspettavamo un numero maggiore di studenti.”

Giada Foglia

redazione@varese7press.it

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Posted by on 19 Dicembre 2012. Filed under Varese,VARESE. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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