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Il rapper varesino Dydo sabato ospite alla Casa del Disco: l’intervista

VARESE, 6 marzo 2013di SARA BALZARINI- Sarà presentato ufficialmente sabato 9 marzo alle 16 alla “Casa del Disco” di Varese “Schiavo dei sogni”, il primo lavoro da solista di Dino Dispenza, in arte Dydo, rapper varesino autore di testi e membro della storico gruppo Hip Hop Huga Flame, con cui collabora fin dall’adolescenza insieme a Livio Perrotta, detto “Livio”, produttore musicale e cantante e Fabio Freddi, in arte Dj “Ronin”.

Il nuovo album di Dydo, un omaggio all’arte della scrittura e della parola, dove testi, musica e parole sono strettamente legati tra loro, è balzato in soli due giorni in testa alle classifiche Hip Hop del settore. L’abbiamo contattato telefonicamente per saperne qualcosa di più

“Schiavo dei sogni” è il tuo primo lavoro da solista; come nasce questo album e che rapporti ha con il romanzo  omonimo scritto di tuo pugno?

“Il progetto è nato un po’ come un gioco… Ho sempre avuto uno stretto rapporto con la scrittura (è autore dei testi degli Huga Flame n.d.r.), un paio di anni fa ho iniziato con degli audio racconti pubblicati sulla mia pagina e sul sito del gruppo, poi sempre più fan e persone a me vicine mi chiedevano perché non scrivessi un romanzo, così, quando ho trovato l’idea ho cominciato a lavorare seriamente. Prima ho iniziato la stesura del romanzo, composto di cinque sogni, poi, quasi parallelamente, sono arrivate le canzoni che ne richiamavano l’atmosfera e che fanno da colonna sonora approfondendo alcune tematiche trattate nel romanzo”.

Sei uno dei membri cardine degli Huga Flame, storico gruppo rap varesino per i quali componi i testi. Ne avete fatta di strada in questi anni, siete la prova che essere “schiavi dei sogni” a volte paga…come si spiega il titolo?

“Senza dubbio! Un progetto come “Schiavo dei sogni” non è facile, va gustato un po’ alla volta e affiancato alla lettura del romanzo. Il titolo si spiega con una frase all’interno del pezzo “Sul ciglio di un precipizio”, una frase che riassume il progetto e che recita “Siamo tutti schiavi dei sogni, ma se un sogno è la libertà, libera tutti gli schiavi che ha”; la schiavitù legata al sogno da un lato, ma anche la libertà che dona il sogno.”

Per voi l’esperienza da autodidatti e indipendenti è stata fondamentale, ce l’avete fatta proprio grazie a questa vostra grande capacità anche di intercettare le nuove frontiere della musica, come il free download e crearvi un vostro giro fuori dalle etichette discografiche. Secondo te qual è il limite delle grandi case discografiche in questo momento?

“Un progetto come “Schiavo dei sogni” o come quello degli Huga Flame non è usa e getta…spesso le etichette sperano che sia un artista ad entrare nel loro mondo e non il contrario, noi abbiamo sempre cercato di portare loro nel nostro mondo privilegiando la nostra libertà di espressione. Il successo che abbiamo ottenuto, così come quello che sta ottenendo questo mio primo lavoro da solista, è dovuto ad un rapporto costruito negli anni con i fan, che da sempre sono una nostra base molto solida. Da qui anche la scelta di lasciare a loro la possibilità di esprimersi liberamente, per cui il quinto racconto del romanzo sarà scritto da loro e troverà poi spazio sul sito.”

Il rischio delle grandi case discografiche è che si sottovaluti il pubblico e non gli si dia la possibilità di esprimersi o si creda che solo la violenza e la spacconeria spesso legata al rap sia l’unica forma di espressione. In questo lavoro invece prevale la speranza.

Per questo tuo progetto però ti sei affidato ad una neonata casa discografica, la Hanorecord: perché questa scelta?

“In realtà conosco questi ragazzi da oltre dieci anni, così quando ho saputo che loro stavano creando un’etichetta indipendente e cercando artisti, il passo l’uno nei confronti dell’altro è stato spontaneo. Sapevo che mi avrebbero lasciato totale libertà artistica.”

Il disco è molto variegato, non c’è solo Hip Hop e Rap in senso stretto, quali sono le tue influenze musicali e le collaborazioni?

Il disco è ricco di collaborazioni con importanti artisti, come due dei maggiori esponenti Italiani RnbLa Misse Fabio Dema, la tradizione Pop/Rock, di Flavia Marralli e Corinne o ancora la rapper Marya, Michael Bertolasi, Voda Lova, Livio, Gian Flores, Michel…

La base è sempre una radice rap, anche se l’intero percorso è stato orientato nel rendere la musica più vicina alle parole e non il contrario. Poi c’è tutto un tappeto musicale di contorno, con delle sezioni orchestrali e a volte anche delle influenze Rock…non voglio pormi limiti artisticamente”

s.balzarini@varese7press.it

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Posted by on 6 Mar 2013. Filed under Le Interviste,Musica,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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