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Si riapre il caso sul delitto di Lidia Macchi, grazie a nuovi indizi e segnalazioni

Lidia Macchi

VARESE, 17 febbraio 2014 – Le indagini condotte dalla Procura genere di Milano sull’omicidio di Lidia Macchi starebbero seguendo una pista precisa. L’ipotesi, come ha rivelato la trasmissione televisiva “Quarto grado” è quella che la studentessa varesina sia stata uccisa da un uomo forse sposato.

Un delitto passionale quindi, e non un omicidio compiuto da uno sconosciuto come era stato ipotizzato in un primo momento dalla magistratura milanese, che nelle scorse settimane aveva avocato l’inchiesta della Procura di Varese indagando Giuseppe Piccolomo, già condannato all’ergastolo per il delitto di Carla Molinari detto anche delle “mani mozzate” (dopo il delitto alla vittima Piccolo recise entrambe le mani) avvenuto  a Cocquio Trevisago. La pista della relazione clandestina in realtà era già stata presa in esame subito dopo il delitto, senza però approdare a risultati concreti.

Ora la Procura generale di Milano intende effettuare nuovi accertamenti anche sulla base di una lettera rinvenuta nella borsetta di Lidia Macchi, nella quale la 21enne si rivolge a un “amore”  che all’epoca delle prime indagini non è stato identificato e della missiva anonima “in morte di un’amica” ricevuta dai genitori quattro giorni dopo il delitto. L’autore della lettera anonima, secondo gli inquirenti, potrebbe essere l’assassino, ipotesi già valutata all’epoca. Per cercare di dare un nome al killer si attendono gli esiti dei nuovi esami scientifici su reperti ritrovati sul luogo del delitto, rimasto ancora impunito dopo tantissimi anni.

Il cadavere di Lidia Macchi, massacrata con 29 coltellate, fu ritrovato il 7 gennaio 1987 in una zona boschiva di Cittiglio. Subito l’episodio assunse i contorni del mistero dal quale gli inquirenti all’epoca non riuscirono a venire a capo.  Il fascicolo dell’inchiesta è rimasto aperto per ventisette anni e ora la Procura generale di Milano sta cercando appunto di fare luce. L’ipotesi di un delitto passionale alleggerirebbe la posizione di Giuseppe Piccolomo.  Lidia Macchi e l’assassino di Carla Molinari non si conoscevano: l’uomo è stato scritto sul registro degli indagati sulla base delle dichiarazioni delle figlie, che hanno ipotizzato un suo coinvolgimento nel delitto Macchi.

L.P.

redazione@varese7press.it

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Posted by on 17 febbraio 2014. Filed under Cronaca,PROVINCIA,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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