Il film “Fuga dal Call Center” ora anche in dvd con l’audio commento per i non vedenti. Siamo andati alla presentazione a Milano.

Milano, 14 maggio 2010- di MARCO BARUFFATO-

Far  riflettere, facendo ridere. È questo l’obiettivo di chi ha realizzato e portato sui grandi schermi il film “Fuga dal Call Center”, una produzione indipendente firmata Gagarin e Ardaco, dedicata al tema del precariato. Con la presentazione tenutasi martedì presso la Feltrinelli di Corso Buenos Aires a Milano, regista, cast e produzione hanno inaugurato il passaggio dal grande schermo alle case degli italiani, con l’uscita del Dvd. Ospiti d’onore gli attori protagonisti Angelo Pisani e Isabella Tabarini, e il regista e sceneggiatore Federico Rizzo.

Si tratta di una commedia romantica intrisa di humor nero, ispirata all’universo lavorativo e precario dei call center, ampiamente indagato dagli sceneggiatori e dagli attori e ben rappresentato anche dalle interviste a veri operatori di call center, inserite nel contesto filmico. I protagonisti, Gianfranco Coldrin, un laureato modello in vulcanologia  (alias l’attore Angelo Pisani) e Marzia, la sua ragazza aspirante giornalista (Isabella Tabarini), si trovano catapultati all’improvviso in questo mondo dove lauree, competenze, sogni e ambizioni non contano; in mondo in cui sei costretto ad “inghiottire bocconi amari” per sbarcare ogni mese il lunario. Una realtà grottesca, che può sembrare persino finta, eppure, «la cosa che mi ha colpito di più – spiega Isabella Tabarini – è che io stessa pensavo che fosse una esagerazione, ma quando ho parlato con alcuni amici e conoscenti che lavorano nei call center, ho scoperto che esiste davvero una sorta di realtà parallela che ha preso forma proprio così come la vedete nel film.»

Fuga dal Call Center si propone infatti come un film che «possa offrire spunti di riflessione su un tema così delicato come quello del precariato – racconta il regista – che riguarda 6.000.000 di italiani che vivono in una eterna adolescenza. Abbiamo voluto trattare il tema con serietà, documentandoci a lungo come facevano e fanno ancora gli sceneggiatori vecchio stampo. D’altra parte l’ironia è però uno strumento importante per far capire ai nostri politici i problemi della nostra gente.»

Il Dvd appena uscito vanta anche un valore aggiunto: è il primo Dvd italiano che, grazie alla collaborazione con Cinema Senza Barriere, esce con l’audio commento per i non vedenti e la sottotitolazione per i non udenti. «È molto emozionante – spiega Rizzo –  vedere come queste persone reagiscono e come partecipano a proiezioni dotate di questi arrangiamenti tecnici. Ecco perché noi crediamo così tanto in questo progetto e abbiamo voluto offrire questa opportunità.»

Alla fine della presentazione, il classico giro di microfono tra il pubblico per passare la parola ai presenti. Sono nati così alcuni spunti per ulteriori riflessioni interessanti sulla pellicola, primo fra tutti il tema delle citazioni cinematografiche, «in particolare – precisa uno degli spettatori – il riferimento ai film Fuga da New York per il titolo e ad America oggi».

Pur mostrando apprezzamento per l’intervento, il regista ha precisato che in realtà il titolo si rifà al film di Don Siegel Fuga da Alcatraz, «con un velato riferimento al fatto che i giovani siano “prigionieri” dei call center». Rizzo ha poi sottolineato di non aver avuto però l’intenzione di documentarsi con il cinema o la letteratura, ma, nonostante la presenza di queste citazioni, unicamente con la realtà. «Io non credo nel cinema che si rifà a sé stesso o alla letteratura, perché non voglio un cinema trasportato meccanicamente sul teleschermo. A me interessa un cinema dove lo spettatore chiude il film, perché assimila dei contenuti, li fa propri e li porta nella società. Quando si fa un film, ci vuole una riflessione profonda basata sulla realtà e sulla documentazione, non si deve considerare lo spettatore come un “lobotomizzato”.»

A sottolineare l’importanza di questo concetto e a chiudere la presentazione, gli interventi dei due attori protagonisti, che invitato a riflettere sul tema del precariato: «Il film deve suggerire l’idea di superare la tendenza a prendere le cose con passività» – spiega Isabella Tabarini. «“Fuga” deve essere uno stimolo per interrogarsi e reagire. Per questo – conclude Pisani con un pizzico di ironia – comprate il Dvd, altrimenti anche noi finiremo ad essere precari.»

Marco Baruffato

m.baruffato@varese7press.it

1 Commento

  1. Alex

    Ho visto il film e lo consiglio caldamente!!

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