Castronno: sabato inaugurazione mostra dedicata al 150esimo dell'Unità d'Italia.

Castronno (Va), 13 ottobre 2011– Si inaugura sabato 15 ottobre, alle 10,30, presso la sala consiliare del Comune, la mostra per ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Voluta dal Consiglio comunale, è stata realizzata da un gruppo di giovani appassionati, che si è ritrovato per alcuni mesi e ha fatto ricerche negli archivi, soprattutto quello del Comune. In questo modo sono ritornati alla luce documenti molto significativi in relazione al Risorgimento, che anche a Castronno è stato vissuto, pur senza clamore, nella quotidianità della vita.

Da qui la centralità della Guardia nazionale, che anche a Castronno aveva i suoi membri, con il comune che se ne doveva occupare, e quindi la documentazione in relazione ai costi delle divise, alle armi, al tamburino…

E poi la medaglia al caporale Cervini (un cognome da sempre molto diffuso nel territorio), il giovane tamburino… le attestazioni per la festa dell’Unità d’Italia il 2 giugno 1861.

La mostra prosegue presentando alcuni avvenimenti fondamentali della vita castronnese secondo una cadenza cinquantennale. Vengono presentati documenti relativi all’intitolazione dell’attuale via Matteotti al re Umberto I dopo il suo assassinio, l’inaugurazione dell’autostrada alla presenza del re Vittorio Emanuele III, la festa per l’ingresso del parroco don Luigi Molteni, la lettera della Prefettura di Varese per la cancellazione dello stemma monarchico sulla carta da lettera e sugli stampati dopo il referendum su monarchia o repubblica, la lettera del Prefetto sull’istituzione delle feste del 25 aprile e del 2 giugno, l’invito dell’Associazione combattenti e reduci del comune alla manifestazione per il centenario dell’Unità, la delibera consiliare sullo stemma comunale,. Certo solo un assaggio di quanto gli archivi possono dire.

Una vera chicca è la raccolta di tutte le firme e di (quasi) tutte le foto di sindaci, podestà e commissari prefettizi che si sono succeduti a Castronno dal1861 aoggi.

Nella mostra sono presentati anche una parte di documenti gentilmente concessi dal Comune di Casorate Sempione, e raccolti grazie al paziente lavoro del “Gruppo della memoria” guidato e coordinato dal prof. Massimo Conconi.

L’inaugurazione, alla presenza del Consiglio comunale e della Giunta di Castronno, vedrà una presentazione del Sindaco Luciano Grandi, di Sergio De Carli (capogruppo di minoranza) e di Massimo Conconi (del Gruppo della memoria casoratese).

Seguirà poi la presentazione di qualche brano del libro Cuore, oltre all’inno nazionale, curati dai ragazzi di alcune classi delle scuole elementari con  le loro maestre.

La mostra resterà aperta nei sabati e nelle domeniche, e il mercoledi’ sera, sino al 30 ottobre.

Il 19 si terrà una conferenza di Luigi Barion sul Risorgimento e la provincia di Varese, mentre per il 26 successivo è in programma una “sorpresa”.

La mostra chiuderà il pomeriggio del 30 con un concerto della soprano Wanda Ghiringhelli.




Sono tornati a casa i bambini di Chernobyl ospitati a Castronno, Stresa e Creazzo.

Castronno, 13 ottobre 2011-E’ tornato a casa in questi giorni il gruppo di bambini della zona di Cernobyl che per quasi un mese ha soggiornato in Italia, tra Castronno, Stresa (VB) e Creazzo (Vi) grazie al progetto “Il viburno rosso” incentrato sulla diffusione di canti e musiche tradizionali della provincia russa.

Gli otto bambini, provenienti dai villaggi russi delle province di Zlynka e Novozybkov, sono stati accompagnati da Elena, insegnante di musica, e da Marija, la referente del progetto e interprete.

Durante la loro permanenza, iniziata il 14 settembre, i piccoli artisti hanno effettuato scambi musicali con le scuole elementari delle cittadine che li hanno ospitati.

 

Assieme ai bambini hanno soggiornato nel nostro territorio anche tre ragazzi più grandi – Vlad, Masha e Nastja – per un percorso parallelo di educazione ambientale.

Dal 2009 “Le Russie di Cernobyl”, coordinamento promosso dai circoli Legambiente di Castronno e Verbano, porta avanti infatti un programma di iniziative per lo sviluppo del volontariato giovanile a indirizzo ambientale nella provincia russa rimasta contaminata dalla catastrofe di Cernobyl.

Un progetto nato assieme ai ragazzi del ginnasio della cittadina di Klincy.

“Per stimolare maggiormente l’entusiasmo dimostrato dagli studenti di Klincy nelle iniziative finora

svolte – ha spiegato Lino Zaltron, presidente del Cigno Verde di Castronno – abbiamo pensato di offrire  stage ecologici formativi. Questo primo esperimento con i tre ragazzi è andato molto bene e quindi stiamo già pensando al secondo”.

Scopo principale dello stage: la formazione nel campo degli stili di vita sostenibili e delle energie rinnovabili e la possibilità di trasmettere l’esperienza vissuta in Italia a tutti gli altri alunni dell’istituto scolastico.

“Per loro è stato importante osservare come funziona il volontariato in Italia – ha sottolineato Zaltron – e capire le differenze che ci sono con la realtà russa dove è meno diffuso o comunque tenuto dentro le istituzioni statali, non essendo molto sviluppata la società civile, soprattutto in provincia.”

Tra le iniziative in cui sono stati coinvolti i ragazzi: alcune giornate di Puliamo il Mondo, un’escursione all’Alpe Devero e una nel Parco naturale della Valgrande, l’ incontro con i dirigenti di Legambiente Lombardia a Milano, la visita all’Oasi della Palude Brabbia e al Centro del Sole di Verbania. Hanno aperto le loro porte anche il Centro Euratom di Ispra e la ditta “Arendi” del gruppo Marcegaglia di Lonate Pozzolo specializzata in pannelli fotovoltaici a film sottile.

 

A causa dell’esplosione della centrale nucleare nel 1986 ancora oggi vaste aree di Bielorussia, Russia e Ucraina sono contaminate da radionuclidi. Alcuni milioni di persone vivono in questi territori, assumendo quotidianamente piccole dosi di radiazioni attraverso la catena alimentare con i relativi rischi sanitari (calo del sistema immunitario, aumento dei casi di cancro della tiroide e di altre patologie di cui non si prevede ancora la gravità delle conseguenze). Un’ampia zona dunque , perlopiù rurale e depressa a livello socio-economico, che è spesso dimenticata sia dalla comunità internazionale che dallo stesso governo russo.

In quest’area il coordinamento “Le Russie di Cernobyl” sta portando avanti da molti anni progetti di cooperazione: da quello di volontariato ambientale al ginnasio di Klincy a quello di scambio culturale musicale con le scuole elementari di Novozybkov e Zlynka.

A qualificare il lavoro del coordinamento è infine il progetto “Dubrava”, un intervento volto al risanamento di bambini socialmente svantaggiati con particolari problemi di salute derivanti dalla tragedia di venti anni fa.  vengono ospitati per un soggiorno temporaneo in un struttura, posta in territorio non contaminato, che offre loro un sostegno medico e pedagogico.

Per ogni altro approfondimento e per contribuire è possibile visitare i blog: lerussiedicernobyl.blogspot.com/ e lamemoriadicernobyl.blogspot.com/