Ufficio Immigrazione: espulsi 4 irregolari alla Malpensa

VARESE, 15 marzo 2018-Continua, incessante e proficuo, il lavoro degli uomini dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Varese, che nel corso dell’ultima settimana hanno eseguito 4 provvedimenti di espulsione dal Territorio Nazionale emessi a carico di cittadini extracomunitari in posizione irregolare.

In particolare, un cittadino albanese è stato accompagnato alla frontiera aerea di Malpensa in esecuzione di un provvedimento di espulsione del Prefetto di Varese; sempre alla frontiera di Malpensa, gli agenti hanno accompagnato un cittadino brasiliano e uno cittadino georgiano, entrambi espulsi con provvedimento dell’Autorità Giudiziaria.

Infine, un cittadino marocchino, anch’egli espulso dall’Autorità Giudiziaria, è stato accompagnato alla frontiera di Roma Fiumicino.




Scarti chimici in azienda di Lonate Pozzolo: leggero malore per due operai

LONATE POZZOLO, 15 marzo 2018– Questa mattina verso le 8 i vigili del fuoco sono intervenuti nel comune di Lonate Pozzolo in via Galileo Galilei, presso in azienda che tratta rifiuti per un infortunio.

Due operai che stavano movimentando del materiale di scarto contenuto all’interno di alcuni “big bag” hanno accusato un malore. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Busto/Gallarate con un’autopompa e da Varese gli specialisti del nucleo N.B.C.R. (Nucleare Biologico Chimico Radiologico) con un unità mobile. Le persone che accusavano una lieve irritazione delle vie respiratorie sono state soccorse e affidate alle cure del personale sanitario.
Il Nucleo operativo specializzato ha effettuato dei rilievi strumentali sugli scarti che presumibilmente avevano arrecato l’irritazione ai due operai. Gli accertamenti svolti non hanno evidenziato rilascio di sostanze tossiche. 
L’area nelle immediate vicinanze è stata interdetta e sono in corso degli accertamenti per risalire alla causa dell’evento.



Arrestati dopo inseguimento due scassinatori cileni

BUSTO ARSIZIO, 14 marzo 2018-Lo scorso 8 marzo scorso una pattuglia della Polizia Stradale di Busto sulla SS 35 all’altezza dello svincolo della A36 di Lentate sul Seveso intimava l’alt ad una Renault Espace con a bordo 4 persone. Il conducente anziché arrestarsi si dava alla fuga a forte velocità con una condotta di guida pericolosa e spregiudicata, incurante del pericolo creato per gli altri utenti della strada.

L’autovettura al fine di sottrarsi ai controlli effettuava repentini spostamenti e cambiamenti di corsia. Una volta impegnato lo svincolo di Binzago proseguiva verso il centro di Cesano Maderno ove percorreva a folle velocità e contromano la centralissima via Cavour ove erano presenti numerosi pedoni e altri veicoli in transito. Dopo aver colliso con due veicoli e distrutto parte dell’arredo urbano, tra cui fioriere ed un palo dell’illuminazione pubblica, i quattro occupanti si davano alla fuga a piedi.

Gli agenti della Polstrada riuscivano a raggiungere ed immobilizzare due di loro, nonostante il loro accentuato tentativo di resistenza.

Gli accertamenti esperiti hanno permesso di appurare che il veicolo utilizzato per la fuga era rubato e al suo interno erano celati arnesi da scasso.

I due soggetti, entrambi di nazionalità cilena, rispettivamente di 37 e 22 anni, sono stati arrestati per resistenza a pubblico Ufficiale e ricettazione. Uno di loro era già destinatario di un provvedimento di cattura dovendo espiare una pena definitiva di circa due anni per furto in abitazione.




Nel ricordo di Fausto e Iaio: appuntamento a Milano per il quarantesimo anniversario del loro assassinio

MILANO, 13 marzo 2018- La targa in loro memoria è stata imbrattata con una svastica, ma Milano non dimentica Fausto e Iaio, i due diciottenni che frequentavano il centro sociale Leoncavallo e che furono uccisi a colpi di pistola il 18 marzo di quarant’anni fa in via Mancinelli. Qui, come ogni anno, nell’ anniversario della morte si ritroveranno in tanti, dal primo pomeriggio, nell’appuntamento organizzato dall’associazione familiari e amici di Fausto e Iaio, che domenica assumerà ancora più valore, per la ricorrenza del quarantesimo dalla morte e per l’oltraggio appena subito, e già cancellato.
Durante la giornata, organizzata in collaborazione col Municipio 3, in via Mancinelli sono attesti tra gli altri Ricky Gianco, il presidente di Anpi Milano Roberto Cenati e Francesco Baro Barilli, che presenterà il fumetto su Fausto e Iaio.La sera prima, al Leoncavallo, verrà presentato il libro ‘L’assassinio di Fausto e Iaio’ (RedStarPress) di Saverio Ferrari e Luigi Mariani.(ANSA)




Piazza d’Armi Milano: manifestazione contro vendita area e speculazione edilizia

Un momento della manifestazione (foto da FB)

MILANO, 11 marzo 2018-Al grido di “salviamo piazza d’Armi dalla speculazione” si è svolto iri, sabato 10 marzo, sotto la pioggia, il corteo del Comitato piazza d’Armi e dell’Associazione Le Giardiniere in via delle Forze Armate.

Il ritrovo all’angolo con via Della Rovere, presso gli ex magazzini militari che recentemente sono stati dichiarati abbattibili dal comitato per l’ordine e la sicurezza dato lo stato di occupazione abusiva testimoniato, tra l’altro, anche da Striscia La Notizia.
Piazza d’Armi Milano | Manifestazione contro vendita area e speculazione edilizia
I cittadini che si sono radunati in via Della Rovere (e non è la prima volta che manifestano) contestano ogni progetto di trasformazione urbana della grande area tra gli ex magazzini da una parte e la caserma Perrucchetti dall’altra. Un’area che in tanti anni di abbandono è diventata di fatto un’oasi naturale, ovviamente non curata, nella quale hanno trovato il loro habitat alcune specie animali, dalla lepre al tritone crestato, quest’ultimo scelto dalle organizzazioni come “simbolo” della loro protesta.
E’ di questi giorni la notizia che Invimit (società del ministero delle Finanze) ha messo in vendita ufficialmente l’intera area con una procedura online i cui dettagli sono riservati a chi si registra e intende fare un’offerta. Invimit è stata incaricata dal Demanio militare di fare fruttare l’area, su cui inizialmente era stato elaborato un progetto di nuovo quartiere residenziale ecologico e tecnologico con 4 mila appartamenti perimetrali e un grande parco; poi si è affacciata l’intenzione dell’Inter di realizzarvi i suoi campi d’allenamento per “accentrare” la Pinetina e Interello.

Baraccopoli in Piazza D’Armi

Il Piano di Governo del Territorio prevede un indice volumetrico piuttosto alto (0,70) a fronte del 50% vincolato a verde. Sull’area il dibattito pubblico (e politico) è vivo da anni, sebbene la politica non possa incidere del tutto, trattandosi di un’area privata.

“E’ un territorio dalla ricchissima biodiversità, condizione rara in Lombardia, e sicuramente unica in un’area metropolitana”, si legge nella nota in cui i comitati e le associazioni annunciavano il corteo “per far comprendere l’importanza ambientale di un area incontaminata all’interno della città e ricca di flora e fauna protette”. La proposta dei comitati e delle associazioni è quella di realizzare un grande parco urbano, agricolo e produttivo, in cui far convivere il verde pubblico con attività di valorizzazione (anche economica) legate all’ambiente e alla sua conservazione.

Sul tema del futuro di piazza d’Armi, il 9 marzo, è intervenuto anche Pierfrancesco Maran, assessore all’urbanistica del Comune di Milano. Maran ha precisato che “se l’idea di tutto parco e zero volumetrie evidentemente cozza con i diritti edificatori già esistenti, credo che le due le strade raccontate in questi mesi (50% parco e 300mila mq di volumetrie vs drastica riduzione di volumetrie con area verde più grande ma in parte privata per impianti sportivi) siano lecite, abbiano dignità e possano portare benefici al quartiere”.

Maran ha poi aggiunto: “Come detto più volte, preferisco proposte con meno volumetrie in quel luogo ma dobbiamo vedere se ci sono condizioni per arrivarci e serve comunque voto del consiglio comunale”, perché diminuire le volumetrie significa modificare il Piano di Governo del Territorio.

Di tutt’altro avviso il Movimento 5 Stelle, che sabato 10 marzo ha partecipato al corteo in via Della Rovere. Per il consigliere comunale Simone Sollazzo, “l’amministrazione è cieca e il suo unico interesse è la continua compravendita del patrimonio comunale, con l’aggravante che le responsabilità sono addossate a una società privata come Invimit sgr Spa, che rimane comunque controllata da un ente statale”. (www.milanotoday.it)

 

 

 




Monvalle: si ribalta con l’auto dopo averne perso il controllo

MONVALLE, 10 marzo 2018- Oggi alle 17.30 i vigili del fuoco del distaccamento di Ispra, sono intervenuti nel comune di Monvalle, sulla SP 32, per incidente stradale.

Per cause ancora in fase di accertamento il conducente di un’autovettura ha perso il controllo del mezzo e si è ribaltato sulla sede stradale. 
I vigili del fuoco intervenuti con un’autopompa, hanno messo in sicurezza il veicolo e collaborato con il personale sanitario per soccorrere i feriti



Gallarate: arrestate tre persone autori di un rapina avvenuta nel 2017

GALLARATE, 10 marzo 2018-Giovedì sera gli investigatori del Commissariato di Polizia di Gallarate hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare in capo a due cittadini equadoregni e un pakistano ritenuti responsabili di rapina e lesioni aggravate in concorso.

I fatti contestati risalgono a giugno del 2017 quando gli odierni arrestati  all’interno di un Bar pestarono selvaggiamente un avventore sottraendogli il portafoglio e lasciando la vittima a terra priva di sensi procurandogli gravi lesioni al capo con prognosi superiore ai 40 giorni. Le complesse indagini condotte dai poliziotti di Gallarate e coordinate dal Sost. Proc. presso la Procura della Repubblica di Busto Arsizio dott.ssa Maria Cristina RIA hanno permesso di identificare gli autori della rapina ed ottenere dal GIP, dott.ssa Patrizia Nobile, le misure cautelari degli arresti domiciliari. A seguito di tale fatto il Questore della Provincia di Varese la scorsa estate emise un provvedimento di chiusura del locale ex art. 100 TULPS.




Arrestato stolcker che perseguitava la sua ex da 1 anno

BUSTO ARSIZIO, 10 marzo 2018- Un anno fa circa il Commissariato della Polizia di Stato di Busto Arsizio aveva notificato a un tunisino di 45 anni l’ordinanza del GIP che gli vietava di avvicinarsi alla donna con la quale aveva avuto una relazione e che perseguitava da anni.

La vicenda era venuta alla luce quando la vittima, non sopportando più la pressione alla quale era sottoposta, si era presentata negli uffici di via Ugo Foscolo per sporgere denuncia.

Dal suo racconto era emerso che, dopo che lei aveva posto fine alla relazione con il tunisino già incline all’abuso di alcool, questi, non rassegnandosi alla separazione, non le aveva concesso tregua rivolgendole pesanti minacce di morte (“ti brucio con la benzina”), appostandosi fuori di casa sua o dal luogo di lavoro, pedinandola durante gli spostamenti, aggredendola fisicamente o ingiuriandola ogni volta che riusciva ad avvicinarla.

Le dichiarazioni della vittima erano state puntualmente riscontrate dagli agenti, che non solo avevano verificato la presenza dei messaggi minatori sul cellulare della vittima e ricevuto conferme dai testimoni, ma avevano anche direttamente constatato, grazie alle telecamere installate lungo il perimetro del Commissariato, che l’indagato non aveva esitato a seguire la vittima neppure quando era entrata nei locali del Commissariato di via Foscolo per sporgere denuncia.

Da qui la denuncia per stalking e l’emissione della misura cautelare, richiesta al GIP dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio che aveva coordinato le indagini della Polizia di Stato.

Il divieto di avvicinamento tuttavia non era stato sufficiente a far desistere l’uomo dalle sue azioni persecutorie tanto che la vittima, chiamata a deporre in Tribunale dove si sta svolgendo il processo, ha spiegato che l’ex negli ultimi mesi aveva ricominciato a seguirla, ad appostarsi quasi quotidianamente fuori dai luoghi da lei frequentati e a rivolgerle minacce e offese.

Queste rivelazioni hanno indotto la Procura della Repubblica a richiedere l’aggravamento della misura cautelare e il Tribunale a sostituire il divieto di avvicinamento con la custodia cautelare in carcere.

Il tunisino, privo di stabile dimora, è stato rintracciato ieri pomeriggio dagli uomini del Commissariato nei pressi della stazione ferroviaria e portato in carcere