Trump e migranti: separati dai genitori al confine bambini entrati illegalmente negli Usa

 

The US-Mexico border. EPA/US CUSTOMS AND BORDER PATROL

WASHINGTON, 19 giugno 2018 – “Mammina”, “papà”: urla e invocazioni disperate, lanciate da alcuni dei circa duemila bambini separati dai genitori entrati illegalmente in Usa dal Messico e trattenuti gabbie metalliche nei campi di detenzione che qualcuno ha accostato ai lager hitleriani, anche se per il ministro della giustizia Jeff Sessions il paragone e’ “una vera esagerazione”, anche perche’ “i nazisti impedivano agli ebrei di lasciare il paese”.
L’audio straziante dei loro pianti e delle loro invocazioni e’ stato diffuso dall’organizzazione di giornalismo investigativo ProPublica. Si sentono i bimbi in lacrime chiamare impotenti i genitori, mentre un agente di custodia commenta sarcasticamente: “qui abbiamo un’orchestra. Quello che ci manca e’ il direttore”. Ma il presidente non arretra. Oggi ha difeso la linea della fermezza spiegando che la sicurezza e’ necessaria, “che sia politicamente corretto o no”. E ha giustificato la separazione dei bambini, affermando che necessaria per poter perseguire i loro genitori. Altrimenti, ha sostenuto, l’alternativa sarebbe aprire le frontiere; anche se ha poi detto di voler chiedere al Congresso una “terza opzione”, che consenta alle autorità di detenere genitori e figli insieme. E allo stesso tempo, ha inoltre minacciato di fermare gli aiuti ai Paesi che mandano in Usa frotte di migranti.
Intanto la Casa Bianca, secondo quanto riferisce Politico, sta preparando una nuova stretta sull’immigrazione da varare usando i poteri presidenziali prima delle elezioni di midterm a novembre. Lo scopo e’ dimostrare come Trump sia in grado di mantenere le sue promesse elettorali colmando il vuoto della promessa mancata del muro.




Strappo del Presidente Trump: “Gli Stati Uniti non firmeranno le decisioni prese dal G7 e s’infuria con Trudeau”

 Donald Trump (EPA/NEIL HALL / POOL)

CHARLEVOIX, 10 giugno 2018-“Ho dato istruzioni di non appoggiare il documento finale del G7″. Dall’Air Force One, in viaggio verso Singapore per il vertice con Kim Jong un, Donald Trump posta su Twitter un annuncio shock, senza precedenti nella storia: gli Stati Uniti non firmeranno le decisioni prese dai sette leader delle potenze industrializzate. Si tirano indietro dopo aver accettato in un primo momento le conclusioni del vertice. Una rottura con gli alleati dalla conseguenze a questo punto davvero imprevedibili. Lo strappo tanto temuto già alla vigilia del summit alla fine si è consumato nel modo più violento e inaspettato. Sono oramai le sette di sera a Charlevoix, la dichiarazione di compromesso tanto attesa è stata già diffusa, e tutti i leader – anche il neopremier italiano Giuseppe Conte – hanno lasciato la sede del summit. La maggior parte di loro è già in volo verso i rispettivi Paesi quando la furia di Trump si abbatte sul padrone di casa del vertice, Justin Trudeau, e spazza via due giorni di duro lavoro e di tesissime trattative. Bastano due tweet al presidente (americano per smontare tutto: si dissocia dal documento finale e definisce il premier canadese “un disonesto e un debole”.

Angela Merkel di fronte a Donald Trump durante il G7 in Canada. (ANSA/JESCO DENZE HANDOUT HANDOUT)

Poi tira fuori l’artiglieria pesante: quei “dazi sulle auto che invadono il mercato americano” e che il tycoon ha più volte minacciato. A far infuriare Trump sono state le parole usate da Trudeau nella conferenza stampa finale del G7, e l’annuncio che dal primo luglio partirà la risposta alle tariffe su alluminio e acciaio volute dalla Casa Bianca anche su Canada, Messico ed Europa. Tariffe che Trudeau non esita a definire “un insulto” per i canadesi, perchè motivate dal presidente americano con ragioni di sicurezza nazionale. Ragioni che alleati storici come il Canada o gli europei non possono accettare. “Noi canadesi siamo gentili, siamo ragionevoli, ma non ci faremo maltrattare”, ha quindi affermato Trudeau: “Ho detto direttamente al presidente americano che i canadesi non lasceranno facilmente che gli Stati Uniti vadano avanti con tariffe contro la nostra industria dell’acciaio e dell’alluminio. E non lasceranno che questo avvenga per presunti motivi di sicurezza, dopo che i canadesi dalla prima guerra mondiale in poi si sono sempre trovati fianco a fianco con i soldati americani in terre lontane dove ci sono conflitti. Per noi – ha concluso Trudeau – questo è un insulto”.

Evidentemente partito con la convinzione di essere riuscito a bloccare le temute rappresaglie, Trump, leggendo, ha perso completamente le staffe, bollando le parole di Trudeau come “false” e minacciando contromisure durissime se verranno colpiti gli agricoltori, i lavoratori e le aziende americane. Colta di sorpresa, l’Europa prova a smorzare i toni: “Ci atteniamo al comunicato come approvato da tutti i partecipanti al G7”, è la reazione di Bruxelles secondo quanto fanno trapelare fonti delle istituzioni europee. Ma oggi forse è davvero un altro giorno. E con la rottura consumata da Trump nulla per ora potrà essere più come prima.(ANSA)

 




Ungheria, Orban cambia la Costituzione: “Aiutare i migranti irregolari sarà un reato”

BUDAPEST, 30 maggio 2018-Aiutare migranti irregolari diventerà presto un reato in Ungheria nei termini della proposta di legge presentato dal governo in Parlamento. Il dibattito e il voto finale si terranno la settimana prossima. Fa parte del pacchetto anche una modifica della Costituzione in modo che accogliere migranti ricollocati sarà vietato. “Vogliamo evitare di diventare un paese di immigrati, per noi la sicurezza è la cosa più importante”, ha detto Csaba Domotor, sottosegretario al gabinetto del primo ministro, illustrando le norme alla stampa.
Il progetto di legge, ribattezzato ‘Stop Soros’, criminalizza gli atti che “aiutano gli immigrati irregolari”, e minaccia di interdire le organizzazioni civili, bollate come “agenti stranieri” che agiscono in questo senso. Il reato sarà punibile con un anno di carcere.(ANSA)




Gli Stati Uniti sospendono dazi nei confronti della Cina

WASHINGTON, 20 maggio 2018- – Il segretario al tesoro Usa Steven Mnuchin ha confermato oggi la sospensione dei dazi sui mercati americani e cinesi all’indomani dell’annuncio dell’ accordo di principio tra i due Paesi per ridurre il deficit commerciale americano. “Abbiamo trovato un accordo quadro” ha spiegato alla Fox, evocando un’intesa per “sospendere i dazi” durante la sua messa a punto. Se pero’ la Cina non rispettera’ i suoi impegni, ha ammonito, il presidente “potrà sempre decidere di rimettere in opera” i dazi.(ANSA)




Torna il terrore a Parigi, un uomo accoltella passanti in pieno centro: 1 morto e 3 feriti

PARIGI, 13 maggio 2018- E’ tornato il terrore a Parigi, in pieno centro, a due passi dal teatro dell’Opera: un uomo, gridando “Allah Akbar!” ha accoltellato i passanti di una via piena di gente al sabato sera, per una serata di primavera. La polizia ha reagito in pochi secondi, abbattendo l’assalitore, un ceceno di 21 anni, incensurato ma schedato “S” “per la sua vicinanza agli ambienti radicali islamici”.

I quattro feriti sono fuori pericolo: due feriti gravi, un uomo di 34 anni che era stato trasportato d’urgenza al Georges Pompidou, e una donna di 54 anni, e due feriti in modo lieve, una 26enne e un 31enne. La persona uccisa è, invece, un uomo di 29 anni e non una donna, come riportato inizialmente. La vittima stava passeggiando in rue Monsigny quando è stato aggredito dall’assalitore con un coltello.

Ed è l’antiterrorismo che indaga sugli accoltellamenti avvenuti in serata nel centro della capitale francese: lo ha annunciato il procuratore di Parigi, Francois Molins, in una brevissima conferenza stampa. Nessun particolare sull’aggressore, sulla sua identità e sui suoi eventuali legami con complici.  Attraverso il suo organo di propaganda Amaq, l’Isis ha rivendicato l’attacco all’arma bianca compito in serata a Parigi, precisando che è stato messo a segno da “un soldato” dello Stato islamico.




Il presidente Rohani contro gli Stati Uniti: ” Affronteranno uno storico pentimento”

Il presidente iraniano

TEHERAN, 6 maggio 2018- <<Gli Stati Uniti affronteranno uno “storico pentimento” se si ritireranno dall’accordo sul nucleare firmato nel 2015 tra Teheran e l’Occidente>>. Lo ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani, secondo quanto riferisce domenica al-Jazeera.

In un discorso alla nazione trasmesso in tv Rohani ha dichiarato che l’Iran ha in programma piani per far fronte a qualsiasi decisione del presidente USA Donald Trump. “Ci sono solo uno Stato, un piccolo paese e un regime a sostenere che l’accordo sul nucleare con l’Iran sia stato un errore:sono gli USA, l’Arabia Saudita e Israele”, ha detto Rohani.

Le dichiarazioni del presidente americano nelle quali sostiene che l’accordo è il peggiore mai firmato non sono logiche, ha proseguito Rohani: “L’Iran non terrà colloqui con nessuno sui suoi meccanismi di difesa e nessuno è tenuto a conoscere il nostro modo di difenderci”, ha aggiunto. L’annuncio di Trump sull’accordo è atteso per il 12 maggio. (RSI)

ATS/CaL




Attacco a Duma. Macron: “Abbiamo le prove di uso armi chimiche”

PARIGI, 12 aprile 2018-“Abbiamo le prove che qualche giorno fa a Duma, in Siria, armi chimiche sono state usate dal regime di Bashar al Assad. In particolare è stato accertato l’utilizzo del cloro”. Sono le parole del presidente francese Emmanuel Macron in riferimento all’attacco di sabato che ha causato, secondo i caschi bianchi, più di 40 morti. “Prenderemo delle decisioni quando lo riterremo più opportuno”, ha aggiunto.

Anche l’omologo statunitense, Donald Trump è rimasto vago sulle tempistiche di un possibile intervento: “dei bombardamenti potrebbero avvenire molto presto, ma non per forza”. Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha ribadito che i responsabili dell’attacco chimico la pagheranno.

La Russia dal canto suo ha ricordato che nuove bombe destabilizzerebbero ulteriormente la già fragile situazione della regione, provocando gravi conseguenze: “Chiediamo agli occidentali di riflettere bene prima di intervenire”. Anche la Germania non prenderà parte a nessun attacco militare contro il Governo siriano, ma la cancelliera Angela Merkel ha dichiarato di supportare gli sforzi intrapresi dall’occidente per dimostrare che l’uso delle armi chimiche è inaccettabile.

Le autorità siriane hanno intanto annunciato l’arrivo sul terreno giovedì e venerdì di due gruppi esperti dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, incaricati di indagare sul sospetto attacco chimico.

AFP/ATS/CaL (rsi.ch)




Furgone sulla folla a Munster (Germania): 3 morti e almeno 50 feriti

Il luogo dell’attentato (foto BILD)

MUNSTER, 7 aprile 2018-In Germania torna il terrore: nelle prime ore del pomeriggio nel centro di Münster (la mappa) un furgone è piombato sulla folla. Il bilancio fino a questo momento è di almeno 3 morti. Secondo l’emittente Ntv, 50 sono i feriti, e per la Bild sei di loro sono in pericolo di vita. 

Sempre secondo quanto riporta la Bild, “dovrebbe trattarsi di un attentato terroristico“. L’autore dell’attacco, riferisce la polizia, si è suicidato ma – secondo quanto riferisce la Dpa – circolano voci sulla possibile presenza di un secondo attentatore che sarebbe in fuga, ricercato dalla polizia.

“Notizie terribile da Muenster. Il nostro pensiero va alle vittime e ai loro famigliari”. Così si è espressa la portavoce del governo tedesco, Ulrike Demmer, via twitter a proposito del presunto attentato nella città di Muenster. Dello stesso tenore le parole della ministra della giustizia, Katarina Barley, che ha anche aggiunto: “Tutti ora dovrebbero fare il necessario per accertare la dinamica dei fatti”.(ANSA)