Appello a sostegno della pace in Medioriente

VARESE, 14 dicembre 2017-Negli ultimi giorni il Presidente degli U.S.A. Donald Trump ha riconosciuto formalmente Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele, dando mandato al Dipartimento di Stato di trasferire l’Ambasciata, attualmente situata a Tel Aviv, a Gerusalemme.

Questa decisione contrasta nettamente con tutte le decisioni O.N.U., prese sin dal 1948, volte a favorire un processo di pacificazione dell’area tramite la creazione di due stati: Palestina e Israele, rispettivamente indipendenti, con Gerusalemme Ovest capitale di Israele e Gerusalemme Est capitale della Palestina.

Gerusalemme è storicamente una Città Internazionale di valore mondiale in quanto la Città è sacra per le tre principali religioni monoteiste: musulmana, ebraica e cristiana.

La decisione del Governo U.S.A. è foriera di ulteriori tensioni in un area in cui il processo di pace è minato dalle vicende belliche presenti in Siria ed in Iraq.

La reazione del popolo palestinese e dei popoli della regione non si è fatta attendere: i libanesi, i giordani, gli egiziani, i turchi e persino i sauditi hanno manifestato pubblicamente la loro contrarietà alla decisione di Trump.

Hamas è pronta per una nuova Intifada, e probabilmente le frange estremiste islamiche faranno nuovi adepti.

Questa decisione ha ed avrà conseguenze negative sullo scenario geopolitico mondiale che già oggi mostra una sostanziale mancanza di volontà delle maggiori potenze mondiali a trovare una soluzione condivisa per la crisi in Siria, ed allontana sempre di più la possibilità di trovare una soluzione accettabile per la pacificazione della regione.

Le sottoscritte organizzazioni Bustesi manifestano la propria contrarietà per la scelta politica effettuata dal Governo degli Stati Uniti con l’avvallo del Governo Israeliano, esprimono la piena solidarietà al popolo palestinese ed invitano il Governo Gentiloni affinché non receda dalla posizione espressa in sede ONU ed Europea.

La soluzione del problema israelo/palestinese non può che essere una: libertà e autodeterminazione dei due popoli, israeliano e palestinese, due stati indipendenti e collaborativi, pace, disarmo generale e controllato in tutta la regione, senza interferenze esterne.

Il processo sarà difficile, ma non ha alternative.

La pace in Medio Oriente non è solo un problema locale ma è anche nostro.

Il popolo italiano, anche attraverso la Costituzione, è vitalmente interessato alla pace ad al rifiuto della guerra come mezzo per risolvere questioni politiche.

ACLI, ANPI, Antifascisti Sempre, Associazione Amici del Quadrifoglio, AUSER, Legambiente B.A., Sinistra Italiana B.A., Movimento Per, Partito Comunista Italiano B.A., Partito Democratico B.A.




Panico a New York per esplosione nella più grande stazione dei bus: ferito l’attentatore

NEW YORK, 11 dicembre 2017-Panico a Manhattan per un’esplosione avvenuta a Port Authority, la stazione centrale dei bus a New York.  Quattro le persone ferite, nessuna in pericolo di vita. Per l’esplosione la polizia ha fermato un uomo che vive a Brooklyn nella zona di Flatbush. L’uomo ferito è stato trasportato all’ospedale di Bellevue.  Il fermato ha 27 anni e si chiama Akayed Ullah.

La polizia di New York sta indagando per attacco terroristico. L’uomo e’ stato ispirato dall’Isis. Lo afferma l’ex capo della polizia di New York, Bill Bratton, in un’intervista a Msnbc. “E’ stato un tentato attacco terroristico”, ha confermato il sindaco di New York Bill De Blasio.

“Ho agito per vendetta”: questo avrebbe detto agli investigatori dell’Fbi – secondo quanto riportano alcuni media americani –Akayed Ullah, l’uomo di 27 anni che a Manhattan ha fatto esplodere un ordigno artigianale che indossava. Ullah, secondo le prime ricostruzioni, e’ un ex tassista originario del Bangladesh che vive a Brooklyn. “Hanno bombardato il mio Paese e volevo fare del male qui”, avrebbe affermato l’attentatore.

La persona fermata dopo l’esplosione alla Port Authority aveva un tubo-bomba addosso che è esploso accidentalmente quando il sospetto si trovava su una banchina della metropolitana di New York attorno alle 7:30 del mattino. Lo ha detto una fonte ufficiale – che ha chiesto l’anonimato – alla Associated Press. Sia il fermato, sia un’altra persona rimasta ferita, non sono in pericolo di vita, ha aggiunto la fonte.

Le linee della metropolitana di New York A, C e E sono state evacuate. Il Port Authority Bus Terminal è la più grande stazione di pullman degli Stati Uniti. Ogni giorno vi transitano 230.000 persone.

“Questa e’ New York, la nostra realta’, quella con cui dobbiamo fare i conti. Siamo un obiettivo internazionale“, ha detto il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, commentando l’esplosione di stamattina. “Dobbiamo andare avanti tutti insieme”(ANSA).




Due ragazzi morti negli scontri tra esercito israeliano e palestinesi

 ( photo EPA/SHADI HATEM)

GERUSALEMME, 8 dicembre 2017Sono saliti a due i morti negli scontri con l’esercito israeliano nei pressi della linea di demarcazione con Gaza.  Il ministero, secondo la stessa fonte, ha detto che sono stati trattati 250 feriti dai medici.

Tra i feriti, oltre 160 sono stati intossicati da gas lacrimogeni, altri contusi da proiettili rivestiti di gomma, sette invece colpiti da colpi di arma da fuoco e altri tre feriti in maniera diversa. A Gaza, a quanto risulta, i feriti sono una quindicina.

Ho mantenuto la mia promessa elettorale – gli altri non lo hanno fatto”. Così Donald Trump su Twitter in riferimento all’annuncio di voler trasferire l’ambasciata Usa a Gerusalemme e aver dichiarato la città capitale di Israele. Il tweet è accompagnato da un video in cui compaiono gli ex presidenti Usa, Bill Clinton, George W. Bush e Barack Obama, e infine Trump, dove tutti affermano che Gerusalemme è la capitale di Israele, e l’attuale presidente ( lo ha poi dichiarato ufficialmente.




Falso allarme bomba a Londra nelle stazioni metropolitana Oxford Circus

LONDRA, 24 novembre 2017-Falso allarme confermato e stazioni della metropolitana riaperte nella zona di Oxford Circus a Londra. Lo riporta la Bbc, citando la dichiarazione formale di cessato pericolo della polizia, che inizialmente era intervenuta “come se” si potesse trattare di “un incidente correlato al terrorismo”. Incidente di cui non è invece emersa traccia. A conferma del falso allarme, l’antiterrorismo britannica ha fatto sapere di non essere coinvolta né in allerta.

Allarme alla stazione della metropolitana di Oxford Circus, nel centro dello shopping di Londra, dove la polizia è intervenuta e la gente è stata vista fuggire precipitosamente. La stazione è stata evacuata e per il momento è chiusa, conferma Scotland Yard sul suo profilo Twitter, precisando che gli agenti “stanno investigando un incidente” che riguarda “un passeggero”. Scotland Yard è intervenuta nella zona di Oxford Circus – si legge in un tweet della polizia – per rispondere a un incidente che si sospetta possa essere “correlato con il terrorismo”.

Spari sono stati uditi nella stazione della metropolitana di Oxford e poi di fronte ai grandi magazzini Selfridges, nelle vicinanze. Lo riferiscono testimoni citati dai media, mentre anche un portavoce di Selfridges conferma di “un incidente” avvenuto subito fuori, precisando che nel frattempo il grande magazzino è stato chiuso ed evacuato.

L’intervento dopo la segnalazione di “colpi di arma da fuoco” sparati da una persona. Lo conferma Scotland Yard, ribadendo che al momento non risultano comunque vittime, mentre prosegue un’operazione a vasto raggio.

Al momento non i sono altri dettagli, ma la circolazione dei treni della metropolitana non risulta essere stata fermata.

Scene di panico fra la gente in fuga dalla stazione della metropolitana di Oxford Circus, anche se le testimonianze su quanto accaduto sono per ora frammentarie e contraddittorie.

Alcune persone erano in lacrime, altre gridavano, altre sono state viste abbandonare per strada le buste della spesa nel giorno dei saldi del Black Friday. La zona era affollata come sempre, ma anche più del solito essendo venerdì sera, essendo Black Friday e avvicinandosi anche il periodo di Natale.

La polizia britannica ha invitato la gente in giro nella zona di restare al chiuso, all’interno di edifici o negozi, mentre numerose pattuglie sono affluite nella zona.

Un appello è stato inoltre diffuso a evitare la zona per chi non vi si trovi, mentre è stata chiusa anche la vicina stazione di Bond Street.(ANSA)




Strage in Egitto, bomba in una moschea: 235 morti e oltre cento feriti

EL CAIRO, 24 novembre 2017-Strage in Egitto in una moschea nel nord del Sinai. L’attacco è stato condotto piazzando una bomba all’interno del luogo di culto e sparando sui fedeli che fuggivano dopo l’esplosione.

L’ultimo bilancio è di 235 morti e 109 feriti fino ad ora.

Gli attentatori sarebbero giunti sul posto su fuoristrada 4×4.

La presidenza della Repubblica ha annunciato un lutto nazionale di tre giorni per le vittime.

Ferma condanna dell’attentato arriva in un tweet da Emmanuel Macron: “Tutte le mie condoglianze per le vittime del terribile attentato contro la moschea Bir El-Abid in Sinai”, scrive il presidente francese. Paolo Gentiloni sempre via twitter: “orrore per la strage terroristica nella moschea del Sinai. I nostri pensieri vanno alle vittime, la nostra solidarietà alle famiglie colpite e all’Egitto”. Il presidente Sergio Mattarella ha inviato al Presidente della Repubblica Araba d’Egitto, Abd Al-Fattah Khalil Al-Sisi, il seguente messaggio: “Ho appreso con profondo dolore la notizia del vile attentato che ha colpito poche ore fa la moschea di Bir Al-Abed con un drammatico bilancio di morti e feriti. Nella comune lotta contro il terrorismo e l’estremismo religioso – nemici esiziali della libera espressione del culto – l’Egitto potrà contare sempre sul determinato sostegno dell’Italia”.




Probabile esplosione a bordo: poche speranze per il sottomarino scomparso

BUENOS AIRES, 23 novembre 2017-Il rumore rilevato mercoledì scorso dalla zona dove si trovava l’Ara San Juan, il sottomarino argentino scomparso da quel giorno nell’Atlantico del sud, è riconducibile a un’esplosione, questo il risultato precisato giovedì dal portavoce militare.

Enrique Balbi, ieri, aveva parlato di “vibrazioni idro-acustiche”, ma le analisi appena concluse hanno invece permesso di stabilire che si è trattato di un evento anomalo, singolare, breve, violento, cioè un’esplosione.

I familiari dell’equipaggio, riuniti nella base navale, alla notizia sono usciti dalla struttura in lacrime e abbracciandosi.




Delegazione europarlamentari in Libia per verificare situazione

BRUXELLES, 15 novembre 2017-Una delegazione ufficiale di deputati europei si recherà in Libia dal 16 al 22 dicembre prossimi per verificare la situazione nel Paese e, in particolare, il rispetto dei diritti fondamentali. Il via libera alla missione è stato dato oggi dal presidente del Pe Antonio Tajani. “Non possiamo continuare a lasciare la gestione dei flussi migratori nelle mani di trafficanti senza scrupoli che ci rimandano ai tempi bui della tratta degli schiavi”, sottolinea Tajani in una nota.

“Le immagini che vengono dalla Libia, con ripetute gravissime violazioni di diritti umani, sono – secondo il presidente dell’Europarlamento – inaccettabili. Il Parlamento europeo è da sempre in prima linea per difendere la dignità della persona in ogni circostanza. Non possiamo continuare a lasciare la gestione dei flussi migratori nelle mani di trafficanti senza scrupoli che ci rimandano ai tempi bui della tratta degli schiavi. Anche per questo, abbiamo deciso di inviare una delegazione parlamentare per verificare sul posto la situazione umanitaria”.




Terrore a New York, uomo con camioncino piomba su pista ciclabile: 8 morti e 15 feriti

NEW YORK, 1 novembre 2017- Ha lasciato un bigliettino vicino al furgoncino usato per l’attacco, nel quale ha scritto che agiva per l’Isis, il killer che ieri ha fatto tornare il terrore a poche decine di metri dal World Trade Center a New York, il ‘Ground Zero’ dell’11 settembre. Alle tre del pomeriggio un camion e’ piombato su una delle piu’ affollate piste ciclabili di Manhattan facendo una strage: almeno otto morti e una quindicina di feriti.

L’aggressore e’ un 29enne di nome Sayfullo Habibullaevic Saipov, di origini uzbeke,: vive a Tampa, in Florida, e sarebbe arrivato negli Stati Uniti dal 2010. E’ stato neutralizzato dalla polizia un chilometro dopo la strage, mentre gridava ”Allahu Akhbar”. Per il presidente Usa Donald Trump, che ha immediatamente twittato, e’ stato ”un altro attacco da parte di una persone malata e folle, ho ordinato di rafforzare i controlli”. Il sindaco di New York Bill de Blasio ha detto che si e’ trattato di ”un atto terroristico particolarmente codardo”.

Tra le vittime un cittadino belga e cinque argentini. ‘Italia abbraccia New York colpita dall’attentato. Vicini alle famiglie e alle autorità
contro il terrore’, scrive su Twitter il premier Paolo Gentiloni.

Police stand by as they continue to secure the scene along a bike path after a motorist drove onto the path near the World Trade Center memorial, striking and killing several people Tuesday, Oct. 31, 2017, in New York. (ANSA/AP Photo/Craig Ruttle)

Ecco il primo video dell’aggressore di New York. L’uomo con una lunga barba e’ vestito di scuro, con una giacca con una riga rossa al centro. Corre per le strade della città e sembra essere in possesso di due armi. Si vede quando è a terra colpito dalla polizia.

LA DINAMICA DELL’ATTACCO – Un chilometro più a sud, all’altezza di Chambers street, proprio di fronte alla Peter Stuyvesant High School, il furgoncino con il logo della Home Depot, il supermercato americano del bricolage e del fai-da-te, ha investito un altro camioncino. Lì il terrorista è stato bloccato da un bus scolastico, quelli gialli presenti in tutti gli Stati Uniti. Due dei passeggeri sono stati feriti. Il killer, vestito con una tuta blu, è uscito dal pick-up con due pistole in mano: una ad aria compressa e l’altra più vicina ad un giocattolo che ad un’arma. La polizia, già presente in massa a Tribeca, ha sparato ferendolo ad una gamba e lo ha arrestato, ma non è chiaro se anche l’uomo ha sparato.

Saipov era solo, “un lupo solitario”, secondo la polizia, anche se per un certo tempo si è temuta la minaccia di un secondo uomo armato in giro per Battery Park, all’estremo sud di Manhattan. Per lunghi minuti la situazione è apparsa molto confusa e le informazioni contraddittorie. Quello che all’inizio sembrava soltanto un violento fatto di cronaca locale si è trasformato pian piano in un atto terroristico islamico.(ANSA)