”Different, but not less”, anche Greta Ray per sensibilizzare sul tema dell’autismo: azione a Milano con la B-corp LorF

MILANO, 20 aprile 2019- Ieri a Milano prima davanti al Pirellone, luogo simbolo della città e attuale sede del Consiglio Regionale, e poi davanti al palazzo della Regione, la B-corp LorF, molto attenta a tematiche legate alla socializzazione, e la giovanissima cantante e modella Greta Ray, insieme ad un gruppo di bambini sia normalmente che diversamente abili, hanno promosso un’azione di sensibilizzazione a favore dell’autismo, vestendo i passanti con una T-Shirt recante la scritta “Different, but not Less” (diverso, ma non da meno).
Con questa celebre frase di Temple Grandin, una delle più famose personalità affette da disturbo dello spettro autistico, si è voluto introdurre fra i passanti il tema dell’autismo e sensibilizzare l’opinione pubblica sui tagli particolarmente importanti che sono stati effettuati dalla Regione Lombardia su alcune misure di sostegno a favore della disabilità, che vanno a colpire in particolare i bambini con autismo e le relative famiglie.
Per il solo fatto di frequentare una scuola, il buono di sostegno ad essi dedicato (la cosiddetta misura B1) subirà, infatti, nel 2019 un taglio del 40% rispetto al 2018, passando da 1.000 a 600 euro mensili. Se poi questi bambini (come accade di frequente), oltre ad andare a scuola, hanno la fortuna di essere presi in carico da un centro diurno, anche solo per poche ore settimanali, potrebbero non percepire affatto alcun buono.

La scelta di apportare questi tagli è stata motivata dalla Regione Lombardia con l’aumento dei destinatari delle risorse. Ricordiamo, a riguardo, che nel corso del 2018 le richieste per la misura B1 sono state 7.800, di cui oltre 1.500 per persone autistiche. E fra chi ha fatto richiesta della misura B1 nel 2018 o ne farà richiesta nel 2019, coloro che frequentano una scuola sono per la stragrande maggioranza proprio i bambini con autismo.

Questo spiega il perché questo taglio va a colpire in maniera prevalente proprio i bambini con autismo” spiega Andrea Buragina, co-founder di Lorf e papà di un bambino autistico. “Si è voluto promuovere questa iniziativa proprio a ridosso delle festività pasquali nella speranza che il clima di pace e serenità che introduce la Pasqua possa suggerire un ripensamento e l’allocazione di maggiori risorse a sostegno di questa misura. Dovrebbe, infatti, essere questa la naturale risposta ad una problematica, quale è l’autismo, la cui incidenza ha purtroppo raggiunto livelli davvero importanti: si stima, infatti, che oggi un bambino su 60 è autistico.”

A questo si aggiunge anche il tema dei voucher, che la misura B1 teoricamente attribuisce ai minori fino a 500 euro mensili, ma che di fatto non vengono spesi dalle persone con autismo in quanto per questi ultimi esistono pochi enti accreditati in grado di offrire servizi adeguati. Per questo motivo, nel corso del 2018, una parte consistente delle risorse riconducibili ai voucher non è di fatto stata spesa e presumibilmente lo stesso accadrà anche nel corso del 2019.

“Ringrazio Greta Ray”- prosegue Buragina – “per la sensibilità e per la disponibilità accordataci in occasione sia di questa iniziativa che del Blue Day (giornata mondiale della consapevolezza dell’Autismo celebratasi il 2 Aprile scorso), dove, come nella giornata odierna, abbiamo vestito passanti e artisti di strada con la stessa T-shirt.”

Greta Ray Giussani, classe 1999, è una modella professionista, cantante e attrice. A 4 anni posa su “Famiglia Cristiana” per una campagna pubblicitaria di calzature e a 8 anni si avvicina al mondo della musica frequentando lezioni di pianoforte e di canto. Nel 2016 vince il talent show “Bravissima”e diventa l’immagine mondiale di Dreamland Makeup Milano e sfila per Just Italy Milan Fashion Week. Nel 2017 esce il primo singolo “IL MIO DOMANI”, primo nella classifica settimanale di Spotify e secondo nella classifica AirPlay Emergenti tra i brani più trasmessi in radio. Nel 2018 escono il secondo singolo “A ROMA UN VENERDÌ”, in onda su 700 radio italiane tra cui Radio Cuore e Radio Reporter, e il terzo singolo “VISTA MARE”, il cui video ufficiale ha raggiunto 1.400.000 visualizzazioni. Nel 2019 esce il quarto singolo “L’AMORE CHE COLORE HA”, che in sole 2 settimane entra in top ten classificandosi al primo posto su Google Play tra i brani più venduti in pop durante la settimana del Festival di Sanremo.
LORF è una start-up innovativa fondata nel giorno di San Valentino 2017 ed è anche una società Benefit che supporta progetti a favore dell’Autismo. LORF ha ottenuto la certificazione B Corp, il più alto standard per le società socialmente responsabili. L’App loveorfriends facilita l’interazione sociale incoraggiando le persone ad uscire dal mondo virtuale per incontrarsi in quello reale: questo obiettivo è strategicamente correlato all’obiettivo Benefit poiché è proprio la mancanza di interazione sociale che sta alla base della sindrome autistica.
Anche alcune delle persone con Autismo, come quelle con la sindrome di Asperger, potrebbero essere tra gli utilizzatori dell’App loveorfriends. LORF ha ideato e promosso il progetto HomeMate, che utilizza la tecnologia per offrire alle persone con Autismo una maggiore autonomia, e ha realizzato, a supporto, il video, “Did you know Autistics Change the World?”, che parte da elementi di positività legati all’Autismo per illustrare non solo cosa è l’Autismo, ma anche il potenziale onere finanziario a carico della comunità in futuro, un problema che il progetto di autonomia assistita HomeMate potrebbe aiutare a risolvere. Con l’obiettivo di far conoscere le potenzialità in termini di socializzazione di un Robot umanoide e i suoi utilizzi a servizio della persona e della comunità, LorF ha ideato e lanciato il Contest #RobotFriend, diventando la prima app che ha dato la possibilità ai suoi utenti di incontrare e interagire con un Robot umanoide.



Commemorazione eccidi di Lovere e Rovetta

ROVETTA, 20 aprile 019-Sabato 18 Maggio alle ore 15,30 a Lovere commemorazione  di Emilio Le Pera e Francesco De Vecchi prelevati dall’ospedale l’ 8 Giugno 1945 dai partigiani e gettati vivi nel lago. Deposizione di una corona di fiori nel luogo dove furono annegati.

Domenica 19 alle ore 10,30 presso il Cimitero di Rovetta commemorazione dei 43 Legionari della Tagliamento  trucidati inermi il 28 Aprile 1945 e nel ricordo di tutti i Caduti per l’onore




Festival di Woodstock raccontato in uno spettacolo con Ezio Guaitamacchi

Ezio Guaitamacchi

VARESE, 19 aprile 2019-Nell’agosto del 1969, in una fattoria a nord di New York, mezzo milione di giovani danno vita alla prima, grande tre giorni di “pace, amore e musica” che diventa famosa semplicemente con il nome di “WOODSTOCK”, la madre di tutti i Festival.

Su un palco di legno, in mezzo al verde delle Catskill Mountain, si esibiscono star affermate come Jimi Hendrix, Joan Baez, The WhoJanis Joplin e Sly Stone, 

Ma pure nomi nuovi del rock anglo/americano destinati, dopo quella performance, a diventare autentiche leggende della musica del 900 come Joe Cocker, Carlos Santana, Crosby, Stills & Nash, Arlo Guthrie.

 Ma com’è iniziato tutto? Perché proprio a Woodstock? Cosa c’entravano Martin Scorsese e Abbie Hoffman?

Chi era Elliot Tiber e perché qualcuno ha detto che ha salvato il Festival? Dov’era Bob Dylan? E davvero Jimi Hendrix ha suonato di fronte a poche migliaia di spettatori?

 A questi e a tanti altri quesiti risponde Ezio Guaitamacchi, critico musicale, autore e conduttore radio/televisivo, musicista, docente, performer e storyteller. Con un racconto avvincente, pieno di dettagli accurati, curiosi aneddoti e stravaganti coincidenze, Ezio fa rivivere il più famoso Festival rock della storia trasportando lo spettatore indietro nel tempo e ricostruendo minuziosamente tutti i fatti che hanno reso leggendario il nome di WOODSTOCK. Guaitamacchi ha arrangiato, in chiave minimalista (voce e chitarra acustica) una manciata di brani epocali (da WoodstockFreedom) che accompagnano la storia e che vengono interpretati da BRUNELLA BOSCHETTI, vocalist passionale, che con Ezio collabora da diversi anni, ed insieme a lei per questi due spetttacoli la speciale partecipazione di Andrea Mirò.
 Su un grande schermo, alle spalle degli artisti, verranno proiettati filmati e immagini storiche che renderanno  lo spettacolo ancor più affascinante ed evocativo . 
Le prossime date sono:
3 MAGGIO –  ROMA – Teatro Studio di Roma 
6 MAGGIO – MILANO –  Santeria Toscana 31



Pasqua con i City Angels in Stazione Centrale a Milano

MILANO, 19 aprile 2019 –Messa e festa di Pasqua in Stazione Centrale: l’evento, organizzato dai City Angels per i clochard della Stazione, si svolge sabato 20 aprile a mezzogiorno in piazza Duca d’Aosta, davanti all’hotel Gallia.
A mezzogiorno si inizia con la S. Messa, celebrata da Mons. Franco Buzzi. Dopo il Padre Nostro, recitato tenendosi tutti per mano, ci sarà una preghiera musulmana da parte dell’imam Mohsen Mouelhi.

Segue, alle ore 12,30, la distribuzione di colombe, uova di Pasqua, dolci e bevande, tutto rigorosamente vegetariano in segno di amore per gli animali, realizzato in collaborazione con Coop Lombardia; e la musica dal vivo del cantautore Marco Ligabue.

Rosario Pantaleo, Presidente della Commissione sicurezza, porterà il saluto del Comune di Milano, mentre Giovanni Malanchini, Segretario dell’Ufficio di Presidenza, porterà quello della Regione Lombardia. Saranno presenti Daniela Javarone, madrina dei City Angels, il comico e attore Stefano Chiodaroli, testimonial dei City Angels, e la grafologa Candida Livatino.

Il fondatore dei City Angels, Mario Furlan, invita i milanesi a partecipare a questo momento di solidarietà, fratellanza e spiritualità. Magari portando una colomba o un uovo di cioccolato, da donare a un senzatetto: “Per vivere insieme il vero spirito della Pasqua”.




Simona Sparaco vince il Premio Letterario DeA Planeta con il romanzo ”Nel silenzio delle nostre parole”

Simona Sparaco

MILANO, 16 aprile 2019 – Simona Sparaco è la vincitrice della prima edizione del Premio letterario DeA Planeta, promosso da DeA Planeta Libri, con l’opera inedita Nel silenzio delle nostre parole, un romanzo corale sulle distanze invisibili che spesso ci separano dalle persone che abbiamo accanto.

Nel corso della cerimonia di premiazione, avvenuta al Blue Note di Milano, alla presenza del Sindaco Giuseppe Sala e di circa 300 ospiti della cultura, dell’imprenditoria e del giornalismo italiano, la giuria composta da Massimo Carlotto (scrittore), Marco Drago (presidente Gruppo De Agostini), Claudio Giunta (docente e scrittore), Rosaria Renna (conduttrice radiofonica e televisiva) e Manuela Stefanelli (direttrice Libreria Hoepli) ha proclamato Simona Sparaco vincitrice del Premio DeA Planeta – cui ha concorso con lo pseudonimo di Diego Tommasini – con l’opera Nel silenzio delle nostre parole.

La vincitrice, Simona Sparaco, già finalista al Premio Strega e al Premio Bancarella, si è aggiudicata il premio pari a 150.000 Eurola pubblicazione in Italia con DeA Planeta e in lingua spagnola con case editrici del Gruppo Planeta, insieme alle traduzioni in inglese e francese.
Durante la serata della premiazione, condotta da Andrea Delogu con Neri Marcorè e dedicata al piacere della lettura con parole, incontri, musica e spettacolo, è intervenuto Javier Sierra, giornalista e scrittore, vincitore del Premio Planeta 2017 con il romanzo Fuoco invisibile, edito in Italia da DeA Planeta. L’accompagnamento musicale è stato proposto dalla jazzista catalana Andrea Motis, mentre la cena è stata curata dallo chef stellato Stefano Cerveni e servita dagli allievi della Scuola Oliver Twist di Cometa.

Il Premio DeA Planeta ha registrato una grande partecipazione, destando l’interesse di scrittori noti o esordienti da ogni regione d’Italia e anche dall’estero. Infatti, tra le 1.244 candidature arrivate, ci sono state opere provenienti da diversi Paesi europei, dall’America e dall’Australia, e da cittadini di origine straniera che vivono in Italia e scrivono nella nostra lingua.
Sono state 75 le opere non ammesse perché non inedite o destinate a un pubblico non adulto, mentre gli autori regolarmente in concorso sono stati 1.169, di cui 208 hanno scelto di utilizzare uno pseudonimo, come la vincitrice del Premio. Tutti i generi letterari sono rappresentati, con una prevalenza della narrativa noir e thriller, del fantasy e delle storie vere.

Gli altri quattro romanzi finalisti erano: La marocchina di Silvia Bottani, La congregazione di David Mancini (pseudonimo), Io sono luce di Rosa Matteucci e L’esercizio di CP (pseudonimo).

«Abbiamo letto opere di buon livello e riconosciuto che più di una meriterebbe un futuro editoriale. Volevamo un libro di cui innamorarsi, ricco di emozioni, con una storia universale. Personalmente, ho versato molte lacrime leggendolo, ed è quello che amo di una storia: che riesca a farsi strada nel mio cuore», afferma Rosaria Renna, portavoce della giuria.

Da sinistra José Creuheras, presidente del Gruppo Planeta, Simona Sparaco,  Giuseppe Sala, sindaco di Milano, Marco Drago, presidente del Gruppo De Agostini.

«È una doppia vittoria per me. La stesura di questo libro – spiega Simona Sparaco, vincitrice del Premio – mi ha accompagnato durante tutta la gravidanza. E non era un libro facile da scrivere in quelle condizioni. Ma quando ho saputo che la data di consegna dei manoscritti per il bando coincideva con la presunta data del parto, ho letto questa coincidenza come un segno e mi sono fatta coraggio. Tommaso è nato insieme al libro, due mesi fa, e insieme a suo fratello Diego mi ha suggerito il nome da scegliere per lo pseudonimo. Mi hanno fatto da cavalieri, per sostenermi qualora il romanzo non fosse stato notato, e mi hanno regalato l’emozione di essere letta dai giurati come se fossi un esordiente, e uomo. Sono davvero molto onorata ed emozionata! Le storie dei miei personaggi si ispirano ai fatti realmente accaduti nella Grenfell Tower di Londra, che nel 2017 prese fuoco, scioccando mezzo mondo, me compresa. Le mie storie però sono una finzione che mi è servita come pretesto per raccontare la difficoltà di comunicare tra genitori e figli, l’incapacità di mostrarci, proprio alle persone che ci sono più vicine, per quello che siamo.»

Nel silenzio delle nostre parole sarà presentato in anteprima al XXXII Salone Internazionale del Libro di Torino sabato 11 maggio e sarà in vendita in tutte le librerie e gli store online dal 14 maggio 2019. Simona Sparaco sarà poi protagonista di un intenso tour di presentazioni nelle principali città italiane e nei più noti festival letterari.
Data la forte vocazione internazionale del Premio e dell’opera vincitrice, sono anche previste delle presentazioni del romanzo all’estero.

«Questa prima edizione del Premio DeA Planeta – dichiara Gian Luca Pulvirenti, amministratore delegato DeA Planeta Libri – si è conclusa con un successo confermato dai numeri. Siamo orgogliosi di essere riusciti nell’intento di attrarre autori, noti e meno noti, scrittori e aspiranti tali, e di aver individuato il romanzo scritto da Simona Sparaco come vincitore attraverso un intenso lavoro del comitato di lettura e della giuria, a cui vanno i miei ringraziamenti. Tutte le opere finaliste sono di alto livello e certamente più manoscritti della selezione sono meritevoli di pubblicazione. Nel silenzio delle nostre parole è un romanzo forte e già molto apprezzato da coloro i quali hanno avuto il privilegio di leggerlo. Siamo certi che possa ora incontrare il gusto dei lettori e speriamo che anche loro possano emozionarsi come è successo a noi. A Simona Sparaco vanno le nostre congratulazioni e ci auguriamo che vorrà far parte della giuria della nuova edizione del Premio».




All’Idroscalo di Milano si scatena l’Inferno: a maggio la corsa a ostacoli piú impegnativa al mondo

Diana Hartan, Inferno Team

MILANO, 16 aprile 2019-Domenica 5 maggio all’Idroscalo di Milano festeggerà il suo quinto anno con la prima water edition d’Italia. Ci sarà da nuotare nel mare dei milanesi e correre lungo 8 km disseminati di 25 ostacoli, naturali e artificiali, dai nomi danteschi, da Malebolge a Lucifero, passando per Conte Ugolino e Antenora. Torna Inferno Run, la più diabolica delle corse a ostacoli con la seconda di tre tappe, Inferno City. Una disciplina emergente quella dell’obstacle racing, conosciuta come OCR, e praticata da 45mila appassionati a livello nazionale solo nel 2018, che rappresenta una sfida con se stessi tra forza, velocità, agilità e resistenza.

Grazie alla partnership con Gruppo CAP, il gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, la gara porterà i partecipanti ad attraversare il rinnovato tempio dello sport outdoor, in seguito agli interventi realizzati dalla società sul verde, sulle strutture e sulle acque, e ad immergersi nel suo mare. Non ci saranno solo tratti a nuoto ma anche tuffi, insieme agli immancabili muri da scavalcare, corde da risalire, pesi da trasportare e strutture da superare, magari in sospensione sull’acqua, appendendosi a prese di ogni tipo.

La collaborazione tra Inferno Run e Gruppo CAP nasce proprio dalla condivisione di valori quali la determinazione, la passione, il sostegno reciproco e il rispetto per l’ambiente, sui quali l’evento si fonda. Inferno City sarà infatti totalmente plastic free grazie al supporto di Gruppo CAP, che fornirà l’acqua sia durante la corsa sia all’arrivo. Per l’occasione, sarà presente il Water Truck posizionato presso il punto di ristoro finale, dove dissetarsi nel pieno rispetto dell’ambiente utilizzando i bicchieri biodegradabili oppure le borracce che tutti i partecipanti troveranno nel pacco gara ritirabile al villaggio allestito in Salazzura, il Centro Ricerche di Gruppo CAP.

Gare, qualifiche, regolamento

Per gli atleti competitivi Inferno City è tappa del Campionato Italiano OCR, qualificante agli Europei e Mondiali e valida per il Campionato Regionale FIOCR. Il regolamento prevede tre braccialetti da difendere: la rinuncia al superamento di un ostacolo, dopo infiniti tentativi a disposizione, porta al taglio di un braccialetto. Per la classifica la priorità viene data a chi all’arrivo ne tiene di più al polso, insieme al miglior tempo. Sempre più numerosi sono i non competitivi che si metteranno alla prova contando sull’aiuto del proprio team. Anche i piccoli mudder dai 4 ai 12 anni potranno divertirsi con Inferno Kids, che sosterrà con il ricavato la Fondazione Onlus Niccolò Galli, per la realizzazione di progetti di solidarietà rivolti a giovani vittime di incidenti stradali e sportivi con esiti cerebromidollari avvenuti entro il compimento del trentesimo anno di età. La Fondazione nasce in ricordo del figlio prematuramente scomparso dell’ex portiere della Nazionale Italiana Giovanni Galli. Informazioni e modalità di partecipazione online sul sito www.infernorun.it

INFERNO SNOW: la prima tappa del circuito

Inferno Snow ha inaugurato il 19 gennaio la stagione, nella stazione sciistica Prato Nevoso Ski in provincia di Cuneo, a 1500 m slm. Lo scenario è stato quello delle Alpi Marittime, con la neve e il ghiaccio protagonisti non solo lungo i 7 km di percorso, con 200 m di dislivello complessivo. Dopo la partenza in salita dalla conca, sono stati 25 gli ostacoli da affrontare, come muri di neve e una rampa di ghiaccio da scavalcare, tratti innevati in cui strisciare. Successo in termini di partecipazione, triplicata rispetto allo scorso anno.

INFERNO MUD: il gran finale

Il Norcenni Girasole Village ospiterà sabato 5 e domenica 6 ottobre, tra vigneti, boschi di campagna e colline, la tradizionale edizione fangosa su 12 km con oltre 30 ostacoli. A Figline Valdarno, in provincia di Firenze, Inferno Mud chiuderà il Campionato Italiano, qualificando a Europei e Mondiali. Anche nella sua terra d’origine coinvolgerà i piccoli diavoli con Inferno Kids. La domenica sarà, inoltre, possibile partecipare alla Short Course (4 km e 20 ostacoli), ideata per avvicinare tutti i curiosi della disciplina.

I NUMERI DI INFERNO

Cinque edizioni per Inferno, che dalla nascita nel 2014 ha portato 16 mila finisher a tagliare il traguardo. A correre obstacle runner di ogni età, dai 13 ai 71 anni, di cui 1 su 3 donna (media doppia rispetto a quella registrata tra le maratonete), individualmente o in squadra, con 2.000 team coinvolti dagli esordi. Inferno Kids ha fatto divertire ad oggi 1.000 bambini e devolvere in beneficenza oltre 15 mila euro.

 




”Punti di vista da Oriente”, la cittá di Pavia negli scatti fotografici di Zeng Yi e Ma Weiguo

MILANO, 15 aprile 2019- Gli scambi culturali tra Italia e Cina sono frequenti. Se gli italiani offrono la loro visione sul mondo cinese, avviene anche il contrario. Con questo spirito Zeng Yi (1949) e Ma Weiguo (1953) propongono il loro punto di vista sulla città con la mostra “Punti di vista da Oriente” a cura di Susanna Zatti: per una settimana hanno camminato per Pavia, hanno catturato luci e atmosfere particolari, incrociato studenti, curiosato in cortili e palazzi, scoperto statue e ornati architettonici e li hanno “tradotti” in ideogrammi cinesi. Il reportage qui esposto è uno specchio di emozioni, è come guardare in una scatola magica dove la quotidianità è rivisitata da occhi nuovi. Una rilettura della città non condizionata né dalla storia, né dalla cultura, né dall’esperienza, né dalle conoscenze, né dalle memorie e gli affetti.

 Concepita come festival satellite di Photofestival Milano, la prima edizione di Pavia Foto Festival, manifestazione nata per promuovere la fotografia d’autore e concepita come un festival diffuso sul territorio, propone dal 16 aprile al 30 giugno 2019 un calendario di 15 differenti mostre in 14 spazi pubblici e privati, dei quali dodici a Paviauno a Milano (Oasi WWF di via Tommaso da Cazzaniga) e uno a Voghera (NaturaSì di via Lomellina 62).

Nata da un’idea di Davide Tremolada Intraversato e realizzata sotto la direzione artistica di Roberto Mutti con direzione scientifica di Susanna Zatti e Renzo Basora, Pavia Foto Festival presenta i progetti fotografici di 14 autoriEnrico Bedolo, Anna Bussolotto, Luca Cortese, Enrico Doria, Roberto Figazzolo, Alessandra Fuccillo, Gianni Maffi, Marcella Milani, Marco Morandotti, Sara Munari, Milo Angelo Ramella, Bruna Rotunno, Zeng Yi e Ma Weiguo.

Tutte le mostre di Pavia Foto Festival, ognuna delle quali propone almeno dodici immagini, una di queste viene proposta in una versione inedita, di grande dimensione e scomposta grazie ai moduli-cornice del sistema photoSHOWall: pareti fotografiche che offrono soluzioni espositive originali di grande impatto, perfettamente adattabili a palcoscenici inconsueti, per un nuovo “concept” di sistema allestitivo razionale, funzionale e coinvolgente.




Analisi del volto: il sindaco di Milano Sala? Persona seria e pacata ma che tradisce un pò di agitazione

MILANO, 11 aprile 2019-La comunicazione non verbale di un politico durante dibattiti o discorsi è un importante fattore che contribuisce alla formazione di un’impressione nel pubblico. Il linguaggio del corpo è l’85% di ciò che il pubblico coglie.
Proprio per questo NeuroComScience, giovane team di analisti fondato e coordinato da Jasna Legiša ha studiato i video dei discorsi pubblici del Sindaco di Milano, analizzando comportamenti, gesti e micromovimenti del volto.
NeuroComScience nasce nel 2012 con l’intento di portare in Italia le tecniche di analisi della comunicazione non verbale impiegate dagli anni settanta negli Stati Uniti come ausilio alle attività di polizia, di intelligence ma anche di selezione e valutazione del personale in azienda. Ha elaborato una metodologia di analisi del tutto peculiare unendo tecniche già collaudate ed altre create in maniera autonoma attraverso la sperimentazione in laboratorio e sul campo.
Qual è l’impatto del comportamento non verbale del sindaco Dario Nardella?
L’analisi comportamentale si basa sullo studio delle espressioni facciali, dei movimenti motorio-gestuali e dei parametri para-verbali. Cogliere tutti questi elementi permette di comprendere come arriva al pubblico un messaggio che si vuole veicolare.
Il sindaco di Milano ha un ritmo e un’intensità delle espressioni non verbali molto contenuta. Il ritmo dei gesti è piuttosto lento e la tipologia delle espressioni non varia molto durante diversi discorsi. Quindi il sindaco concentra tutto lo sforzo nella comunicazione verbale, utilizzando meno i segnali non verbali per aumentare l’impatto.
Di norma utilizza poco il sorriso sociale, tuttavia in alcuni discorsi ha mostrato molte volte il sorriso vero – contrazione dell’occhio e un sollevamento della guancia accompagnati da un sollevamento delle labbra (movimento 6 e movimento 12 – fig. 1 e fig. 2). Il sorriso, posto nei momenti adeguati del discorso, è un’espressione che affilia le persone.
Molto spesso il sindaco di Milano chiude le mani una dentro l’altra (M22) e innalza (movimento 1 e movimento 2) e avvicina (movimento 4) le sopracciglia (fig. 3) per sottolineare qualche concetto. Sia il movimento delle mani che quello delle sopracciglia rispecchiano l’emozione della tensione, espressioni poco affiliative.
L’analisi comportamentale di Giuseppe Sala sottolinea la peculiarità del sindaco di utilizzare movimenti illustratori delle mani. Possiamo infatti notare movimenti di apertura (fig. 4), indicatori (fig. 5), bacchette che servono a dare il ritmo al parlato (fig. 6), e molti ideogrammi sia della decisione  (fig. 6) che del tempo . Tali movimenti aumentano l’incisività del discorso.