Successo per lo spettacolo “Pagliacci” di scena a Fagnano olona

FAGNANO OLONA, 18 febbraio 2019- L’associazione culturale fagnanese Lombardia Lucania e la Pro Loco di Fagnano Olona con la Compagnia di Canto Vittorio Tosto, il patrocinio del Comune hanno portato in scena un grande classico con il noto dramma Lirico “Pagliacci“, su parole e musica di Ruggero Leoncavallo.

Lo spettacolo si è svolto nella Sala Consiliare dell’affascinante Castello Visconteo, ad ingresso gratuito.

Ultimamente l’associazione 2L ha alzato ulteriormente la qualità delle proposte offerte gratuttamente alla popolazione, si è dedicata anche al teatro e all’opera oltre alla tradizionale attenzione verso i bambini e all’aspetto solidale in Congo aiutando il progetto della onlus di Don Crispino.

Il Castello Visconteo ammalia sempre e di volta in volta il cast internazionale di artisti si allarga e si trova a suo agio e comodo dall’accoglienza locale.

“Per noi è un onore – racconta soddisfatta la Presidente della Pro Loco Armida Macchi Porta – poter ospitare ospiti di elevata qualità e livello artistico al Castello Visconteo di Fagnano Olona”.

“Vedere attori, cantanti e ballerini perfettamente organizzati è stato uno spettacolo nello spettacolo, un’emozione pura da regalare ai presenti, come confermano i commenti positivi dei presenti mentre uscivano dalla sala, spiega la Presidente della 2L Lombardia Lucania Marianna Panebianco”.

Prossimo appuntamento con un altro grande classico di alto livello probabilmente in aprile, proprio per consolidare questo sodalizio e regalare un’altra performance favolosa alla comunità.




Giuseppe Nigro ospite oggi a Varese ha presentato il suo libro sul ventennio fascista a Saronno: ”Gli storici oggi studiano quel periodo in modo diverso”

VARESE, 14 febbraio 2019- di GIANNI BERALDO-

Giuseppe Nigro

Un libro, una ricerca storica molto interessante quella presentata questa sera alla Biblioteca Civica di Varese, grazie al libro ”Saronno. Tra fascismo e modernitá.Politica Amministrazione Societá (1920-1940)”-Macchione editore- scritto dal professore Giuseppe Nigro, presente questa sera insieme allo storico varesino Enzo Laforgia che lo ha pungolato con domande molto particolareggiate e precise in base al contesto della ricerca storica e politica.

Un lavoro che ha richiesto parecchio tempo, quello utile  a raccogliere documentazione raccontando alcune vicende storiografiche dimenticate o semplicemente mai analizzate e raccontate con dovizia storica, come si conviene a un ventennio che ha cambiato la storia, volto e usanze del nostro Paese ma non solo.

Le vicende narrate dall’autore-noto per avere scritto diversi altri libri storici che riguardano soprattutto il territorio saronnese-affrontano fatti e situazioni riguardanti certamente la cittá di Saronno con i diversi protagonisti politici dell’epoca, ma pone pure in evidenza il percorso legato alla nascita della provincia di Varese con i suoi labili e tanto discussi confini ancora oggi messi in discussione.

Laforgia con Nigro durante la presentazione

Dopo una breve presentazione dell’incontro da parte di Chiara Violini, direttrice della biblioteca comunale, la serata ha suscitato subito interesse fin dalla prima, lunga  e articolata domanda a Nigro da parte di Laforgia il quale ha parlato pure di periodi dove l’uso della forza e della violenza da parte dei fascisti era all’ordine del giorno fin dal 1921.

Un fatto consolidato ed evidenziato ovviamente pure nel libro, ma con Nigro che risponde come, pur condannando certamente certi tipi di atteggiamenti, bisogna tenere conto del contesto storico dove la violenza e il ”menare le mani” era una prassi non inusuale indipendentemente dal fattore politico.

«E’un libro dove metto a fuoco delle dinamiche che vogliono dimostrare come durante questo periodo, ossia tra il 1920 e 1940, nasca un casa saronnese, un caso particolare. Un caso in cui il fascismo prova a dare vita a una cittá con l’aggregazione di alti tre Comuni attorno a Saronno-Origgio, Uboldo e Gerenzano-costruendo di fatto la seconda cittá della provincia su una ipotesi di cittá industriale. Solitamente si pensa al fascismo e di come abbia costruito cittá in ambienti rurali, il caso saronnese é una novitá. Da qui anche il titolo del libro».

Interessante anche gli intrecci e alleanze tra il fascismo e quella parte di clero rappresentato dal Partito Popolare, alleanza che a Saronno ha sempre stentato rispetto ad esempio a Milano, ma che poi ha trovato interlocutori importanti anche qui.

«il fascismo ha rappresentato sí un regime totalitario nel nostro Paese ma ció non ha impedito una certa evoluzione di forte modernitá come appunto la realtá saronnese».

Questo documentatissimo e godibile libro di Nigro, racconta pure di episodi che suscitano curiositá e un pizzico di ilaritá (almeno, letta nella realta’attuale) anche a distanza di decenni. Come la vicenda del monumento ai caduti di Saronno-cittá dove il fascismo non aveva ancora attecchito come in altri luoghi-preso a pretesto dai fascisti locali come occasione forse irripetibile di aggraziarsi le simpatie dei saronnesi, sostendendone la causa per ottenere quel consenso popolare utile nonostante utilizzassero come propaganda anche e soprattutto altri mezzi meno ortodossi rispetto ai proclami verbali.

«gli storici che studiano il fascismo anche nella nostra provincia, cercano di farlo in maniera obiettiva-sottolinea ancora Nigro-Oggi la storiografia sul fascismo di stampo ideologico, ossia quella che ha studiato il fascismo nel Dopoguerra,  é lontana. Chi studia oggi il fascismo come ho fatto io, puó permettersi di studiare il fenomeno in chiave oggettiva quindi non accentuando ed emargizzando gli aspetti ideologici, quindi andando al fondo delle questioni concrete. Ció non vuol dire che questa ideologia che ha fondato lo Stato totalitario in Italia, oggi non abbia delle derive possibili sul piano della contemporaneitá, ma sono fenomeni completamente diversi».

Insomma i fatti restano ma il modo di raccontarli possono  cambiare perché, come risaputo, la storia la fanno ma pure la scrivono gli uomini e Giuseppe Nigro in tal senso con il suo libro ci regala uno spaccato di vita politica che vede protagonista Saronno cosí come il resto del nostro territorio, in una forma del tutto attuale. Certamente senza ricavarne nostalgia per quel triste periodo storico, ma richiamando l’attenzione su vicende come solo una giusta dose di storiografia poteva fare, senza che il tutto finisse nel dimenticatoio dei ricordi.

direttore@varese7press.it

 

 

 




Cinema per la Scuole, progetto Liceo Crespi e Istituto Cinematografico Antonioni di Busto Arsizio

BUSTO ARSIZIO, 14 febbraio 2019-“Il cinema è un dispositivo imprescindibile per la comprensione del mondo e del tempo in cui viviamo». Parte da questa affermazione, estrapolata dagli spunti didattici del Piano nazionale “Cinema per la scuola”, il progetto Let’s go to the Movie: cinema, linguaggi e società, proposto dal liceo Crespi di Busto Arsizio, in rete con ITE Tosi, con il supporto dell’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni.

L’iniziativa – sostenuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – prevede una parte teorica, nella quale verranno fornite le basi del linguaggio cinematografico e audiovisivo e una parte esperienziale, con proiezioni di film, alcuni in italiano e altri in lingua straniera, in sala.

Se gli incontri metodologici serviranno ad accrescere le competenze cinematografiche e le capacità critiche degli studenti, e le proiezioni in lingua originale aiuteranno a perfezionare le abilità linguistiche, i film in italiano affronteranno problematiche di carattere sociale ed etico.

In generale, il progetto vuole formare una nuova generazione di spettatori più appassionati, consapevoli e curiosi.

 




”Saronno tra fascismo e modernitá”, presentazione libro di Nigro alla Biblioteca Civica di Varese

Giuseppe Nigro (foto IlSaronno.it)

VARESE, 13 febbraio 2019- Interessante appuntamento quello di giovedí sera, 14 febbraio,  alla Biblioteca Civica (ore 18) dove verrá presentato il libro ”Saronno tra fascismo e moderrnitá” (edito da Macchione) di Giuseppe Nigro. Oltre all’autore sará presente lo storico varesino Enzo Laforgia.

“Esiste da molto tempo un’ormai ampia, consolidata e benemerita storiografia che, con più o meno capacità interpretativa e rigore  metodologico, ha studiato le origini del fascismo nei diversi contesti  locali. Si è trattato di lavori che, pur di diverso valore, sono  tutti, nel loro complesso, di grande utilità per una migliore  intelligenza della storia del fascismo, rettificando o, comunque,  integrando visioni e giudizi unicamente legati alle vicende nazionali  e alle biografie dei maggiori protagonisti del Ventennio e  correggendo paradigmi ideologici rigidi. Inserendosi in questa tradizione di ricerca, il libro di Giuseppe  Nigro ci offre uno ‘studio di caso’ che allarga, integra e consolida le nostre conoscenze sul fascismo lombardo, attraverso la  ricostruzione del ‘caso’ saronnese.
Ma, in realtà, questo libro è anche molto di più: non solo storia del  fascismo saronnese e del fascismo nel Saronnese, ma insieme, in un  intreccio dialettico che costituisce il fascino metodologico del  volume, storia di Saronno nel fascismo: con un serrato ricorso a  documentazione di prima mano, negli archivi locali (ricordo, soprattutto, l’Archivio Storico del Comune di Saronno e l’Archivio  Parrocchiale SS. Pietro e Paolo) e perciò con la possibilità di  riportare alla vita un contesto storico largamente, finora,  inesplorato e poco noto.”
(dalla Prefazione di Fulvio De Giorgi – Università degli Studi di  Modena e Reggio Emilia).




I Mòn sbarcano a Milano con due appuntamenti live

MILANO, 13 febbraio 2019-Approda a Milano il tour di presentazione di “Guadalupe” il nuovissimo album dei Mòn pubblicato da Urtovox records lo scorso 25 Gennaio e destinato a confermare la giovanissima band romana come la rivelazione della scena indie-pop-folk italiana.

Reduci dagli ottimi risultati del disco d’esordio, “Zama”, uscito a maggio 2017 per Urtovox records, e dal fortunato tour di oltre 70 date in Italia e all’estero, ecco tornare sulle scene i Mòn, con un cospicuo bagaglio di esperienza in più e la voglia di crescere consapevolmente in un mercato sempre più avverso, come quello delineatosi in Italia negli ultimi due anni.

In “Guadalupe” i Mòn mettono in mostra maggiore personalità e spessore nella scrittura dei brani, dando vita ad un collage onirico e trasognato dimusiche e parole, che attingono in maniera sempre più originale alle fontidell’indie pop folk di matrice europea, che vede in Bon Iver, Beirut e Mùm i suoi riferimenti più importanti.

Gli appuntamenti milanesi iniziano domani, giovedì 14 febbraio, con showcase acustico e intervista con firmacopie all’Ostello Bello (via Medici, 4-inizio ore 18.30, ingresso gratuito). Modera l’incontro DueDitaNelCuore.

il secondo appuntamento è per venerdì 15 dalle ore 22 con un live set al Rock’n’ Roll (in via Bruschetti 11-Ingresso 5 euro).

 

 

 




Intervista a Gabriele Cirilli a Varese con la sua Famiglia Addams: ”A Gomez gli ho dato l’imprinting comico”

VARESE, 13 febbraio 2019 – di SARA MAGNOLI –

Gomez Addams. Tale e quale.

«No, beh, proprio tale e quale no. Gomez è affascinante, io ho un mio fascino, ma di certo non pari al suo».

È un vulcano in piena di simpatia e di entusiasmo, Gabriele Cirilli, quando parla della commedia musicale “La famiglia Addams”, che, basata sui personaggi creati da Charles Addams, con musica e liriche di Andrew Lippa e libretto di Marshall Brickman e Rick Elice, con la regia di Claudio Insegno sarà al Teatro di Varese martedì 19 febbraio alle 21.

E ti sembra quasi di vedertelo davanti, quel musical, di sentirti i personaggi vicini, trasportati dalla passione con cui parla di questa grande e bella avventura.

Che in quale modo fa partire Cirilli proprio dall’inizio. Da quando, appena arrivato da Roma, proprio sul territorio del Varesotto, tra Gallarate e lo storico Caffè Teatro di Verghera di Samarate, è partito il suo percorso.

«Luoghi che mi hanno dato tanto – ricorda – e dove mi sono già esibito con “Tale e quale… a me”. Tornarci con questo musical è sempre salire di un gradino. E poi questi sono luoghi che alla cultura della comicità hanno sempre dato tanto».

Cirilli, che cosa ci dobbiamo aspettare da questo musical sulla famiglia Addams e che cosa caratterizza il suo Gomez?

Ho cercato di renderlo molto simpatico, grazie alla regia e all’adattamento che dello spettacolo ha fatto il regista Claudio Insegno. Parliamo di uno spettacolo nato a Broadway e che ha girato moltissimo. Con Gomez della famiglia Addams per la prima volta in Italia si è cimentato Elio. Questa però è un’altra cosa.

La differenza con gli altri Gomez è l’imprinting comico che gli ho dato: ecco, questa è la cosa che lo differenzia fortemente dagli altri. Anche nel rapporto con Mortisia, molto fisico, mentre qui a un certo punto Gomez le dice una bugia e lei… beh, lei non gliela dà più!

Abbiamo un Gomez di cui emerge soprattutto il lato paterno nel rapporto con la figlia Mercoledì. Come ha lavorato su questo aspetto?

Ho un figlio di 18 anni, ho riportato la stessa relazione con la figlia che ho sulla scena. La storia si muove attorno a Mercoledì che ha un fidanzatino. Mercoledì proviene da una famiglia definita strana, non normale, anche se bisognerebbe vedere che cosa si intende per normalità. E quando invita a cena il fidanzatino con i suoi genitori… Mi fermo qui, per non svelare troppo, ma tutto ruota attorno a questo fidanzamento importante per Mercoledì e al rapporto molto paterno da parte di Gomez. C’è anche una canzone sul tempo che passa che fa sgorgare qualche lacrimuccia…

Una forza particolare dello spettacolo è il forte rapporto che si è creato tra i componenti della Compagnia

C’è una professionalità enorme nel gruppo, non sono solo attori, ma anche grandi cantanti, ballerini… io no, ma gli altri! Insomma, questo è un musical tosto, con grandi professionisti che sono in scena da anni. Per quello che mi riguarda mi sono introdotto con un mio apporto. E ci siamo voluti e ci vogliamo bene al punto che tra noi sono nate anche altre collaborazioni. Ad aprile, per esempio, sarò a Legnano con “Mi piace” e recita con me Umberto Noto che nella famiglia Addams interpreta mio fratello Fester e con sempre Claudio Insegno alla regia.

Insomma, una bella esperienza. Siamo una famiglia. E non solo Addams! Il rapporto che si riesce a creare in una Compagnia dipende dalle persone e qui per me è bellissimo. Lavoro con persone che stimo e con cui si è creato un bel rapporto. È grazie a loro se si è creato questo tipo di spettacolo.

Ma secondo lei che cosa rappresenta per il pubblico in generale la famiglia Addams?

Qualcosa di storico che rimarrà sempre. Come Mary Poppins. Io i telefilm della famiglia Addams li vedevo da piccolo e ancora me li ricordo. È qualcosa di funzionante. In questo spettacolo, poi, c’è anche la forza di una regia che funziona, è molto pratica. Claudio Insegno è un grande regista. Ci ha detto che dobbiamo “colpire” l’Italia, nel senso che dobbiamo far stare bene gli Italiani che vengono a teatro, dobbiamo dare loro allegria e avere rispetto per il pubblico. Ecco, questo musical che portiamo in scena è un prodotto che non prende in giro il pubblico.

E allora invitiamo la gente a venire a teatro a Varese ad applaudirvi!

Io spero che il Teatro di Varese si riempia, perché quando il teatro è pieno raddoppia il risultato. Il sold out a teatro dà la carica come lo stadio pieno. A proposito, parlando di stadio… ci sarà anche una sorpresa da parte di zio Fester che riguarda Ronaldo…

E assieme all’allegria e alla passione, Gabriele Cirilli riesce anche a trasmetterti una grande curiosità.

s.magnoli@varese7press.it




Ale e Franz raccontano la loro storia in musica al Teatro Manzoni di Busto Arsizio

BUSTO ARSIZIO,  12 febbraio 2019 – Venerdì 15 febbraio alle ore 21 arriva al Manzoni la grande tradizione del Teatro canzone: lo spettacolo Nel nostro piccolo – scritto da Francesco Villa, Alessandro Besentini, Alberto Ferrari (che è anche regista) e Antonio De Santis – ripercorre le tappe dell’esperienza artistica di Ale e Franz, guardando al modello intramontabile di Gaber e Jannacci, e affida la colonna sonora agli strumenti di Luigi Schiavone, Fabrizio Palermo, Francesco Luppi e Marco Orsi.
Così raccontano Villa e Besentini: “Nel nostro piccolo è un viaggio alla ricerca del nostro punto di partenza, quello che ha mosso la nostra voglia e ricerca di comicità. Ma Ridendo. Il racconto di un mondo visto dalla parte di chi ha il coraggio, con le proprie idee, di vedere dentro la vita di ognuno. Raccontare le piccolezze, le sconfitte, le paure che ci accompagnano. Sempre Ridendo.La risata è il nostro veicolo fondamentale per riuscire a parlare di noi senza prenderci troppo sul serio. Nel costruire le tappe di questo percorso ci siamo imbattuti nei nostri punti fermi, che ci hanno, grazie al cielo, condizionato: Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci. Loro sono stati la scintilla che ci ha permesso di vedere l’uomo come il centro di tutto. Conoscere il suo mondo. Vederlo mentre ci gira intorno. Un mondo sofferto e gioioso, colorato e grigio, assolato e buio. Ma sempre e comunque un mondo vero, reale. Senza timori, senza remore. Tutto questo porteremo con noi, sul palco… E vi racconteremo la fortuna di aver potuto respirare la stessa aria che Gaber e Jannacci respiravano. L’aria di Milano. Di quegli anni. Ma ridendo sempre!”. Alessandro Besentini e Francesco Villa diventano Ale e Franz nel 1992. Erano gli anni del CTA (Centro Teatro
Attivo) e i due muovevano i primi passi nel mondo dello spettacolo. Da lì tutto ebbe inizio, lavorando in seguito per il teatro, il cinema e la televisione, da Zelig a Buona la prima.




Zoey Anderson dei Parsons Dance, premiata ai Clive Barnes Awards

Zoey anderson sará in scena a Varese il 23 febbraio

VARESE, 12 febbraio 2019-Si è tenuta ieri al Walter Reade Theatre del Lincoln Center di New York la cerimonia di premiazione della nona edizione dei Clive Barnes Awards, prestigioso riconoscimento alle eccellenze nel teatro e nella danza. 

Quest’anno i premi sono stati assegnati a Edmund Donovan (Theatre, Lewiston / Clarkston) e Zoey Anderson (Dance, Parsons Dance).
I premi sono stati consegnati da Michael Novak, direttore artistico di Paul Taylor Dance Company.
Zoey Anderson è in tour italiano in questi giorni con la PARSONS DANCE. 
 
Vivissimi complimenti da parte di WEC World Entertainment Company alla stupenda Zoey!
 
Ecco le prossime date del tour italiano di Parsons Dance dove sarà possibile vedere Zoey.
• 14 – 15 FEBBRAIO – PERUGIA – TEATRO MORLACCHI
• 16 – 17 FEBBRAIO – PARMA – TEATRO REGIO
• 19 FEBBRAIO – GENOVA – POLITEAMA GENOVESE
• 22 FEBBRAIO – COMO – TEATRO SOCIALE
23 FEBBRAIO – VARESE – TEATRO APOLLONIO
• 26 FEBBRAIO – BOLZANO – TEATRO COMUNALE
• 27 FEBBRAIO – ROVIGO – TEATRO SOCIALE
• DAL 1 AL 3 MARZO – MILANO – TEATRO NAZIONALE CHEBANCA!
• 5 MARZO – BARI – TEATRO TEAM