Uguali Doveri organizza un presidio a Lodi

MILANO, 15 ottobre 2018- A oltre un mese dall’inizio dell’anno scolastico e dall’esclusione, di fatto, dei bambini non comunitari residenti in città dai servizi scolastici – mensa, trasporto, pre e post scuola e nido – il Coordinamento Uguali Doveri indice un presidio sotto il Palazzo del Municipio, martedì 16 ottobre, dalle ore 8.30 alle 20.30.

La Sindaca Sara Casanova, nell’incontro con una delegazione di mamme straniere, avvenuta lo scorso 14 settembre, si era presa quindici giorni di tempo per valutare le domande pervenute e dare una risposta al disagio e alle difficoltà create dalle nuove disposizioni del Regolamento che disciplina l’accesso ai servizi scolastici a domanda individuale.

Da allora, però, il numero di domande all’attenzione dell’Amministrazione è aumentato, i bambini continuano a subire le discriminazioni di trattamento introdotte dalla nuova normativa e sono, di fatto, privati della possibilità di usufruire dei servizi accessibili ai bambini italiani e comunitari.

Contro questa situazione è nata una mobilitazione che, negli ultimi giorni, ha travalicato i confini di Lodi: ciò che sta accadendo ha fatto irruzione sullo scenario nazionale con l’interessamento e l’intervento di TV, stampa, media, social, commentatori e tante persone comuni sbigottite e stupefatte dalla vicenda lodigiana.

Non siamo di fronte a semplici ‘criticità’ nell’applicazione della nuova normativa, come ha ammesso l’Amministrazione, ma a discriminazioni quotidiane che pesano sulla vita scolastica, e non solo, di tanti bambini lodigiani che hanno come unica ‘colpa’ quella di provenire da famiglie arrivate a Lodi da molto lontano.

Contro questo provvedimento discriminatorio è stato presentato ricorso da parte dell’ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione).

Il Coordinamento si è attivato per raccogliere i fondi necessari a sostenere le famiglie in difficoltà, agisce, attraverso i gruppi di opposizione in Consiglio Comunale, per trovare una soluzione nelle sedi istituzionali preposte e ora invita tutti i lodigiani a una nuova mobilitazione.

Ogni giorno che passa è un giorno perduto – in mensa, sull’autobus, nel tempo di pre e post scuola – per tutti questi bambini e di giorni ne sono ormai trascorsi troppi, un intero mese di scuola.

Ci aspettiamo di incontrare e di poterci confrontare con la Sindaca: da parte nostra c’è, da sempre, la massima disponibilità.

Coordinamento Uguali Doveri




La Lega parte all’attacco della Provincia: “E’ ora di cambiare dopo anni di dissesto”

VARESE, 13 ottobre 2018- di GIANNI BERALDO

Si è svolta questa questa mattina nella storica sede varesina di Piazza del Podestà, la presentazione candidati della Lega per le prossime elezioni provinciali di secondo livello, ossia potranno votare solo gli amministratori locali e non i cittadini.

Situazione quest’ultima sempre mal digerita dal partito del Carroccio (che dopo anni nel 2014 dovette lasciare Villa Recalcati nelle mani del centrosinistra),  penalizzato dal fatto che certe coalizioni di liste in formatesi per le provinciali, non sempre rispecchiano la realtà politica dei singoli Comuni (secondo la Lega)  rispetto al trend delle elezioni politiche ad esempio.

Comunque sia la Lega provinciale, alleatasi con altre liste di centrodestra che il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli  candidato alla presidenza, vuole riconquistare la Provincia, Ente al quale tiene parecchio pur non spendendosi in maniera importante come per altre occasioni.

Colombo, Fagioli, Antonelli, Bianchi e Piatti

Diverse le donne in lista così come molti volti noti della politica leghista provinciale ma non solo.

Come il capolista Alessandro Fagioli, attuale sindaco di Saronno e con un passato come assessore provinciale nella giunta targata Dario Galli (ultima tornata elettorale che prevedeva il voto diretto dei cittadini) ) <<Questo ruolo mi dà una grande responsabilità a livello politico e amministrativo.  Ringrazio Antonelli per essersi messo a disposizione per questa candidatura,  augurando che un domani i cittadini possano tornare a votare per la provincia e non solo gli amministratori locali>>, così Fagioli arrivato con mezzora di ritardo per vie di impegni istituzionali <<prima arrivano i problemi dei cittadini da risolvere poi le presentazioni politiche>>, si giustifica il sindaco saronnese.

Presentazione aperta dal segretario provinciale, sindaco di Morazzone e parlamentare, Matteo Bianchi <<L’importante era allargare più possibile il quadro del centrodestra coinvolgendo persone diverse ma capaci. Come lo stesso Antonelli con il quale ci poniamo  l’obiettivo di arrivare primi la sera del 31 ottobre>>. Poi un inciso <<Antonelli non è di Forza Italia, questo lo voglio ribadire giusto per non fare confusione. Noi siamo la Lega e continueremo a portare avanti le nostre istanze, anche in maniera rude e diretta. Importante è vincere, fare risultato, stare all’opposizione non conta nulla. La provincia di Varese  è un po’ in dissesto e questa giunta uscente ha solo peggiorato le cose>>.

Bianchi poi allarga le maglie della polemica  <<pochi lo sanno ma quello che sta tentando di fare il presidente Vincenzi  e il Pd con la pubblicazione bando Cariplo a pochi giorni dal voto, è la volontà di insediare il pd nella gestione della Fondazione Cariplo, così importante per tutto il territorio. Modalità che noi denunceremo attraverso tutti gli organi competenti>>.

Tutti elementi che vanno ad aggiungersi alla questione bilancio.

Marinella Colombo

Come rimarca Marinella Colombo, Capogruppo Lega in Consiglio provinciale <<Bisogna capire quale sia l’attuale vero bilancio della provincia e poi intervenire di conseguenza e in base al rimanente reale. Poi c’è il capitolo personale impiegato in provincia che  mi pare sia come abbandonato a sé stesso. Mi sorge il dubbio che il tutto derivi dal fatto che gran parte di loro forse perché sono simpatizzanti della Lega o del centrodestra più in generale: anche in questo caso vi sarà da lavorare sia sotto il profilo umano che a livello operativo>>.

Presente naturalmente anche il candidato alla presidenza Emanuele Antonelli, che ha ribadito quanto già esternato in altre occasioni relative a presentazioni di liste vicine al centrodestra, evidenziando il grande lavoro di squadra che tutti stanno compiendo per riportare il centrodestra in posizioni chiave in tutta la provincia di Varese.

Cosa che in effetti non è poi così scontato visto i recenti risultati, con l’Ente Provincia e la città di Varese andata ad appannaggio della “concorrenza”.

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Civici e Democratici si presentano. Stefano Bellaria candidato alla presidenza della Provincia.

LOZZA, 13 ottobre 2018- di GIANNI BERALDO

La lista Civici e Democratici

<<E’ una sfida controvento, però da appassionato di aereonautica posso assicurare che controvento si raggiungono prima le destinazioni>>, utilizza questa semplice ma efficace metafora Stefano Bellaria, sindaco di Somma Lombardo e candidato scelto per la presidenza della Provincia per la coalizione di Centrosinistra per la lista “Civici e Democratici”. 

Lista presentata questa mattina nella sala consiliare del Comune Lozza (amministrato dal sindaco Giuseppe Licata) invece del più allettante capoluogo di provincia. Scelta che ricalca quello che prevede una prima bozza del programma elettorale-che verrà ufficializzato nei prossimi giorni- ossia massima attenzione alle esigenze di tutti i Comuni provinciali, soprattutto quelli troppo spesso ed erroneamente considerati “minori”.

Una candidatura “coraggiosa” così è stata definita questa di Bellaria, amministratore esperto che conosce molto bene i complicati meccanismi dei palazzi così come della politica tout court.

Lui però di coraggio nell’accettare questo ruolo non ne vuole parlare:  <<Son onorato per il fatto che abbiano pensato al sottoscritto non è un sacrificio ma una grande soddisfazione.  In questo percorso, in questa celta sono supportato da una squadra validissima, composta da candidati (16 in tutto) che rappresentano il giusto mix di esperienza e di voglia di fare>>.

Come già detto non si parla ancora di programmi ma Bellaria qualche idea la espone. Come  ad esempio quella di una stazione unica appaltante,  per organizza gare d’appalto per Comuni anche, anche quelle Quadro. Una possibilità insomma di accedere a certi servizi,  alle medesime condizioni di grandi Comuni.

Stefano Bellaria

Poi quella dell’ Ufficio bandi <<implementarlo per dare modo ai comuni di avere accesso alle risorse con consulenze dedicate, quindi professionisti che sappiano indicare le giuste modalità>>, aggiunge il sindaco di Somma che, tra la varie priorità una volta eletto, cita quelle  Zes (Zone economiche speciali), focalizzando l’attenzione su almeno due aree: le comunità montane e area aeroporto, quindi una al Nord della provincia l’altra area più a Sud.

Infine Bellaria parla delle recenti polemiche politiche <<Vorrei che le polemiche sul bilancio smettessero, queste sono le risorse e con queste dobbiamo lavorare. Ho sentito parlare di spiriti di rivalsa, dobbiamo lavorare al meglio tutti insieme. Conosco Antonelli e, nel caso di sua vittoria che ovviamente non auguro, so che lavorerebbe per tutti i cittadino. Quindi stop alle polemiche  e pensiamo a vincere>>.

Stile, concretezza, sobrietà e anche fantasia nel fare le cose, questo il dogma di Civici e Democratici ribadito pure dall’’ex sindaco di Venegono Superiore e attuale consigliere comunale di opposizione, Maria Ciantia <<Mi dispiace di non essere stata sindaco in questi ultimi anni, adesso che la Provincia funziona parecchi Comuni non usufruiscono di certi servizi e quello di renderli partecipi sarà uno dei nostri punti di forza>>.

Rispetto per il lavoro amministrativo che ogni giorno deve sobbarcarsi ogni amministrazione comunale affrontando sacrifici di tipo economico. Tutti segnali ben recepiti negli anni pure dal sindaco di Lozza, oggi padrone di casa per questo incontro <<Quella di Bellaria  è’ una candidatura di coraggio e per questo lo ringrazio. Fare questa conferenza a Lozza è un bel segnale di attenzione nei confronti dei piccoli comuni. Comuni che troppo spesso si fanno concorrenza per ottenere bandi e molte volte vince il comune che ha maggiori competenze per quel bando.  Per questo la nuova provincia può e deve trovare soluzioni, una provincia che sia al servizio dei comuni anche per queste cose>>.

Licata, Bellaria e Lauricella

Licata è fiducioso dell’esito delle urne <<Contiamo di ottenere un ottimo risultato. La nostra gestione è stata quella approntata sulla grande responsabilità,  soprattutto quella di non mandare in default la provincia. Per questo abbiamo investito molto su ufficio bandi europei, attività che verrà inaugurata nei prossimi giorni>>.

Carmelo Lauricella, già consigliere provinciale, evidenzia il grande sforzo compiuto dall’Ente nei confronti del trasporto bambini disabili così come nell’edilizia scolastica mentre la, notoriamente riservata, Martina Cao ricorda in pochi minuti quanto compiuto in questi anni dall’amministrazione provinciale, ottenendo buoni consensi da parte di gran parte dei sindaci della provincia di Varese.

Stesso tenore pure Fabrizio Caprioli, consigliere comunale a Gorla Maggiore, decisamente fiducioso sulla vittoria finale, prevedendo una certa continuità d’intenti da parete di quelli che saranno i nuovi consiglieri con deleghe in Provincia.

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Ecco i candidati (in ordine alfabetico)

Stefano Bellaria candidato alla Presidenza

Paola Sabrina Bevilacqua, consigliere Laveno Mombello

Stefano Bozzolo, consigliere Marchirolo

Francesco Calò, consigliere Somma Lombardo

Martina Cao, consigliere Ispra

Fabrizio Caprioli, consigliere Gorla Maggiore

Lorenzo Carabelli, consigliere Buguggiatee

Matilde Ceron consigliere Jerago con Orago

Stefano Chiesa, consigliere Casciago

Maria Ciantia, consigliere Venegono Superiore

Giacomo Fisco, consigliere Varese

Carmelo Lauricella, consigliere Gallarate 

Giuseppe Licata, sindaco di Lozza

Nadia Marchetti, consigliere Laveno Mombello

Debora Pacchioni, consigliere Cislago

Valentina Verga, consigliere Busto Arsizio

Fulvio Zullo, consigliere Caronno Pertusella




Risse nelle stazioni del varesotto, Tarantino: “Grazie a Salvini ora ci sarà più sicurezza”

BUSTO ARSIZIO, 12 ottobre 2018-  Leonardo Tarantino (Lega): “Forze dell’Ordine più motivate grazie a Salvini. E con il Def 10mila nuove assunzioni”
“L’insicurezza nella zone sensibili di una città, come le aree delle stazioni, è una delle emergenze che il nuovo Governo sta affrontando. E un fondamentale passo in avanti verrà fatto con le 10mila nuove assunzioni previste per le Forze dell’Ordine con il Def, un provvedimento che sarà inserito nella Legge di Bilancio 2019”. 
 
Così l’On. Leonardo Tarantino, Deputato della Lega eletto nel collegio di Busto Arsizio, sui due fatti di violenza avvenuti alle stazioni di Busto nei giorni scorsi. 
“In due giorni sono avvenuti due fatti spiacevoli alle stazioni di Busto Arsizio – spiega l’On. Tarantino – una rissa violenta alla stazione delle Ferrovie dello Stato e un’aggressione e un furto alla stazione delle Nord. Il lato positivo è che in entrambi i casi la Polizia di Stato, con interventi tempestivi, ha individuato e arrestato i colpevoli”. 
 
“Mi complimento con le forze di Polizia per questi due interventi significativi – continua Tarantino – due esempi che colgo per evidenziare che qualcosa sta finalmente cambiando: i messaggi di fermezza e di rigore del Ministero dell’Interno stanno raccogliendo buoni frutti. Una nuova linea che fornisce maggiori motivazioni al personale delle Forze dell’Ordine. Le azioni di successo della Polizia di Stato a Busto Arsizio sono un messaggio importante per i nostri cittadini che possono contare sulla concretezza dell’operato delle Forze dell’Ordine, che avranno sempre dal nostro Governo il massimo del sostegno”. 



Legnano non dimentica, commemorazione nel ricordo di Mario Tadino

LEGNANO, 11 ottobre 2018-Nella serata di martedì 9 ottobre gli aderenti al comitato patriottico “Alto Milanese non Dimentica” – recente evoluzione di “Legnano non Dimentica” concepita per estendere l’azione di ricordo e ricerca storica in tutto il quadrante settentrionale della provincia – hanno svolto a Castano Primo una commemorazione in ricordo di Mario Tadini (nativo in paese, valoroso aviere fascista attivo nell’Africa orientale, gravemente ferito e deceduto il 19 marzo del 1936 presso il posto di ricovero di Forte Galliano non prima di aver fatto atterrare in sicurezza il proprio veivolo garantendo la salvezza dell’equipaggio, per ciò poi insignito della medaglia d’oro al valore militare) issando una corona d’alloro sottostante la targa a lui dedicata in Corso San Rocco, assistendo ad un significativo intervento del Prof. Alfonso Indelicato e chiudendo la manifestazione con il “presente” di rito.

“Alto Milanese non Dimentica” di Tadini intende ricordare l’eroismo, lo spirito di sacrificio, la totale abnegazione al proprio ideale ed alla salvaguardia dei propri camerati, in un’epoca attuale affetta da individualismo, materialismo, pusillanimità valori da difendere ed infondere soprattutto alle nuove generazioni.




Mozione anti gender del consigliere regionale Cosentino.

Giacomo Cosentino di Orizzonte Ideale

MILANO, 10 ottobre 2018-“Ho voluto presentare questa mozione per ribadire il ruolo chiave della figura della Mamma e del Papà e contrastare la folle teoria gender secondo la quale il sesso biologico è slegato dal genere, quindi un uomo può decidere di essere una donna anche se geneticamente uomo e viceversa. A New York pare che dal prossimo anno chiunque si sentisse appartenente a un altro sesso rispetto al proprio potrà far modificare il certificato di nascita, in nome della libertà e dell’uguaglianza. Io credo invece che queste teorie siano un affronto alla natura umana e sono pericolose per la corretta crescita dei bambini. È evidente che un uomo e una donna sono diversi” dichiara Giacomo Cosentino – Capogruppo del Gruppo consiliare “Fontana Presidente” e proponente della mozione “Mamma e Papà” all’ordine del giorno del Consiglio Regionale di ieri.

Continua Cosentino “Visto il forte interesse di altri gruppi consiliari di maggioranza e la delicatezza del tema abbiamo deciso – in accordo con l’Assessorato – di inviare la mozione alla Commissione II “Affari Istituzionali” presieduta dalla collega leghista Alessandra Cappellari per dar vita ad un confronto approfondito ed essere più incisivi. Mi dispiace che il Movimento 5 stelle abbia abbandonato l’aula in forte contrapposizione al tema in oggetto, mi auguro che in commissione ci si possa confrontare.”

Dichiara la Presidente Cappellari “La mozione, in accordo con i gruppi consiliari, arriverà sul tavolo della commissione ed è assicurato l’impegno a giungere ad una delibera nel più breve tempo possibile. Il contenuto del documento in esame ci permetterà di sostenere a gran voce l’indiscutibile e oggettiva realtà per la quale i genitori di un bambino o di una bambina non possono che essere un uomo e una donna e che tentativi di travisare questa Legge dettata dalla Natura devono essere stroncati”.




Riflessioni: Scuderia di partito e disubbidienza etica fra Verona e Saronno

SARONNO, 7 ottobre 2018- di ALFONSO INDELICATO

Consiglio Comunale a Verona

La politica, si sa, ha una sua logica. Di cui fa parte, tra l’altro, la fedeltà alle indicazioni del proprio partito.

Se il gruppo dirigente decide una data linea, il singolo può anche  dissentire, ma deve farlo nelle sedi interne al partito stesso. Al di fuori, cioè nei parlamenti, nei consigli e ovunque si debba prendere una posizione pubblica, deve essere rispettata la linea, pur non condivisa nell’intimo. Ciò è giusto e corretto in quella particolare logica che fa odiare la politica a molti, in particolare ai molti che ne restano fuori. Del resto ben si comprende come in una formazione politica non si possa procedere in ordine sparso: essa perderebbe ogni credibilità presso gli elettori. Lo stesso Croce, nel suo celebre saggio dedicato alla “nausea della politica” aveva difeso la specificità dell’agire politico con le sue ferree regole non scritte (nessuno oserebbe scriverle!) distinguendolo nettamente dall’ambito della morale.

Ci sono però situazioni nelle quali la coscienza del politico reclama i suoi diritti al di sopra di ogni altra considerazione: essa interroga il politico, lo stana, lo tormenta, e alla fine egli non può dirle di no. Oppure gli si impone fin da subito con un tale dirompente mistura di nausea e ribellione che egli immediatamente capisce che quella tale cosa non potrà mai dirla o farla, e che ne dovrà dire o fare un’altra. Ciò può avvenire, naturalmente, in quelle scelte politiche che possiedono una forte connotazione morale, su un piano generale oppure personale.

Uno di questi casi – il lettore che segue le cronache  avrà già compreso dove vado a parare – è quello avvenuto in quel di Verona, dove il capogruppo del PD al Consiglio comunale, Carla Padovani, ha votato a favore di una mozione della Lega per il finanziamento di associazioni cattoliche impegnate nell’aiuto di donne che per vari motivi sono incerte se portare a termine la loro gravidanza o interromperla.

Non entro nel merito del contenuto della mozione. Osservo solo che questa è la tipica situazione politica nella quale ti trovi immerso innanzi tutto come essere umano. Certo ti vengono a mente i tuoi doveri di iscritto e militante, idem le conseguenze che sicuramente ti deriveranno dal voto controcorrente (e che puntualmente si sono verificate nel caso citato: critiche fuori misura, richieste di dimissioni, e forse prossima emarginazione da parte del PD locale e nazionale). Ti vengono a mente, dicevo, ma senti dentro di te un impulso che ti dice esserci qualcosa di più alto di certe regole troppo umane, e quindi disumane. L’incommensurabile incoercibile individuo – la “categoria del singolo”, diceva Kiekegaard – si è fatto largo tra usanze incrostate minacce e timori e  ora si è impadronito di te. E tu scopri, pian piano, che il coraggio è come un vizio di cui non si può fare a meno, di cui non potrai più fare a meno.

redazione@varese7press.it

 




A Saronno è andato in scena lo “spettacolo” del Consiglio comunale straordinario

SARONNO, 6 ottobre 2018di ALFONSO INDELICATO

Consiglio comunale a Saronno (foto ilSaronno.it)

Il pubblico non mancava questa mattina nella sala riunioni del Palazzo Comunale, ma lo spettacolo ne meritava uno più numeroso. Andava in scena il Consiglio comunale urgente, con in discussione un unico punto: la proroga del Documento di Piano del PGT.

Certo ci sono cose peggiori, a questo mondo, che essere informati in data 4 che in data 6 – sabato mattina – ci sarà consiglio. Anche se magari avevi programmato qualcosa, che so: una gitarella, o un pranzetto con gli amici. In ogni caso ci siamo affrettati ad andarci, anche perché la convocazione precisava, un  po’ terroristicamente, che in caso di mancato numero legale la riunione si sarebbe svolto la mattina dopo, nel giorno dedicato al Signore e al meritato riposo. Ma torniamo al punto in discussione.

Il lettore che segue  le scarne vicende politiche cittadine potrebbe chiedersi come mai l’argomento non fosse stato affrontato nel Consiglio celebratosi solo pochi giorni fa. Si era trattato, semplicemente, di una svista. Svista dei funzionari o dei politici? In fondo poco importa: “non esiste nessuno/che non ha sbagliato una volta”, cantava Gianni Morandi in una canzone della nostra lontana giovinezza, che pure s’intitolava “non son degno di te”.  Personalmente mi sentivo di quell’umore benevolo che tutto fa perdonare, ma a un certo punto, notato un certo tono burbanzoso di alcuni amici della giunta, ho fatto presente che almeno un cenno di scuse, per il piccolo incidente, avrebbero potuto farlo.

Certo sarebbe stato prontamente accolto il gesto di fair play e subito restituito … ma qui è intervenuto da par suo il sindaco, il quale – altro che scusarsi! – si è messo a satireggiare (nel senso di ironizzare, ma un po’ più forte) sui consiglieri eletti dal popolo che trovano scomodo alzarsi il sabato mattina. Ora, questo discorso in astratto si può anche accettare, ma detto in nome e per conto di una maggioranza i cui consiglieri sono falcidiati a tal punto che si raggiunge a mala pena il numero legale (come nella scorsa  assise)  e i cui assessori sono assai sovente desaparecidos, mi è sembrato invero paradossale, anche perché il tono usato era quello della guerra senza prigionieri. Forse l’amministrazione cittadina non ha bisogno di un addetto stampa, ma di un addetto al bon ton.

redazione@varese7press.it