Smog, livelli di Pm 10 troppo elevati limitazioni al traffico anche a Varese

VARESE,  18 febbraio 2019 – Domani martedi 19 febbraio, saranno attivate le misure temporanee di primo livello nelle province di Milano, Varese, Cremona, Monza Brianza, Pavia e Lodi.

La decisione è stata presa oggi alla luce del superamento dei valori di Pm 10 per quattro giorni consecutivi e in relazione alle previsioni metereologiche per i prossimi giorni. Le misure temporanee, valide per i comuni con più di 30mila abitanti e municipi volontari, impongono limitazioni al traffico, con veicoli fino a diesel euro 4 che dovranno rimanere in garage e con l’obbligo di spegnimento dei motori in sosta.

Per quanto riguarda le abitazioni, scattano i vincoli sull’ uso di generatori a biomassa legnosa di classe inferiore alle 3 stelle e viene imposta la riduzione di un grado delle temperature di casa. Per l’agricoltura, arriva il divieto dello spandimento dei liquami zootecnici e divieto assoluto di combustioni all’aperto. Le limitazioni sono state necessarie in vista delle previsioni per i prossimi giorni: ci si aspettano condizioni di meteo stabili, con presenza di alta pressione, inversione termiche e assenza di precipitazioni con una situazione favorevole all’accumulo di inquinanti almeno fino a giovedì.

L.P.

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Parla Renzo Bossi: “Ringrazio tutti, mio padre è un guerriero: ce la farà anche questa volta”

Il Direttore Bonelli con Renzo Bossi durante la lettura del comunicato

VARESE, 18 febbraio 2019- Umberto Bossi sta meglio, queste le confortanti notizie riguardanti il senatore  e fondatore della lega Lombarda, ricoverato da giovedì scorso nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale di Circolo a Varese.

Come avvenuto nei giorni scorsi, uno stringato comunicato letto questa mattina poco dopo le 12 direttamente dal Direttore sanitario dell’Azienda Sanitaria varesina Gianni Bonelli, ha evidenziato come  «Umberto Bossi sta manifestando segnali costanti e continui di miglioramento. In particolare, da ieri ha ripreso coscienza. La prognosi rimane riservata. In giornata saranno condotti ulteriori approfondimenti diagnostici».

La novità odierna è che il figlio Renzo Bossi, presente anch’esso come nei giorni scorsi durante la lettura del bollettino medico, abbia rilasciato volontariamente una breve dichiarazione «Come sapete da giovedì scorso mi padre ha avuto un malore, picchiando poi la testa cadendo e quindi ricoverato d’urgenza. Ringrazio tutta l’equipe per le cure prestate e quello che stanno facendo. Mio papà è un guerriero e anche questa volta se la caverà ».

Ora si attendono sviluppi inerenti il quadro clinico.

Nel frattempo anche Silvio Berlusconi dovrebbe raggiungere l’ospedale di Varese a visitare il senatore (e amico) Bossi. Cosa che si sarebbe dovuta concretizzare già nella giornata di ieri ma “saltata” in quanto non è stato autorizzato l’atterraggio dell’elicottero personale sulla piattaforma preposta presente sul tetto del Monoblocco ospedaliero.

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Negato l’atterraggio a Berlusconi per visita a Bossi in ospedale

Negato l’atterraggio a Silvio Berlusconi

VARESE, 18 febbraio 2019- Raramente Silvio Berlusconi riceve un diniego (seppur indirettamente) a una sua richiesta.

Entrando nel merito si trattava dell’autorizzazione all’atterraggio (ovviamente e giustamente negata dai responsabili) situata nell’area preposta del Monoblocco ospedaliero, richiesta ieri direttamente dal pilota dell’elicottero personale del leader di Forza Italia.

Area eliporto ospedaliero ricordiamo, a uso escluso dell’elisoccorso per emergenze sanitarie, quindi non per uso privato come nel caso specifico, visto che Berlusconi voleva recarsi a trovare Umberto Bossi ricoverato nel reparto di Rianimazione da giovedì scorso.

Per Berlusconi comunque si tratta solo di un rinvio (la visita a Bossi), considerato che il senatore di FI è atteso per la giornata odierna sempre con l’arrivo in elicottero, che dovrebbe atterrare in un’altra area attrezzat, situata nelle vicinanze.

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Intervista a Parvin Afsar, giovane General Manager della Sitindustrie Valvometal con la passione per le moto

VARESE, 17 febbraio 2019- di GIANNI BERALDO-

Parvin Afsar 

Lei si chiama Parvin Afsar, ha 33 anni italiana di origini iraniane, da qualche settimana nominata General Manager della Sitindustrie Valvometal, grande azienda metalmeccanica che esporta in tutto il mondo il cui sito produttivo si trova a Valduggia, in provincia di Vercelli (dove nascono valvole da utilizzare per regolare flussi in condotti petroliferi, per superenergie e per altri grandi impianti) ma con uffici di rappresentanza a Castano Primo.

Parvin Afsar é una bella novitá in un mondo, quella della meccanica, prevalentemente dominato dalla figura maschile dove le donne fanno fatica a emergere, lei é una delle poche in Italia e probabilmente in Europa a occupare un ruolo simile.

Ma Afsar nonostante la sua ancora giovane etá é una donna caparbia e determinata, in grado di affrontare le diverse situazioni (anche le piú critiche) utilizzando pure l’arma della simpatia e del sorriso. Ma soprattutto Afsar conosce benissimo il lavoro di tutta la filiera produttiva, avendoci pure lavorato su indicazioni del padre (iraniano), Mahmod Reza Afsar, il quale ha deciso di puntare su di lei dopo il suo abbandono per motivi anagrafici.

D’altronde Parvin Afsar ha dimostrato d saperci fare con la meccanica, sporcandosi pure le mani come tutti i suoi operai fanno ogni giorno. Un particolare non trascurabile quello dell’empatia con i suoi dipendenti, che la rispettano anche per questo motivo e dai quali lei stessa ammette di apprendere ogni volta nuove tecniche.

Meccanica e motori: per Parvin é una questione di vita avendo appreso i primi rudimenti molto giovane. Passione riflessa pure nelle moto delle quali ne possiede parecchie tra modelli di enduro e strada (soprattutto Ducati),  utilizzandole come passatempi sportivi delle quali conosce ogni singolo ingranaggio (e figuriamoci).

Parvin Afsar conosce bene il varesotto essendosi laureata alla Liuc di Castellanza, poi la gavetta nell’azienda di famiglia fino a occuparne il posto di vertice. Un successo personale davvero notevole che noi volevamo raccontare.

Per farlo l’abbiamo contattata telefonicamente.

Senta in un mondo come quello della meccanica dominato dagli uomini la sua presenza é quasi una anomalia: per lei si tratta di continuare una tradizione familiare?

«Direi di sì, certamente è un settore tipicamente maschile quello della meccanica ma personalmente ho sempre avuto una grande passione per i motori, per le auto, le moto, ance le valvole ovviamente così come tutte le lavorazioni meccaniche. Questo settore per noi italiani è un’eccellenza e ci siamo sempre contraddistinti nel mondo. E’ importante tenere alta la bandiera della meccanica nel mondo, non solo come donna ma come italiana».

La sua azienda che tipo di valvole produce?

«Valvole industriali per petrolio, gas, superenergia e altro ancora e produciamo per molti Paesi nel mondo».

Quale sono state, se mai ve ne fossero state, le difficoltà al momento del suo insediamento ufficiale come General Manager?

«Sicuramente l’età, il fatto di essere giovane da una parte ti porta a trasmettere tanta energia e vedere le cose con occhi nuovi, dall’altra è difficile farti valere in un mondo molto tradizionale. Poi ovviamente conta l’esperienza. Fortunatamente ho sempre avuto la possibilità di confrontarmi con i miei collaboratori, dei veri esperti nel settore, quindi mi hanno dato una gran mano. Però il fatto di avere la convinzione di crederci, con il passare del tempo mi ha portato a realizzare che non sia solo una questione di età ma di volontà, entusiasmo, carattere e porsi degli obiettivi».

Generalizzando poi bisogna pure pensare alle difficoltà del nuovo scenario politico ed economico a livello mondiale

«Certamente, noi piccole e medie imprese nel settore della meccanica, in tal senso ogni giorno riusciamo a compiere dei miracoli, considerando la pressione fiscale e altri fattori similari»

Nonostante tutto non avete mai pensato a delocalizzare

«Non è possibile, la nostra è un’impresa certamente manageriale ma con contenuto fortemente artigianale. Quindi non è una questione solo di numeri ma prima di tutto per noi è una questione di saper fare qualcosa che ci contraddistingue. Basti pensare che ogni valvola ha un progetto a ‘se stante e quindi fatta su misura per il cliente, la parte di progettazione ingegneristica è importantissima e anche questa fase non può essere facilmente demandata, si tratta di una fase lavorativa impegnativa e tradizionale che in qualche modo viene tramandato. Insomma la logica è quella di creare prodotti ad hoc, ovvio che vi sono mesi dove si hanno più richieste altri meno»

In tal senso il fatto che i vostri dipendenti lavorino in quasi completa autonomia decisionale è un vostro punto di forza che si riflette in input importanti per la crescita collettiva dell’azienda.

«E’ così. Guardi le cito Steve Jobs che diceva ”soltanto uno stupido assume persone intelligenti per poi dirgli cosa devono fare”, e noi infatti assumiamo persone qualificate e intelligenti ai quali vi é poco da dire sul lavoro da eseguire».

Mi lasci dire che lei possiede delle caratteristiche caratteriali importanti, non solo a livello manageriale ma pure sportivo, creativo e artistico, tutte qualità che in qualche modo l’aiutano possono aiutare anche in ambito lavorativo

«Diciamo che sono qualità che mi contraddistinguono. Poi rimane quella idea che le donne non sono in grado di affrontare certi lavori o certe attività. Bisogna combattere contro questa idea, anche se tante volte siamo noi donne a sabotarci pensando che non possiamo guidare una moto o alcuni mestieri. Regole e pensieri non imposti da qualcuno. E’vero che il mondo reale tipicamente maschilista e come tale spesso si comporta, ma gli uomini non sono tutti così. Viviamo nel 2019 e siamo noi stesse e stessi che dobbiamo crederci. Ad esempio quello di Vercelli è sempre stato un distretto della meccanica, di valvole, di rubinetteria e del tessile, da qualche tempo però questo territorio non è più valorizzato come un tempo. Se guardiamo le statistiche dei diplomati in meccanica ogni anno, sono bassissime nel territorio, quindi bisognerebbe incentivare i giovani ad andare verso questa direzione».

Lei dice sarebbe opportuno lanciare messaggi ai futuri studenti nello scegliere certe scuole professionali

«Le famiglie dovrebbero incentivare i figli indirizzandoli anziché verso facoltà come Scienze Politiche o Scienze della Comunicazione (dove per fare carriera bisogna avere già un percorso ben chiaro in mente), verso scuole professionali grazie alle quali la possibilità di assunzione sono molto elevate. Soprattutto nel settore meccanico».

Parvin in sella a una delle sue moto

Professionalità e possibilità di crescita lavorativa, concetti ben sedimentati  nella sua azienda

«Certamente, chiaro che ci vuole quell’input iniziale a livello formativo determinato da studi specifici in ambito meccanico. A volte mi arrivano curricula dove emergono esperienza lavorative come parrucchiere o magazziniere: capisce che in questi caso è difficile essere assunti. Da noi tante persone sono partite da zero. Li abbiamo assunti come diplomati poi man mano hanno appreso tutte le fasi lavorative, facendo grandi progressi e avanzamento di carriera anche in poco tempo. Certo, su 100 persone magari a certi livelli ne emergono una decina. Lancio quindi un appello ai giovani, donne comprese, che si professionalizzino in ambito meccanico».

Per la crescita professionale ho saputo che lei ha in mente dei progetti formativi

«Faremo dei progetti,dei corsi formativi ma non solo, utili a coinvolgere soprattutto giovani del territorio proprio per stimolarli in ambito meccanico»

Immagino abbia molte occasioni per recarsi all’estero

«Abbastanza, soprattutto in Europa e Paesi Mediorientali, ma anche Africa ed Estremo Oriente»

Quali realtà industriali scopre visitando certi Paesi?

«Diciamo che quando viaggio vedo soprattutto clienti di società di ingegneria (EPC), che a loro volta hanno preso in appalto da impiantisti finali determinati costruzioni come ad esempio la raffineria di impianti gas, di una centrale idroelettrica o vapore. In questi casi si passa attraverso questi Epc o meno frequentemente si va direttamente nei siti di riferimento. Poi ovviamente abbiamo tutta la nostra rete di partner e agenti sparsi per il mondo».

La chiusura di alcuni mercati da parte degli Stati Uniti ha avuto conseguenze anche sulla vostra produzione?

«Diciamo che ha toccato tutta l’Europa, in tal senso sono felice che la stessa Europa stia prendendo una certa posizione a riguardo. Noi per scelta strategica a questo punto abbiamo deciso di abbandonare alcuni mercati concentrandosi su altri»

Quali sono i Paesi con i quali lavorate maggiormente?

«Sicuramente tutta la zona Mediorientale come la Penisola Arabica, dove lavoriamo soprattutto per impianti di gas, però lavoriamo parecchio anche con l’Egitto, la Malesia, il Vietnam e altri ancora».

Quanto l’aiuta nella suo lavoro il fatto di praticare sport e altre attività?

«In realtà moltissimo, oltre a essere anche uno sfogo è propedeutico a trovare il giusto equilibrio mente-corpo. Il mio sport è quello di guidare moto Ducati in pista. Una pratica sportiva che aiuta molto nel lavoro dove spesso si ha a che fare con delle decisioni importanti da prendere in maniera rapida e affrontare in moto una curva o superare una moto in pista ad alta velocità è la stessa cosa con decisioni importanti da prendere subito perché potrebbero comprometterti la vita,. A volte quando rientro in azienda dopo una esperienza forte come la moto in pista, penso che prendere delle decisioni sia una cavolata o viceversa. La mia comunque é stata una scelta di vita accollandomi ovviamente tutte le responsabilità».

In pista!

Prossimi obiettivi per la sua azienda?

«Ho un unico obiettivo che è la nostra mission aziendale, ossia che tutti gli impianti oil, gas e power nel mondo, abbaino almeno una nostra valvola installata, dopo il resto arriva di conseguenza».

Questa è Parvin Afsar, una donna, una ragazza, un’ imprenditrice dal carattere forte e sincero che ama il suo lavoro così come  l’Italia e il suo modo di essere, Paese dalle mille   contraddizioni ma con grandi risorse.

Tra queste la giovane General Manager Parvin della quale sentiremo parlare a lungo.

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Gli Alpini di Capolago festeggiano il 6oesimo in Pediatria: una bella festa con tanti bambini

VARESE, 17 febbraio 2019-Alpini e bambini non fanno solo rima, ma hanno un rapporto speciale e si capiscono al volo. Ai bambini piacciono le canzoni popolari cantate dai cori alpini. Rimangono affascinati e colpiti da quel cappello con la penna nera che ricorda tanto la montagna e che suscita subito fiducia in chi lo porta.

Gli Alpini di Capolago hanno compiuto 60 anni. Nati ufficialmente il 17 febbraio del 1959, hanno voluto festeggiare il compleanno proprio con i bambini che attraversano un momento delicato. Insieme a Il Ponte del Sorriso è stata dunque organizzata una grande festa in Pediatria all’Ospedale Del Ponte, con tanto di rinfresco e torta da condividere a merenda con bambini, genitori, operatori sanitari e volontari. Una festa emozionante, che Il Ponte del Sorriso non potrà mai dimenticare

Invece di ricevere un regalo hanno portato loro un grande dono. Hanno, infatti, aderito al progetto “Adotta una stanza” de Il Ponte del Sorriso e hanno posto la loro firma per sempre alla camera del bosco. Un simpatico gufetto, che strizza l’occhio, accoglie i bambini sulla porta, poi si entra e, sembra veramente di essere in un bosco incantato con tanti alberi e uccellini, che, insieme a due simpatiche volpi e a due ranocchi, fanno compagnia ai bambini ammalati. In fondo all’orizzonte si vede persino la montagna.

Non avrebbero potuto scegliere stanza migliore, visto che gli Alpini di Capolago sono famosi per la “Festa al Bosco” che registra migliaia e migliaia di presenze, consentendo di poter fare tanta beneficienza che è il filo conduttore della loro vivace attività.

Ne sono arrivati davvero tanti di Alpini in Pediatria a portare un sorriso ai piccoli ricoverati, una vera e propria adunata per la gioia di grandi e piccini che, assorti, hanno ascoltato i canti del coro Orobica che hanno invaso la corsia. Il coro Orobica è formato da ex coristi che provengono da tutta la Lombardia.

Alla cerimonia erano presenti il Direttore Generale Nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini, Adriano Crugnola, il Presidente della Sezione di Varese, Mario Alioli, il capogruppo di Capolago Lorenzo Carabelli, che ha consegnato a Emanuela Crivellaro la targa che è stata posta nella stanza, e il Consigliere Comunale Alessandro Pepe, che ha portato i saluti dell’Amministrazione Comunale. C’erano anche tutti gli alpini e i simpatizzanti che li aiutano nelle loro iniziativa. “Le Penne Nere hanno invaso la Pediatria con le loro note ed i piccoli degenti sono stati arricchiti dal valore e dai valori che gli Alpini trasmettono con la loro  storia e con il loro impegno sociale” ha dichiarato Anna Iadini della Direzione Medica dell’Ospedale Del Ponte.

Poteva esserci modo più emozionante e nel segno della solidarietà per ricordare il 60mo anniversario di fondazione del gruppo?




Il Varese Calcio (per ora) non fallirá. Il presidente Benecchi: ”Ho trovato un accordo con la squadra e il loro Legale”

Il presidente Claudio Benecchi

VARESE, 17 febbraio 2019-Il Varese Calcio (per ora) allontana lo spettro del fallimento societario, con il rischio che la gloriosa storia del club biancorosso potesse scrivere la parola fine. E forse questa volta definitivamente dopo tante rinascite e ripartenze.

Un accordo infatti é stato raggiunto tra l’avvocato Marina Manfredi scelta come legale rappresentante dai giocatori (i quali da qualche mese non percepiscono lo stipendio e nemmeno hanno rassicurazioni sul loro futuro), e il presidente del Varese Claudio Benecchi.

Stato delle cose che lo stesso presidente biancorosso ha voluto evidenziare inviando una lettera a tutti gli organi di stampa e che riportiamo integralmente:

“Da oggi si volta pagina.
In data di ieri 16 Febbraio, con la fattiva collaborazione dell’Avv. Marina Manfredi, legale nominato dai giocatori della squadra, abbiamo concordato che non verrà avviata alcuna procedura di richiesta di fallimento della società.
Ancora una volta i nostri giovani giocatori hanno dimostrato di comprendere appieno le dinamiche che hanno portato allo stato attuale la nostra società e di condividere il nuovo programma di risanamento.
Pertanto, preso atto della grave situazione economica e sportiva nella quale ad oggi la società e i giocatori si trovano,
vista l’urgenza di provvedere a concordare un progetto di risanamento concreto,
preso atto che allo stato attuale le promesse di intervento, garantite nei giorni scorsi, si sono rivelate inaffidabili,
in virtù della correttezza e della buona fede che hanno sempre contraddistinto la mia persona,
dichiaro di dissociarmi totalmente da ogni e qualsiasi progetto propostomi sino ad ieri,
confermo la mia disponibilità a sostenere la squadra fino alla fine del campionato con l’aiuto di nuovi imprenditori varesini con i quali è già stato avviato un dialogo costruttivo,   dichiaro, di conseguenza, di attivarmi al fine di trovare un accordo con i creditori.
Alla luce di quanto sopra, ho chiesto alla squadra di riprendere gli allenamenti e la partecipazione al campionato dalla prossima settimana.
Varese, i tifosi, i cittadini, le autorità, le associazioni potranno rappresentare, con la loro presenza, quel ruolo costruttivo che potrà portare la squadra a scrivere una nuova e proficua pagina cittadina”.
Il Presidente del Calcio Varese Dott. Claudio Benecchi




Abusava sessualmente della figlia malata psichiatrica: arrestato il padre 80enne

BUSTO ARSIZIO, 16 febbraio 2019- Per anni ha abusato della figlia, oggi 44enne, affetta da problemi psichiatrici.

L’uomo, ora 80enne, residente in provincia di Varese é stato arrestato dopo una lunga e articolata indagine da parte della polizia di Stato di Varese coordinate dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, iniziate dopo un tentativo di suicidio da parte della figlia e successivo ricovero ospedale nel reparto di Psichiatria.

Durante i colloqui con psichiatri, la donna avrebbe raccontato degli abusi sessuali continui da parte del padre, lo stesso che durante le visite in ospedale per la figlia, assumeva atteggiamenti nei confronti della donna non certamente consoni alla figura paterna tra l’altro messi in atto all’interno di una struttura ospedaliera.

Comportamenti deprecabili contestati pure dal personale ospedaliero che lo redarguiva.

Oltre ad avere raccolto queste testimonianze, gli agenti hanno effettuato per diverso tempo intercettazioni telefoniche e ambientali oltre a reperire dei filmati sempre durante le visite in ospedale.

Il tutto confermava l’atteggiamento ossessivo dell’uomo che alla figlia chiedeva costantemente di avere rapporto sessuali una volta dimessa dall’ospedale, in cambio di sigarette, dolci e altre cose minacciandola, in caso contrario, di non passare piú a trovarla durante il ricovero.

Da qui l’arresto e il trasferimento al carcere di Busto Arsizio.

redazione@varese7press.it

 




VIDEO intervista a Simone Longhini (FI) su raccolta firme parcheggi e photored

VARESE, 16 febbraio 2019-