Inuagurata a Varese Piazzetta Valeria Solesin alla presenza della mamma: ”Un bel luogo per ricordare mia figlia come tanti altri giovani uccisi dal terrorismo”

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Lucia Milani, mamma di Valeraia Solesin, durante il suo intervento

VARESE, 18 gennaio 2020- di GIANNI BERALDO-

Come fosse tutto scandito e organizzato dall’alto dei cieli, un raggio di sole punta direttamente sulla targa intitolata a Valeria Solesin durante lo svelamento avvenuto questa mattina, della targa dedicata alla giovane ricercatrice veneziana morta al Bataclán di Parigi il 13 novembre 2015, durante quegli atroci atti terroristici che misero in ginocchio l’intera cittá che pagò un tributo elevatissimo di vittime innocenti.

Giornata ancora più radiosa per la presenza di Lucia Milani, mamma di Valeria, accettando l’invito dell’amministrazione comunale «Oltre al dolore per il ricordo, vi è comunque il piacere nel sapere che la memoria di mia figlia sia associata a un bel luogo ma soprattutto associata alla cultura della solidarietà e della pace che lei portava avanti e che può essere incarnata in bel giardino come questo», così la mamma di Valeria che durante il suo breve intervento ha sottolineato come sia giusto ricordare anche altri ragazzi italiani ma non solo rimasti vittime di atti terroristici «giusto che il loro ricordo non sia disperso e che vi sia una continuità di questo ricordo e dolore, ma anche quel senso di riconciliazione, della pace e solidarietà, quelli che mia figlia ha sempre portato avanti nella sua vita, nel suo essere giovane, essere una persona pronta ad aiutare e capire anche gli altri. Penso che l’emozione che ha suscitato la sua morte sia dovuta proprio al fatto che si è creato una sorta di empatia, un senso di riconoscimento e riferimento giovanile nella sua figura», aggiunge la signora Milani visibilmente commossa come giusto sia.

Varese ha voluto ricordare Valeria Solesin in questo modo, dedicandole una piazzetta nei caratteristici giardinetti che contornano il Liceo Musicale Malipiero, luogo frequentato da giovani e giovanissimi studenti.

Proprio come Valeria, ragazza solare che amava la vita, affrontata ogni giorno con passione per il suo studio, per le sue ricerche, con quella serena volontà nel contribuire a rendere l’Europa quel grande sogno comune e aggregatore per tanti giovani.

Una giornata importante quella di oggi, per la quale hanno voluto essere presenti in tanti. Dai molti studenti del Liceo (con un paio di alunne impegnate poi un alcune sonate per flauto traverso rendendo la cerimonia ancora più commovente), a diversi volti noti della politica cittadina ma non solo.

Tra essi da segnalare la presenza dell’ex ministro e Presidente della Regione Roberto Maroni, che un mese dopo gli attentati volle dedicare una sala del Palazzo della Regione proprio a Valeria Solesin ”come esempio che possa spronare tutti noi a fare meglio”’ (disse allora Maroni).

Tante facce note dicevamo, con diversi politici sia fronte Lega che rappresentanti del centrosinistra, segnale certamente di inizio campagna elettorale anticipata dove la presenza ad avvenimenti che contano ha un suo perché. Noi invece, forse ingenuamente, vogliamo  credere a una presenza certamente istituzionale, ma soprattutto atta a rimarcare il ricordo di una giovane ragazza che all’eta’di 28 anni ha perso la vita per delle azioni barbariche e folli.

Studenti del Liceo durante inaugurazione

E’giunta in treno la mamma di Valeria, accolta in stazione da un’auto con autista messa a disposizione dal Comune oltre a una guida per mostrare in un paio d’ore (tanto si fermava a Varese la signora Milani) le principali bellezze della città «non ero mai stata a Varese-aggiunge la signora Milani-in realtà ho visitato poco la Lombardia, bellissima regione con località molto caratteristiche come Varese, che andrebbero forse maggiormente promozionate».

Ad accogliere la mamma di Valeria anche il questore di Varese Giovanni Pepé, soffermandosi giusto il tempo per commossi saluti esternati più da genitore che da rilevante figura istituzionale «La volevo proprio conoscere e sono fiero di averla incontrata», dice il questore varesino congedandosi per impegni professionali.

«Questa targa, questa intitolazione, era già stata avallata dalla precedente giunta comunale-evidenzia correttamente il sindaco Davide Galimberti-noi abbiamo concretizzato la proposta con questa sentita inaugurazione alla presenza della mamma di Valeria, che ringrazio per le belle parole spese nei nostri confronti. Questa intitolazione spero sia un altro segno di speranza nei giovani e sugli ideali sui quali il nostro Stato e comunità si fonda. Il fatto che questa mattinata sia così partecipata con la presenza di tanti giovani è il segno che Valeria è una persona presa come simbolo di una generazione che ha voglia di studiare, crescere, conoscere, fare esperienza, divertirsi e soprattutto guardare lontano».

Samir Baroudi presidente Comunitá Isalmica a Varese

Occasione questa per accomunare anche alcuni ideali che solo apparentemente potrebbero cozzare, testimoniata dalla presenza anche di Samir Baroudi, rappresentante varesino della comunità islamica e residente in città da oltre quarant’anni «Siamo tutti fratelli, con l’unico intento di costruire una società migliore, un’Italia migliore, per questo siamo vicini alla famiglia di Valeria anche lei nostra sorella», dice Baroudi nel suo breve intervento.

Insomma un momento significativo dove la retorica fortunatamente è stata bandita dando spazio ai sentimenti ed emozioni. Quelli che richiamano le frasi impresse sulla targa dedicata a Valeria ”Cittadina italiane ed europea, espressione e simbolo di una gioventù libera, democratica e solidale, curiosa del mondo, vittima delle stragi terroristiche e del fanatismo religioso che hanno insanguinato Parigi e l’Europa».

Sindaco Galimberti

Tra gli ospiti, un pó a sorpresa, anche il noto cantautore veneziano Massimo Priviero che ha abbracciato la mamma di Valeria una volta giunto sul posto.

Priviero (che da tempo vive a Legnano) a Valeria Solesin ha dedicato una straordinaria canzone intitolata ”Bataclán”, raccontando di una immaginaria lettera o sms) inviata da Valeria alla mamma poche ore prime di recarsi al Bataclan per assistere a un concerto, l’ultimo della sua giovane vita, rassicurandola sul fatto che tutto andasse bene a Parigi e ora voleva solo svagarsi un po’ con gli amici. La sua ultima telefonata.

Canzone che fa riflettere e commuovere, cantata da Priviero con la sua solita stupenda maestria e sincerità emozionale,  quella che lo ha reso famoso nel tempo con concerti tutti sold out.

Massimo Priviero con la mamma di Valeria

Ma a lui poco importa, quello che conta per Priviero così come per tutti noi é avere contribuito a rendere immortale il nome di Valeria Solesin (un pó amica o figlia di tutti noi) e che la sua morte così assurda possa essere ad esempio per tanti giovani, che non desistono sapendo che pace, solidarietà e unione di intenti non sono chimere ma una bella realtà da perseguire nel tempo. E questo Valeria lo sapeva.

direttore@varese7press.it

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