Arcigay Varese ha ricordato vittime omosessuali della ferocia nazista con una cerimonia ai Giardini Estensi

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VARESE, 25 gennaio 2020- di GIANNI BERALDO-

Una breve ma struggente cerimonia alla presenza di poche persone (colpa pure del cielo plumbeo e clima gelido), ha ricordato questa mattina tutte le migliaia di persone gay deportate dall’Italia nei campi di concentramento nazisti, complici i fascisti che contribuirono non poco nel segnalarli ai tedeschi oppure organizzando con retate ad hoc.

Una pagina tristissima della nostra storia che ancora oggi non tende per fortuna ad affievolirsi nei ricordi, ma ricordata alle nuove generazioni soprattutto durante le ricorrenze della Giornata della Memoria.

De Tomasi, Dimaggio e Boschini

A Varese la cerimonia si è svolta ai Giardini Estensi,dove l’anno scorso è stata posta una targa, un triangolo rosa, dedicata ai deportati gay. Targa molto originale nella sua architettura ma significativa a livello di contenuti.

A richiamare i giusti valori, ricordi ma pure le sofferenze patite dai deportati gran parte dei quali mai più tornati, Ester Tomasi presidente Anpi Varese che in conclusione ha letto dei passaggi importanti tratti da un libro autobiografico scritto da una persona omosessuale miracolosamente sopravvissuta al lager. Per l’amministrazione comunale era presente l’assessora Rossella Dimaggio.

L’intervento di apertura non poteva che essere quello del presidente Arci Gay Varese, Giovanni Boschini che al termine a noi ha detto «Questa è una delle pochissime targhe in Italia ed Europa dedicate ai triangoli rosa, dedicate alle persone omosessuali deportate nei campi di concentramento. Questa cerimonia serve per ricordarle sempre mantenendone viva la memoria».

Boschini ha poi aggiunto che la situazione a Varese, per quanto riguarda discriminazioni nei confronti di persone omosessuali sta migliorando ma bisogna tenere alta la guardia «abbiamo osservato ancora delle discriminazioni in ambienti lavorativi, ma pure in famiglia e nelle scuole. Insomma purtroppo vi ‘è ancora molto da fare, speriamo che un giorno non ci sia più bisogno di un Arcigay e di attività di sensibilizzazione».

Umberto Colombo

Da segnalare anche la presenza di rappresentanti Arcigay Como attivata recentemente.

A questo particolare appuntamento è intervenuto anche il segretario provinciale della Cgil Varese, Umberto Colombo, ricordando come siano stati parecchi i lavoratori omosessuali deportati da fabbriche importanti, spesso con la compiacenza degli stessi italiani. Altro e alto contributo di vite umane che hanno depauperato in maniera incancellabile la sensibilità dell’animo umano, rendendolo refrattario anche a situazioni devastanti come queste.

direttore@varese7press.it

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