Varese sempre piú desolatamente vuota causa coronavirus. Nessun controllo agli ingressi della cittá

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Corso Matteotti

VARESE, 24 marzo 2020- di GIANNI BERALDO-

Droni, Esercito, agenti di polizia locale, posti di blocco, non abbiamo visto nulla di tutto questo oggi a Varese durante un giro in centro città per vedere come sia realmente la situazione durante questa drammatica emergenza sanitaria per Covid-19

Controlli che comunque vengono probabilmente effettuati sia durante la giornata che nelle ore notturne da parte delle forze dell’ordine e polizia locale.

In compenso abbiamo subito notato la grande desolazione delle principali vie cittadine, le stesse solitamente animate durante la settimana da centinaia di persone.

Serrande dei negozi abbassate, bar che hanno lucchettato sedie e tavolini con la speranza che prima o poi questo incubo finisca.

Triste anche la storica via dello struscio varesino, quel Corso Matteotti vero cuore pulsante della città.

Qui intravediamo giusto un paio di persone proveniente dall’edicola, oltre ad un postino che ha parcheggiato l’auto nei pressi della statua dedicata al garibaldino intento a correre verso la liberazione della città: augurio più che mai sentito in un momento particolare e storico come questo.

In Corso Matteotti aperti solo qualche negozio più o meno essenziali come un ottico, la storico negozio di gastronomia Cantù, che non molla mai sfidando pure il coronavirus e ovviamente la farmacia. I manichini presenti nelle belle vetrine di negozi d’abbigliamento di tendenza ci guardano di soppiatto quasi infastiditi che qualcuno disturbi la loro inaspettata quiete.

Giardini Estensi chiusi

Mai abbiamo visto chiusi i bellissimi Giardini Estensi, ora con cancelli chiusi e sigillati da una ordinanza comunale che divieto di accesso previsto fino alla giornata di giovedí 25 marzo, poi si vedrá.

Ci dirigiamo verso Piazza Montegrappa dove lo scenario non cambia: un deserto dove sulla torre campanaria svetta la bandiera biancorossa simbolo di Varese.

Qui incontriamo alcuni tassisti, tra i pochi autorizzati a circolare oltre agli autobus comunali dove non intravediamo passeggeri in nessuna corsa: «Siamo rassegnati a questa situazione davvero difficile ma reputiamo che il nostro servizio sia dovuto anche per spirito solidale-dicono mentre attendono qualche improbabile cliente- Non ci chiama quasi nessuno se non qualche persona anziana, spesso clienti affezionati che non rinunciano al servizio nemmeno durante questa emergenza. Passerà anche questa».

Poche corse per i tassisti varesini

Passerà sicuramente replichiamo, avviandoci in altre zone topiche della città come Piazza Repubblica anche in questo caso completamente vuota, solo una coppia di mezza età l’attraversa dirigendosi verso il parcheggio.

Nel frattempo intravediamo qualche auto, quasi tutte di servizio afferenti a qualche associazione di volontari oppure di qualche ditta dedita a lavori di manutenzione ma pure un paio di carri funebre.

Pochissimi i varesini in giro, se non per qualche acquisto assolutamente necessario come generi alimentari o prodotti farmaceutici. Infatti le poche persone che incrociamo sono ad attendere il proprio turno di ingresso davanti ad una farmacia.

Vuoti invece i negozi di telefonia che rientrano tra le categorie che il nuovo decreto reputa tra le attività di utile servizio.

Forse pochi sanno che tra queste attività vi sono pure i gommisti.

Come il noto centro Degli Abbati in via Magenta, solitamente affollato soprattutto nel periodo di cambio gomme ma oggi non si vede l’ombra di un cliente «Ovviamente è così da quando hanno bloccato la città per l’emergenza virus-ci dice il titolare Guido Degli Abbati appoggiandosi all’ingresso dell’officina– D’altronde anche noi svolgiamo un compito utile: ad esempio se dovessero avere problemi di gomme mezzi di soccorso dove vanno? Ed è esattamente quanto accaduto ieri, con un’ambulanza che aveva necessità di essere riparata dopo foratura. A dir la verità è stato l’unico cliente e oggi non penso possa andare meglio».

Gommista Guido Degli Abbati

Insomma Varese e i varesini pare abbiano risposto bene (almeno per ora) all’appello di non muoversi da casa se non strettamente necessario.

Rimane la desolazione nel vedere Varese così tristemente svuotata da quella frenesia, a volte pure eccessiva, che caratterizza ogni città fatta di rumori, rise e striduli adolescenziali tipico degli studenti che ogni giorno l’animano.

L’unica certezza è che questa emergenza finirà anche se non sappiamo quando.

direttore@varese7press.it

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