Arrestato durante controlli anti contagio: era ricercato dall’Interpol da due anni

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GALLARATE, 13 aprile 2020-  Nel pomeriggio di sabato 11 aprile, durante uno dei posti di controllo connesso all’emergenza sanitaria, la Polizia di Gallarate ha fermato un’autovettura con a bordo due stranieri i quali, oltre a non esser in regola con il rispetto delle leggi anti contagio, hanno, da subito, destato i sospetti degli operatori di polizia. Infatti entrambi, probabilmente al fine di eludere ulteriori approfondimenti investigativi, hanno proposto agli agenti di lasciar loro, come “pegno”, i documenti identificativi per potersi recare subito fare la spesa; una proposta anomala, insolita, ed ovviamente non accolta dai poliziotti i quali, raccogliendo già sul posto, e nelle prime fasi del controllo,  hanno deciso di accompagnare entrambi in ufficio per sottoporli ad una più capillare verifica di polizia.

L’intuizione degli agenti, non è poi risultata priva di fondatezza. I due albanesi, entrambi residenti altrove e non conosciuti alle forze di polizia locali, sono poi risultati ben noti ad altre forze dell’ordine, e persino alle autorità di polizia operanti oltre i confini nazionali, in quanto pregiudicati e soprattutto inclini ad un’assidua attività di spaccio di stupefacenti.

Il più anziano dei due, addirittura, è risultato ricercato, da ben due anni, da tutte le autorità internazionali e dall’Interpol, a seguito di un mandato di arresto emesso dalle autorità albanesi per traffico di stupefacenti, perché trovato in possesso di oltre 60 kg di marijuana, un reato che il codice penale albanese, punisce con una pena fino a 15 anni di reclusione.

Per questo motivo, il ricercato, al termine delle operazioni di rito, è stato tratto in arresto dai poliziotti del Commissariato di Gallarate ed associato alla casa circondariale di Busto Arsizio a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.

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