A Varese scatta la protesta di baristi e ristoratori: “In sicurezza ma vogliamo riaprire”. Flashmob virtuale in tutta Italia

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Riaprono anche i bar

VARESE, 27 aprile 2020-di GIANNI BERALDO-

Si riapre, non si riapre e chi riapre a livello di esercizi commerciali?

In realtà il nuovo Decreto del Governo lascia poco spazio alla interpretazione, identificando una serie di aperture che avverranno gradualmente e in base alla tipologia merceologica a partire da lunedì 4 maggio.

Tra le certezze quelle inerenti il protrarsi chiusura al pubblico di bar, ristoranti, pizzerie e pasticcerie, esercizi commerciali ma con la possibilità, questo da lunedì 1 giugno, di attivare servizio di “cibo da asporto”. Questo finchè il rischio contagio non sia ridotto al minimo o scomparso totalmente.

Una soluzione quest’ultima che non soddisfa il Movimento Impresa Ospitalità che per domani, martedì 28 aprile, ha organizzato un flashmob in diretta facebook in tutta Italia, invitando i vari esercenti ad alzare le serrande accendendo le insegne dei loro bar, ristoranti, ecc…

A Varese tra gli artefici dell’iniziativa lo chef Maurizio Altamura che in questi giorni ha raccolto numerose adesioni.

Lo chef Maurizio Altamura

La protesta nasce dal fatto che nello sblocco parziale del lockdown relativo ad attività commerciali stabilito, il loro settore non sia stato contemplato arrecando ulteriori disagi e importanti danni economici.

Su questo interviene pure il referente cittadino di Fratelli d’Italia, Salvatore Giordano <<Non vedo perchè il “dettame di Conte” non possa contemplare anche queste categorie. Con i NO non si va da nessuna parte, mentre andare incontro anche alle loro esigenze sarebbe un atto dovuto. Ad esempio non vedo perchè si debbano concedere le aperture di stabilimenti balneari, con tutti i rischi del caso, mentre non si concede di aprire attività importanti come bar e ristorazione>>.

Giordano ovviamente evidenzia che queste aperture avverrebbero seguendo scrupolosamente i numerosi criteri di sicurezza ai quali tutti loro saranno chiamati a rendere conto.

<<Penso che siano tutti responsabili e consapevoli della situazione ed eventuali rischi che porterebbero alla chiusura definitiva nel caso non si mettesse in pratica quanto definito dalle linee guida a livello di sicurezza. Ma bisogna pur ripartire e dare fiducia anche a questo settore, così molti altri esercizi commerciali di Varese, che non reggerebbe un altro mese di chiusura al pubblico>>.

In effetti si tratta di una situazione delicata a difficile da gestire anche a livello decisionale, rimane il fatto che per molte di queste attività la chiusura definitiva è sempre più concreta con la possibilità di non riaprire mai più.

direttore@varese7press.it

 

 

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