Funziona il Fondo di Solidarietà di Confartigianato Varese: “Siamo riusciti a contenere la crisi”

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Mauro Colombo, presidente Confartigianato Varese

VARESE, 6 maggio 2020- Al 30 aprile 2020, circa 3.400 imprese della provincia di Varese, per un totale di 12.355 lavoratori, hanno fatto richiesta del Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato (Fsba).

Un Fondo che, per primo, ha messo in moto le macchine a sostegno del reddito, ben prima che entrassero in vigore le norme del Dl Cura Italia. Risale infatti al 26 febbraio la firma tra le parti sociali e le associazioni datoriali – tra le quali Confartigianato – per attivare l’intervento connesso alle sospensioni delle attività aziendali.

La provincia di Varese ha sofferto e sta soffrendo ancora.

Le domande a livello nazionale sono state 184.884 (692.797 lavoratori); quelle in Lombardia 35.974 (140.257 lavoratori).

Varese si colloca al quarto posto su scala regionale dopo Milano, Brescia e Bergamo, con un numero di lavoratori coinvolti pari all’8,8% del totale: non pochi e, comunque, non da sottovalutare in quanto a benessere sociale.

Un Fondo che, per primo, ha messo in moto le macchine a sostegno del reddito, ben prima che entrassero in vigore le norme del Dl Cura Italia. Risale infatti al 26 febbraio la firma tra le parti sociali e le associazioni datoriali – tra le quali Confartigianato – per attivare l’intervento connesso alle sospensioni delle attività aziendali, la cui attivazione è stata poi deliberata il 2 marzo dalla residenza di Fsba. «Una lungimiranza – commenta il direttore generale di Confartigianato Artser, Mauro Colombo – che ha consentito a noi di muoverci con grandissima rapidità, preservando il più possibile lo stato di salute del corpo economico della provincia di Varese».

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