Pescatori sequestrati in Libia: L’ammiraglio De Giorgi, “Stop politica passiva, schieriamo navi a difesa”

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L'ammiraglio De Giorgi

VARESE, 22 dicembre 2020-«E’ tempo che le nostre navi tornino a presidiare il Mediterraneo, in numero adeguato e con regole d’ingaggio che consentano loro di essere efficaci».

Questo un estratto dell’intervista che l’l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, capo di Stato Maggiore della Marina Italiana dal 2013 al 2015, ha rilasciato al giornale www.lavocedellisola.it, (ripreso dal sito forzearmate.org) dopo le note vicende dei pescatori italiani reclusi in Libia e rilasciati domenica scorsa dopo trattative con il Governo.

Nell’intervista De Giorgi ha detto che «La difesa della flotta mercantile e di quella peschereccia è uno dei compiti istituzionali della Marina militare. Proteggere i nostri cittadini è un dovere. Il rapimento degli equipaggi dei due motopescherecci – osserva – era la punizione di Haftar al ministro Di Maio e all’Italia, colpevoli di trascurarlo dopo la sua sconfitta per mano turca nell’assedio di Tripoli e la sua rotta disordinata in Cirenaica»

Poi un appunto di politica internazionale «L’Italia dopo aver abbandonato Al Serraji nel momento del bisogno aveva tentato di salire sul carro di Haftar quando questi sembrava vincente, per poi tentare di recuperare il rapporto con Al Serraji quando Haftar sembrava un cavallo azzoppato»

Per De Giorgi «questo pendolare inconcludente fra le due Libie ha continuato a demolire la credibilità e il pur minimo prestigio residuo del nostro Paese a livello internazionale, lasciandoci sostanzialmente alla deriva».

redazione@varese7press.it

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