Il Neorealismo di Noè Bordignon in mostra al Museo Casa Giorgione di San Zenone

0
418

CASTELFRANCO VENETO, 27 agosto 2021-Al Museo Casa Giorgione San Zenone degli Ezzelini, Villa Marini Rubelli  dal 18 settembre 2021 al 16 gennaio 2022 si terrà una grande mostra dedicata al Neorealismo di Noè Bordignon.

Noè Bordignon (1841- 1920), frescante e pittore, partecipe narratore delle povere genti e del mondo della campagna veneta nella seconda metà dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento, nonostante i numerosi riconoscimenti internazionali in vita,
attendeva ancora una piena riscoperta in epoca moderna al pari di quella
che ha interessato altri suoi contemporanei.

Un doveroso riconoscimento che con orgoglio giunge ora per il centenario della morte con la prima mostra monografica a lui dedicata – dal 18 settembre 2021 al 16 gennaio 2022 – dai due Comuni che segnano l’inizio e la fine della sua vita e della sua carriera: Castelfranco Veneto, dove Bordignon nacque (nella frazione di Salvarosa) e San Zenone degli Ezzelini luogo prediletto, ove l’artista si ritirò definitivamente negli ultimi anni di vita e che custodisce le sue spoglie.

Un evento con il sapore di un riscatto, punto di partenza nella valorizzazione di un protagonista di primo piano della cultura figurativa del Veneto tra il XIX e il XX secolo, che vede il coinvolgimento, accanto ai promotori, di tantissime Istituzioni e partner: realizzato con il Patrocinio della Regione del Veneto e della Provincia di Treviso, con la collaborazione dei Comuni di Altivole, Asolo, Bassano del Grappa, Cassola, Cartigliano, Castello di Godego, Loria, Maser, Monfumo, Riese Pio X e Rosà, con il sostegno come main sponsor di Banca delle Terre Venete Credito Cooperativo-Società Cooperativa e Infoteam S.r.l e il contributo di Imballi S.p.A., Aertesi S.r.l., Mazzon Costruzioni Generali S.r.l., Farmacia Laboratorio La Carinatese e CNA di Asolo – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa.

Le celebrazioni – necessariamente rinviate fino ad oggi a causa dell’emergenza sanitaria – intendono dunque porsi innanzitutto come un caposaldo nello studio e nella conoscenza del percorso di un artista, cui si devono comunque opere divenute iconiche per la pittura dell’Ottocento veneto anche tra il vasto pubblico come “La mosca cieca”, “La pappa al fogo” o “Per l’America ( i Migranti )”.

image_pdfimage_printStampa articolo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui