VARESE, 15 novembre 2021-Nella mattinata di sabato 13 novembre, la Polizia di Stato di Varese ha arrestato una coppia di cittadini polacchi, un 27enne e un 30enne senza precedenti e senza fissa dimora.
I due sono indiziati di essere come gli autori di 15 episodi di truffe ai danni di anziani, posti in essere prevalentemente in provincia di Varese ma anche a Vercelli, Crema e Rimini.
Una truffa che ha fruttato circa mezzo milione di euro.
Gli episodi ricostruiti dagli investigatori della Squadra Mobile, sono relativi al periodo fra aprile e settembre del corrente anno.
Vittime anziani, soli in casa, raggiunti sull’utenza fissa dalla telefonata della sedicente figlia o nipote, che il più delle volte piangendo riferiva al malcapitato anziano
Parte della refurtiva recuperata
di stare molto male, e di essere ricoverata in ospedale a causa delle conseguenze del Covid-19 che aveva appena scoperto di avere contratto. In alcune circostanze passavano il telefono al presunto medico del reparto, che in un caso ha anche detto alla vittima presa di mira che il parente era appena svenuto perché non riusciva a respirare bene.
Dopo aver posto l’anziano in stato di prostrazione e disperazione ecco la richiesta: radunare velocemente soldi e gioielli da consegnare ad un emissario dell’ospedale, che avrebbe raggiunto l’anziano sotto casa di lì a poco. Ed immancabilmente l’anziano si spogliava di tutto quello che aveva in casa per consegnarlo al truffatore, in un caso anche chiedendo dei soldi in prestito al vicino di casa, i cui dubbi non sono stati sufficienti per scardinare il senso di disperazione della vittima che voleva fare di tutto pur di aiutare la persona cara.
Solo in pochi casi la potenziale vittima si è accorta di qualcosa che non andava, e ha interrotto la telefonata chiamando il parente accertandosi che andava tutto bene.
Ma numerosi altri sono i casi che sono sotto la lente di ingrandimento della Squadra Mobile, verificatisi in varie città del centro-nord Italia, per un danno di ulteriori 300.000 euro circa.
A carico dei due arrestati è stato possibile sequestrare parecchia refurtiva, fra contanti e gioielli, che in parte sarà restituita ad alcune delle vittime che l’hanno riconosciuta come propria. I due, d’intesa con alcuni complici residenti in Polonia, trascorrevano periodi di alcuni giorni in Italia nelle varie città prese di mira dal gruppo, razziando il più possibile per poi tornare in Polonia, fino al viaggio successivo.
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