Fa rabbia la sentenza in merito alla denuncia per molestie di Barbara D’Astolto. Filetti (Cgil Varese): “Le chiedo scusa per non averla ascoltata”

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Barbara D'Astolto

VARESE, 28 gennaio 2022-Ci siamo di nuovo. Anche questa volta il processo è alla vittima. L’abbigliamento, il trucco, i luoghi frequentati, gli orari ecc… sono spesso attenuanti, quando non veri salvacondotti, per l’accusato, per chi stupra per chi fa della molestia un proprio normale modo di agire.

Non avrei mai immaginato che reagire dopo venti secondi voglia dire essere consenzienti, voglia dire che le molestie non ci sarebbero state. Questo è davvero inaccettabile. Una reazione, per esempio uno schiaffo dato per difendersi entro 19 secondi determinerebbe una molestia, mentre dopo 20 secondino?

Ma come si fa a misurare in secondi la quantità di paura, la dimensione del disorientamento che una donna prova a fronte di una molestia?

Oppure hanno misurato in 20 secondi la velocità di azione del surrene per produrre l’ormone della fuga?

Pazzesco, assurdo .Eppure è tutto vero.

Sono tanti i racconti di donne che subiscono molestie nei luoghi di lavoro e che poi decidono di non denunciare per paura di perdere il posto o per pudore nei confronti dei propri cari.

Le tante azioni in campo non bastano.

Chiedo scusa a Barbara per non averle espresso la mia solidarietà, c’è  stata però fin da subito.  Vicinanza e sostegno come donna e come sindacalista della CGIL. Lo faccio ora, pubblicamente perché ci sono cose che sono più importanti di altre.

Stefania Filetti – Segretario Generale Cgil Varese

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