‘Pesci fuor d’acqua’, alla Somsart di Comerio in mostra opere originali realizzate dagli ospiti

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VARESE, 9 giugno 2022-Se è vero che dall’acqua veniamo, eccoci dunque a nuotare insieme in un mare che è uguale per tutti; spazio comune, senza nessuna eccezione, perché comune è tutto ciò che ci accade e che può accadere, nessuno è escluso.
Pesci fuor d’aqua è un progetto della SOMSART – Centro Diurno Riabilitativo – realizzato nei vari laboratori, grazie ai contributi della Fondazione Comunitaria del Varesotto e dell’associazione Spes (automutuo-aiuto per familiari e, in convenzione, residenzialità leggera) .
Tutto questo diventa una mostra di due giorni, con le varie opere realizzate dagli ospiti in collaborazione con gli artisti Silvio Monti, Fausto Bianchi, Carlo e Silvia Lavit, visitabile al Centro Diurno di Comerio a partire da giovedì 16 giugno (visitabile dalle 9 alle 17)
Il modo di dire utilizzato per indicare il particolare stato d’animo relativo a chi, trovandosi
fuori dal suo ambiente abituale, non si sente a proprio agio è diventato lo spunto per un
progetto per riflettere ed esprimersi.
Perchè il tema PESCI FUOR D’ACQUA
dà ampio spazio all’ironia, alla possibilità immaginativa, al gioco e, nel contempo, alla riflessione, alla opportunità di sorridere lavorando su un aspetto del disagio che ha svariati gradi d’intebsità, valutandolo da più punti di vista e offrendo occasioni di discussione, di conoscenza di se stessi e degli altri.
Perché chi più chi meno, in situazioni particolari, per minuti soltanto, per ore o anche per
tutta una vita, siamo stati, siamo, potremmo essere nella condizione di sentirci
pesci fuor d’acqua.
COME
Esercitazioni pittorico-decorative, sono state spunto per la realizzazione di manufatti sul tema, nell’acquisizione di esperienze tecniche e per la stimolazione di capacità inesplorate.
Il progetto si inserisce in un programma più ampio – in linea con le strategie Somsart – che
prevede la graduale acquisizione del linguaggio artistico stimolato dal metodo maieutico.
Nell’ambito dell ’attività svolta in sede, durante il laboratorio del giovedì, sono state
effettuate visite agli atelier dei pittori Silvio Monti e Fausto Bianchi, artisti presenti alla
mostra con il loro contributo al tema trattato.
Hanno aderito all’iniziativa Carlo Lavit con le sue sculture e Silvia Lavit  che espone foto tratte da un suo lavoro realizzato per un concorso a Parigi.
La presenza di artisti che sono stati a trovarci in sede, è stata un’ulteriore conferma del
desiderio della Somsart di condividere un linguaggio che è, nella sua essenza, comune, oltre che offrire opportunità di collegamento con la società civile e i maestri capaci di educare e suggerire la maniera, indicarci la via della cultura del dialogo: che non conosce la verità, ma la cerca attraverso il rapporto maieutico.
Una strategia di apprendimento dei linguaggi artistici contemporanei basata sul chiedere,
sull’esplorare, sul creare condiviso, senza pregiudizi.
Perchè non esiste arte di serie A e arte di serie B, tutto è legato alla relazione
Soggetto/Oggetto perché l’arte è la rappresentazione del “mare profondo e ribollente
dell’essere”.(Pollok).
Un’opera, da sola, non è in grado di imporsi come artistica. Qualsiasi cosa può diventare arte e qualsiasi opera d’arte può perdere questa sua identità. Nessuna materia è artistica in sé e, come tale, già arte prima che una qualche cultura la deleghi ad esserlo. Un’opera d’arte nasce come ogni altro umano artefatto: è la CULTURA che in base all’uso, ne decide l’identità. Ne consegue la consapevolezza di quanto l’educazione all’arte sia fondamentale per comprendere. Tutto è stato possibile, ogni pezzo di carta, ogni elemento di scarto è stato utile per realizzare un’idea. Tutti gli oggetti sono fatti dalle strategie interpretative che noi mettiamo in opera, per alludere, per tracciare metafore, per denunciare o soltanto nel
desiderio di una decorazione.
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