L’Associazione Amici della Terra di Varese denuncia: ”Le amministrazioni pubbliche non si curano di rifiuti e inquinamento”

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VARESE, 14 giugno 2022-E’ pratica comunemente accettata lo sfalcio dei bordi strada in ottemperanza a una legge sulla sicurezza stradale. L’operazione viene eseguita con diserbo mediante decespugliatore di una striscia larga fino a un metro e mezzo, e fresatura, con trattore di cespugli e rami; un intervento condotto in modo invasivo con l’uso di mezzi motorizzati rumorosi e inquinanti.

Ma davvero vogliamo credere che la sicurezza dipenda dal taglio dell’erba che, da che mondo e mondo, è sempre cresciuta?

Non intendiamo sindacare una legge, se pure lascia perplessi la sua applicazione acritica a contesti come strade di campagna. In queste, con ogni probabilità, la sicurezza è minacciata, piuttosto che da un traffico sostenuto e veloce (non adatto a una viabilità secondaria, come in foto), da interventi di tutela che però non si attuano.

Domandiamo: esiste solo la legge sulla sicurezza? Il legislatore non prevede nulla in materia di inquinamento ambientale? Quest’ultimo non sembra un problema che assilli la mente di amministratori, la pianificazione delle istituzioni o il sentire del comune cittadino. Infatti, come si può facilmente desumere anche dai vostri articoli, che riprendono queste iniziative, la pulizia delle strade è del tutto ormai in delega speranzosa delle azioni di volontari singoli e associati, che non tanto integrano, quanto sostituiscono l’iniziativa pubblica, che ampiamente latita. Io stesso ormai da anni mi sostituisco a chi di dovere, dopo avere sollecitato inutilmente interventi pubblici, che sembra impresa complicata e impossibile mettere in atto.

Lo sfalcio del Comune dovrebbe poi, cosa che non viene fatta, consistere in un risanamento dell’ambiente.

Diciamo di più, questo, anzi, risulta inquinante per varie ragioni.

Intanto non è preceduto dalla raccolta di rifiuti, che impedirebbe di maciullare il verde con la plastica e con altri materiali non degradabili. Tutto viene fresato insieme con la conseguenza di inquinare permanentemente il terreno. Neppure si sente il bisogno di una rimozione successiva. A ciò si aggiungono l’inquinamento acustico e dell’aria, nonché delle acque che hanno la propria sorgente nei luoghi sporcati incivilmente.

Ma perché dobbiamo essere amministrati così male? Una gestione del territorio, che tralascia la plastica o materiali e oggetti inquinanti e persistenti, trattando come un problema da rimuovere la vegetazione (che per la biodiversità è solo una risorsa), sarà legale, ma non di meno è pratica sciocca e dannosa.

E’ urgente un cambio di mentalità a partire dal singolo fino al vertice delle pubbliche istituzioni. Siamo certi che esistano leggi da applicare anche a difesa e per il benessere degli ecosistemi.

Questo, anzi, lo prevede l’articolo 9 della Costituzione:

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.

I responsabili della gestione pubblica dell’ambiente hanno da fare un bel ripasso!

Marco Saugo

Associazione Amici della Terra Varese

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