Cgil Como dopo l’omicidio di un anziano: ”L’amministrazione comunale tuteli i soggetti eboli”

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Agenti di Polizia al lavoro vicino alla macchina dove è stata rinvenuto il corpo di una persona in via Giussani a Como ANSA / MATTEO BAZZI
COMO, 19 agosto 2022-Giuseppe, l’anziano senza fissa dimora, trovato privo di vita e con un profondo taglio alla gola, in via Giussani a Como, è morto solo.  
Gli inquirenti stanno svolgendo il loro compito: è stato fermato il probabile aggressore, autore di altre due aggressioni in quelle ore in cui è stato trovato l’anziano sull’auto che gli serviva da rifugio.
Rimangono, anche in questo caso, tutti quegli interrogativi che non possono essere elusi o risolti “invocando sicurezza”. Occorre che, oltre il volontariato che già fa molto in questa città, anche chi amministra intervenga tutelando le persone più fragili, mettendo in funzione tutti quei percorsi di prevenzione del disagio e quelle pratiche di assistenza e vicinanza che, forse, avrebbero permesso una possibilità di vita diversa a questo uomo di 76  anni.

Limitarsi a invocare sicurezza, come ha fatto in queste settimane il sindaco di Como, non può bastare. Le parole non bastano anche se
ha fatto male non sentire,almeno, qualche parola di solidarietà, di vicinanza umana a quella donna (persona fragilissima per la vita che conduce) vittima di una brutale violenza e di troppa indifferenza.
Infine, resa quello che un’amministrazione comunale potrebbe e dovrebbe fare…Per la sicurezza e per garantire condizioni umane a chi è più fragile, più solo e più a rischio.

Marinella Magnoni, segretario provinciale Spi Cgil di Como

 

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