Torino Spiritualità torna con la XX edizione dal titolo Come legni storti. L’imperfezione, l’errore, l’inciampo

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TORINO, 27 giugno 2024. Torino Spiritualità, lo storico festival ideato e organizzato dalla Fondazione Circolo dei lettori, si confronta con il tema dell’imperfezioneDal 25 al 29 settembre a Torino al Circolo dei lettori e in diversi luoghi culturali e delle arti in città, Torino Spiritualità torna con la XX edizione dal titolo Come legni stortiL’imperfezione, l’errore, l’inciampo. Il filosofo Immanuel Kant, di cui ricorre il terzo secolo dalla nascita, definiva l’essere umano un legno storto e ne traeva la conclusione che da una creatura così tortuosa e complessa non potesse mai nascere qualcosa di perfettamente dritto. La XX edizione di Torino Spiritualità si apre con una straordinaria preview al Teatro Carignano la sera del 12 settembre nella quale l’attore Luigi Lo Cascio legge La Strada di Cormac McCarthy, a un anno dalla scomparsa di una delle voci più significative delle letteratura dei nostri tempi. Il festival entrerà nel vivo mercoledì 25 settembre con l’inaugurazione alla Chiesa di San Filippo Neri con il monaco londinese Laurence Freeman, direttore e guida spirituale della WCCM – World Community for Christian Meditation. Tra i numerosi ospiti del programma di Come legni Storti ci saranno Chandra CandianiVera GhenoMassimo RecalcatiDaniel SchreiberVanessa RoghiVito Mancuso, David Foenkinos, Fabio Geda, molti e molte altre.

«Chi può dire di non aver commesso passi falsi o di non aver mai preso lucciole per lanterne? Nessuno, perché essere imperfetti è l’inevitabile corredo del dirsi umani. Un corredo che spesso ci imbarazza, talvolta ci paralizza, ma che non possiamo proprio ignorare. Quest’anno allora, per celebrare degnamente il ventennale di Torino Spiritualità, proviamo a incrinare la rotonda perfezione dell’anniversario volgendoci ai nostri errori e ai nostri inciampi. Per proporre un elogio della fallibilità? Comporre un’apologia del fallimento? No. Piuttosto, per prendere confidenza con l’imperfezione che siamo e poi cercare di farne il miglior uso possibile. Anche a rischio di sbagliare», spiega Armando Buonaiuto, curatore di Torino Spiritualità.

«Narra la tradizione ebraica che Dio provò invano a fare il mondo usando dieci misure di giustizia, cioè di rigore. Ce ne voleva una di compassione, e così il mondo da allora sta in piedi. Che cos’è, la compassione? La capacità di mettersi nei panni degli altri ma prima ancora di ammettere l’eccezione alla regola. L’incompletezza e l’errore stanno nella natura del mondo. Dall’asse terrestre obliquo al refoso (pardon, refuso) nulla è mai impeccabile: l’imperfezione è ciò che ci apre le porte del tempo e dello spazio. Di tutto questo e tanto altro dialogheremo quest’anno a Torino Spiritualità, festeggiando i vent’anni del Festival scatenando l’immaginazione e la speranza, la riflessione e l’ironia» dichiara Elena Loewenthal, direttore della Fondazione Circolo dei lettori.

Questa XX edizione di Torino Spiritualità ragiona sulle imperfezioni, gli errori e gli inciampi: elementi costitutivi della fragilità che ci caratterizza, ma anche indizi della capacità umana di osare l’imponderabile e, attraverso abbagli e approssimazioni, giungere a delineare interpretazioni del mondo o a rettificare le idee inadeguate a descriverlo. Ragionare sull’universalità dell’imperfezione e sul nostro essere sempre esposti all’errore è condizione essenziale per aprirsi davvero al ventaglio della vita, che è complessa e va vissuta affidandosi, talvolta, anche al dubbio, all’erranza, all’incertezza, che di imperfezioni ed errori sono compagni di strada.

L’immagine guida di questa edizione, realizzata dall’illustratore Francesco Chiacchio (Ghirigori Agency), prende spunto dalla suggestione kantiana del legno storto ma gioca a rovesciarla: il legno dell’immagine è quello drittissimo, geometrico e svettante di una squadra da disegno, qui trasformata nella vela di una barca che solca un intricato oceano di linee curve.

Chiacchio ha illustrato dischi, poster e libri, collaborando con diverse case editrici, tra cui Orecchio Acerbo, Topipittori, Rizzoli Lizard e Salani. Ha collaborato con «Internazionale», «The New York Times» e «La Repubblica». È autore di A volte sparisco, pubblicato nel 2022 da Topipittori. Come dimostra questo suo ultimo lavoro in collaborazione con Torino Spiritualità, ama coltivare le parole nell’orto-grafia, annaffiarle con segni differenti, guardarle crescere da lontano e coglierle in un disegno.