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Referendum, un appello al voto: l’8 e il 9 giugno decidiamo insieme il futuro dell’Italia

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VARESE, 28 maggio 2025-L’8 e il 9 giugno si avvicinano, portando con sé un’occasione cruciale per esercitare uno dei pilastri della nostra democrazia: il referendum. Siamo chiamati a esprimere il nostro parere su cinque quesiti fondamentali, quattro dei quali mirano a rafforzare i diritti dei lavoratori e la sicurezza sul lavoro, mentre il quinto propone una modifica significativa alla legge sulla cittadinanza.

Partecipare al voto non è solo un diritto, ma una delle forme più alte di democrazia diretta previste dal nostro ordinamento. È un’opportunità da non lasciarsi sfuggire, un momento in cui ogni cittadino maggiorenne può contribuire attivamente a plasmare il futuro del nostro Paese.

Tra i quesiti referendari, uno in particolare tocca un nervo scoperto della nostra società: la legge sulla cittadinanza. Nonostante le promesse, questa normativa è rimasta ancorata a un’Italia che non esiste più, inadeguata ai profondi cambiamenti degli ultimi trent’anni.

Le persone migranti sono una presenza innegabile nelle nostre comunità, spesso al nostro servizio, elementi indispensabili di un sistema sociale e lavorativo in continua evoluzione. Ignorarle o fingere di non vederle è un’ostinazione che non possiamo più permetterci.

Il quesito referendario sulla cittadinanza mira a un obiettivo chiaro e pragmatico: ridurre da 10 a 5 anni il periodo di residenza legale ininterrotta in Italia per poter richiedere la cittadinanza. Questa modifica si estenderebbe anche ai figli e alle figlie minorenni conviventi, senza alterare gli altri requisiti attualmente in vigore.

L’acquisizione della cittadinanza è un passo che assicura diritti fondamentali: la possibilità di vivere in Italia senza limitazioni speciali, di votare ed essere votati, di accedere ai concorsi pubblici e a tutte le professioni, di rappresentare l’Italia in competizioni sportive. Ma soprattutto, significa essere riconosciuti per ciò che si è: cittadine e cittadini italiani a pieno titolo.

Per questo motivo, come Tavolo per la Buona Accoglienza di Varese, sollecitiamo vivamente la partecipazione al voto e, in particolare, invitiamo a votare al referendum sulla cittadinanza.

Costituito a Varese nel 2024, a seguito del convegno “Per cambiare l’ordine delle cose, che vuole il fenomeno migratorio come emergenza, quando i numeri lo smentiscono”, il Tavolo per la Buona Accoglienza è un punto di riferimento per il confronto sul tema delle migrazioni tra il terzo settore e la società civile.

Il nostro approccio è orientato a costruire, culturalmente, una diversa narrazione e uno sguardo più consapevole sul fenomeno migratorio. Pur riconoscendo le problematiche stringenti sul piano operativo – dalla ricerca del lavoro al tema dell’abitare, aspetti delegati all’operatività dei singoli gruppi e associazioni – crediamo sia fondamentale superare l’idea dell’emergenza e abbracciare una visione più inclusiva e lungimirante.

L’8 e il 9 giugno, il nostro voto può fare la differenza. Andiamo a votare.