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Tragedia familiare a Luino: figlio accoltella mortalmente il padre

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Carabineri e ambulanza (foto di repertorio)

LUINO, 7 luglio 2025-Una serata estiva si è trasformata in tragedia ieri, domenica 6 luglio, a Luino, in via Vittorio Veneto 39. Una lite familiare, scoppiata per cause ancora da accertare, è culminata nell’omicidio di Boris Rezzonico, 57 anni, cittadino svizzero, accoltellato mortalmente dal figlio maggiore.

La vittima, che viveva a Lugano con i due figli adottivi maggiorenni, era in Italia per far visita all’ex moglie, una nota avvocata luganese specializzata nella tutela dei rifugiati, da poco residente nell’appartamento di Luino.

Intorno alle 19, una violenta discussione è divampata tra Boris Rezzonico e il figlio 25enne, Francesco Ammanuel Rezzonico. In casa era presente anche l’altro figlio, che avrebbe tentato invano di difendere il padre. La lite è degenerata rapidamente: il giovane avrebbe afferrato un coltello da cucina, colpendo il padre con almeno una coltellata rivelatasi fatale.

Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori del 118, per Boris Rezzonico non c’è stato nulla da fare: l’uomo è deceduto prima ancora di essere caricato sull’ambulanza.

Dopo aver colpito il padre, Francesco Ammanuel Rezzonico si è allontanato dall’abitazione. È stato rintracciato poco dopo dai Carabinieri di Luino, a pochi passi dalla casa della madre, e portato in caserma. A tarda notte, la Procura di Varese ha disposto il fermo con l’accusa di omicidio. Il 25enne era già noto alle forze dell’ordine per essere stato coinvolto nel 2019 in un’indagine della Digos riguardante scontri durante una manifestazione anarchica.

Sul luogo del delitto sono intervenuti, oltre ai Carabinieri della compagnia di Luino, anche quelli della Squadra rilievi del Nucleo Investigativo di Varese, che hanno lavorato fino a tarda sera per ricostruire la dinamica dell’omicidio e raccogliere le prove. Presente anche il Pubblico Ministero di turno, Carlo Enea Parodi, che ha seguito i primi rilievi prima di recarsi in caserma.

Le ragioni precise del gesto rimangono sconosciute e saranno fondamentali le testimonianze del fratello e della madre. Quest’ultima, sebbene sotto shock e colta da un malore, non ha riportato ferite e le sue condizioni non destano preoccupazioni.