Varese e il clima che cambia, Rifondazione Comunista: “Basta bollettini rossi, servono azioni concrete”

0
557
Il lungolago di Gavirate allagato

VARESE, 7 luglio 2025 – L’estate è appena iniziata e la provincia di Varese, come molte altre aree, sta già facendo i conti con la cruda realtà del cambiamento climatico. Ondate di calore intense si alternano a bombe d’acqua, grandinate, frane e alluvioni, eventi estremi che non sono più eccezioni sfortunate, ma manifestazioni di un fenomeno ormai ineludibile: il mutamento climatico come tema di salute pubblica.

Il Partito della Rifondazione Comunista di Varese lancia un accorato appello: “Non dobbiamo accettarlo come ineluttabile.” La critica si estende alle politiche europee, dove il Green Deal è percepito come un ostacolo all’economia, soverchiato dalla corsa alla competitività, dalle semplificazioni burocratiche e, soprattutto, dall’aumento delle spese per gli armamenti. Invece di una drastica riduzione delle emissioni, la Commissione Europea sembra puntare a un’espansione del mercato dei crediti di anidride carbonica, una mossa definita “un trucco inaccettabile”.

Sottopassi allagati a Busto Arsizio

Anche a livello nazionale, la situazione non migliora. Il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici giace in un cassetto ministeriale, mentre i bollettini quotidiani dell’Istituto Superiore di Sanità continuano a segnalare una situazione fuori controllo, con un numero crescente di “bollini rossi” a ogni stagione estiva.

Rifondazione Comunista Varese rifiuta di rassegnarsi: “Riteniamo inaccettabile che dopo eventi meteo estremi, anche con morte di lavoratori e e anziani, gli amministratori siano solo capaci di invocare lo stato di calamità naturale. La natura non c’entra nulla, manda grida di dolore.” Per il partito, la questione climatica deve diventare una priorità assoluta in Italia, in Lombardia e, ovviamente, nella provincia di Varese.

Le proposte di Rifondazione Comunista:

Per affrontare questa emergenza, vengono avanzate proposte concrete:

Programmazione per il Contrasto agli Eventi Estremi: Creare nuove aree verdi, permeabili e fertili capaci di assorbire il calore e fungere da rifugi climatici nelle zone urbane. Parallelamente, introdurre misure concrete a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici più esposti alle condizioni climatiche estreme.

Stop al Consumo di Suolo: È necessario porre un freno vero al consumo di suolo e alla sua impermeabilizzazione. La governance delle città deve essere ripensata, sottraendola alle mani della finanza e degli speculatori privati.

Manutenzione del Territorio: I versanti montuosi e i corsi d’acqua minori necessitano di una manutenzione quotidiana attraverso interventi di ingegneria naturalistica. Si denuncia lo stato di abbandono o, peggio, la devastazione causata da strade e briglie in calcestruzzo, spesso mal eseguite e dannose.

Rivedere il Nesso Produzione/Energia: È fondamentale ripensare il modello produttivo e energetico, privilegiando il risparmio energetico e le energie rinnovabili, per produrre ciò che serve alle persone e non solo al profitto.

Reindirizzare le Risorse: Le risorse per attuare questi cambiamenti ci sono. Il partito propone di sottrarle all’inutile e folle aumento delle spese militari e destinarle invece alla cura e alla salvaguardia del nostro ambiente.