VARESE, 12 luglio 2024- di GIANNI BERALDO
Un successo di pubblico forse imprevisto quello che ieri sera ha decretato per l’ennesima volta la bravura dei Sulutumana, noto gruppo folk cantautorale del comasco che, nella bella cornice del Castello di Masnago, per oltre un’ora hanno pescato tra le cose migliori del loro repertorio, adattandole alla versione trio composto composto dal nucleo storico della band, ossia Gian Battista Galli (voce, fisarmonica), Francesco Andreotti (pianoforte, tastiere, fisarmonica) e Nadir Giori (contrabbasso).
Tanta gente dicevamo, molti rimasti in piedi nonotante gli organizzatori si fossero prodigati a procurare altre sedie, rispetto a quelle già presenti nello storico cortile riadattato per il concerto. Tra il pubblico numerosi i fans della band giunti da fuori provincia, pronti a cantare con loro i pezzi più famosi accompagnandoli a ritmo delle mani.
Una serata che nemmeno un inizio di pioggia ĆØ riuscita a rovinare, anzi. I tre musicisti ci hanno dato dentro, regalando versioni molto belle e particolarmente emozionanti di brani come la stupenda Marta (dall’album Dove tutto ricomincerĆ delĀ 2014), cantata all’inizio del concerto e pezzo sempre molto richiesto e amato dal pubblico.
Oppure Occhi al soffitto sempre da Dove tutto ricomincerĆ , altro brano che ha riscosso successo e viene spesso eseguito dal vivo.
E come dimenticare le meravigliose versioni di pezzi importanti nella loro lunga carriera, quali l’evocativa Ultima Onda nel quale il bravissimo Gian Battista Galli dimostra tutta la sua classe nel proferire note con il giusto pathos.
Applausi convinti anche per La Parola o Do di petto.
Che dire, una scaletta indovinata (tra le cover una anche di Enzo Jannacci) dove Galli si diverte e ha divertito il pubblico raccontando aneddoti così come fare riflettere su temi attuali.
Un concerto che non poteva che concludersi allegramente, con due epici braniĀ come la divertentissima Vadalvialcù (dall’omonimo album del 2018) con il pubblico ad accompagnare la parola chiave e il meritato bis di Liberi, attinto dall’abum Arimo del 2008.
Insomma, una bella serata.




