ROMA, 15 luglio 2025 – L’Associazione Luca Coscioni ha segnato una tappa significativa nella sua battaglia per il diritto all’autodeterminazione sul fine vita, depositando ieri mattina in Senato ben 74.039 firme a sostegno della sua proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione di tutte le scelte di fine vita, inclusa l’eutanasia attiva. Un risultato notevole, frutto di una mobilitazione che ha visto la raccolta di 57.000 firme online in sole due settimane, affiancate da 17.039 sottoscrizioni raccolte ai tavoli organizzati dagli attivisti su tutto il territorio nazionale.
La campagna di raccolta firme ha evidenziato un’ampia partecipazione, con alcune regioni che si sono distinte per il loro impegno. A guidare la classifica delle dieci regioni più “virtuose”, in rapporto alla popolazione, è il Friuli Venezia Giulia, con una firma ogni 500 abitanti. Seguono l’Emilia-Romagna (una firma ogni 626 abitanti), la Lombardia (una ogni 636), il Piemonte (una ogni 684), la Toscana (una ogni 701), la Liguria (una ogni 706), la Sardegna (una ogni 715), il Lazio (una ogni 784), il Veneto (una ogni 788) e la Valle d’Aosta (una ogni 790 abitanti). Questi dati testimoniano una crescente sensibilità e un forte desiderio di chiarezza normativa su un tema così delicato.
La proposta di legge dell’Associazione Luca Coscioni mira a disciplinare in modo chiaro le condizioni e le procedure per richiedere assistenza per porre fine volontariamente alla propria vita, garantendo il rispetto della dignità umana e dell’autodeterminazione. L’intento è quello di eliminare l’attuale discriminazione tra persone malate dipendenti e non dipendenti da trattamenti di sostegno vitale.
Per accedere alla morte volontaria assistita, la proposta prevede che la persona debba essere:
Pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli.
Affetta da una condizione o patologia irreversibile o da una patologia con una prognosi infausta a breve termine.
In una condizione di sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili.
“Siamo grati alle persone che hanno sottoscritto la proposta di legge ‘Eutanasia legale'”, hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. “Da oggi, i Parlamentari italiani avranno sul tavolo un testo che rafforza ed estende i diritti che abbiamo finora strappato attraverso le disobbedienze civili e i ricorsi giudiziari. È una proposta alternativa a quella presentata dal Governo, ed è a disposizione di tutti i Parlamentari, di qualunque partito e schieramento, che vorranno difendere la libertà di scelta delle persone che soffrono.”
La legge proposta prevede la presa in carico da parte del Servizio sanitario nazionale, con la conclusione delle verifiche entro 30 giorni dalla richiesta e la possibilità per i medici di partecipare su base volontaria.
Attualmente, il diritto al “suicidio assistito” è già legale in Italia, a determinate condizioni, grazie alla sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale sul caso “Cappato-Dj Fabo”. Tuttavia, la mancanza di procedure e tempi certi ha causato attese di anche due o tre anni per i pazienti. Inoltre, alcuni individui sono discriminati perché, a causa delle loro patologie, non sono in grado di autosomministrarsi il farmaco letale. La proposta dell’Associazione Coscioni chiede di estendere questo diritto anche all’eutanasia per mano di un medico, superando queste limitazioni.
In netta contrapposizione, la proposta di legge presentata dal Governo mira a restringere drasticamente le possibilità di ottenere l’aiuto alla morte volontaria, escludendo, di fatto, le persone dipendenti da farmaci salvavita o trattamenti forniti da caregivers e familiari. Il testo governativo prevede inoltre tempistiche che potrebbero negare l’aiuto a malati terminali, cancellando il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale e affidando le decisioni a un organo di nomina governativa e alla magistratura.
Il deposito di queste migliaia di firme rappresenta un forte segnale da parte della cittadinanza e mette sotto i riflettori del Parlamento la necessità di affrontare con urgenza e in maniera esaustiva il dibattito sul fine vita in Italia, con l’obiettivo di garantire a tutti i cittadini il diritto a una scelta libera e dignitosa.


