VARESE, 19 luglio 2025- di GIANNI BERALDO
Un lungo serpentone composto da migliaia di persone allegre e coloratissime, ha invaso le vie cittadine per l’edizione 2025 del Varese Pride. Edizione extra lusso che ha visto la partecipazione del Segretario Nazionale di Arci Gay, Gabriele Piazzoni, ma soprattutto la presenza di Vladimiri Luxuria, ex parlamentare e notissima attivista per i diritti di gay, lesbiche e trans.
Corteo che preso il via da piazza Montegrappa poco dopo le ore 17 con arrivo ai Giardini Estensi dopo circa due ore. In mezzo una sosta all’altezza di via Cavour, dove Luxuria (direttamente dal furgoncino con palco che apriva il corteo a suon di musica disco) ha intrattenuto il corteo con un breve intervento scandito da urla e fragorissimi applausi sui passaggi più significativi. Il tutto molto ben gestito dai volontari dei City Angels.
Vladimir che in pochi minuti di intervento ha lasciato il segno, ricodando la vicenda di un adolescente del varesotto che si vergognava a partecipare al Varese Pride per timore che i suoi genitori e amici lo deridessero “Spero che questa folla, questo Pride, ti possa dare l’energia e forza di credere in tè stesso, di credere in quello che sei e di essere quoi il prossimo anno insieme a noi”, dice Luxuria che tocca pure temi politici “C’è chi dice di volre tutelare la nostra Costituzione, ma sta zitto e zitta soprattutto, davanti a un Orban che ha deciso addirittura di rendere reato un pride come questo”.
Poi la chiosa di taglio sociale “Al mondo esistono due categore di persone, e non è la differenza tra gay e etero ma tra chi vive liberamente la propria sessualità, e chi invece rompe i coglioni a chi questa sessualità la vuole appunto viverla liberamente”. Parole, quest’ultime, accompagnate da un boato quasi liberatorio che la dice lunga sul percorso tortuoso ancora da fare in Italia (ma non solo) nell’ambtio dei diritti.
Un corteo alla cui testa vi erano i volontari di Arci Gay e altre associazioni orgnizzatori del Varese Pride, con uno striscione su cui campeggiava il motto “Ovunque persone, ovunque diritti”, breve ed efficace.
Un altro recava una sorta di ossimo “+amore -fasci”, che lascia pochi dubbi sull’idea politica della ragazza che lo sorreggeva.
Insomma il Varese Pride (così come altri 60 organizzati nel resto del Paese) sprigiona sempre una forza comunicativa notevole aldilà della cartellonistica.
Giornata e manifestazione particolarmente sentita da migliaia di giovani e giovanissimi presenti, così come di diversi nuclei familiari: tutti loro con un messaggio netto e trasparente che la politica e con essa la società deve cambiare atteggiamento, tutelando i diritti e pensieri di tutte le persone.









