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CGIL Ticino Olona: “No alla chiusura del Centro Ricerche di Nerviano, patrimonio da difendere!”

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NERVIANO, 22 luglio 2025 – La CGIL Ticino Olona lancia un forte allarme contro l’annunciata chiusura del Centro di Ricerche di Nerviano, definendola “inaccettabile” e un colpo durissimo per il sistema di ricerca italiano. Il Centro, una delle realtà più importanti a livello nazionale ed europeo nella ricerca oncologica, rappresenta un patrimonio scientifico e industriale che il Paese non può permettersi di perdere.

Con oltre 1.000 brevetti registrati e una specializzazione nello sviluppo di farmaci antitumorali, il Centro di Nerviano non è solo un luogo di lavoro per centinaia di professionisti altamente qualificati, ma un bene strategico per la salute pubblica e un presidio di sapere e innovazione. “La sua chiusura rappresenterebbe un colpo durissimo al nostro sistema di ricerca, già gravemente sottofinanziato, e una perdita irreparabile per l’intero Paese”, dichiara Mario Principe, Segretario Generale della CGIL Ticino Olona.

La CGIL Ticino Olona chiede un intervento immediato delle istituzioni e rivolge un appello congiunto alla Sindaca di Nerviano, Daniela Colombo, al Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e al Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. L’obiettivo è scongiurare la chiusura e aprire un tavolo di confronto con il sindacato, i lavoratori e le comunità locali.

“La ricerca è un patrimonio del nostro paese. Serve una visione industriale e pubblica che valorizzi il potenziale di Nerviano come motore di sviluppo scientifico, sanitario ed economico”, sottolinea Principe. “Difendere il Centro di Ricerche di Nerviano significa difendere la dignità del lavoro, la salute dei cittadini e il futuro del nostro Paese.”

Nelle prossime settimane, la CGIL Ticino Olona promuoverà iniziative pubbliche e un confronto serrato con le istituzioni e la cittadinanza. Particolare attenzione sarà rivolta all’attivazione di un tavolo di confronto con la Regione Lombardia, in quanto ex azionista del centro di ricerche. “Non ci rassegniamo al declino. Il Centro di Ricerche di Nerviano deve vivere”, conclude Mario Principe, annunciando la massima mobilitazione per tutelare il lavoro, il sapere e il valore sociale di questo presidio d’eccellenza.