SONDRIO, 5 agosto 2025-Si è concluso a Sondrio un viaggio straordinario che ha unito idealmente due estremi d’Italia, la Sicilia e la Lombardia. Il protagonista è Leonardo Cavazzi, un ciclista con le radici a Sondrio e il cuore in Sicilia, che in trenta giorni ha pedalato per 2700 chilometri attraversando nove regioni. Partito il 6 luglio da Comiso (Ragusa), è arrivato ieri pomeriggio nella sua città natale, concludendo un’impresa non solo sportiva, ma ricca di significato.
Ad accogliere Cavazzi a Sondrio, a nome dell’amministrazione comunale, c’era l’assessore

alla Cultura Marcella Fratta. Un incontro simbolico, dove Cavazzi ha consegnato la bandiera siciliana e altri doni, portando i saluti del sindaco di Comiso, Maria Rita Schembari. Un gesto che suggella un “gemellaggio ideale” tra le due città. Come ha sottolineato lo stesso ciclista, l’obiettivo del viaggio era lanciare un messaggio di unità, per dimostrare che “l’unità d’Italia non è solo un fatto geografico, ma soprattutto una storia e una cultura, quella della collaborazione e dell’unità d’intenti”. Il progetto ha persino ottenuto il patrocinio del “Giubileo 2025” da parte del Dicastero vaticano per l’Evangelizzazione.
L’assessore Fratta ha ricambiato il gesto, omaggiando Cavazzi con il gagliardetto e altri simboli di Sondrio da consegnare al sindaco di Comiso, per rafforzare il legame.
Il viaggio di Cavazzi si è snodato lungo la dorsale tirrenica, toccando regioni come Calabria, Campania, Lazio e Toscana, prima di risalire verso nord. Non sono mancate le sfide, specialmente nelle ultime tappe tra Bormio e Sondrio, dove ha affrontato passi montani impegnativi come il Passo del Foscagno (a 2291 metri, il punto più alto del percorso). Nonostante la fatica, Cavazzi si è detto entusiasta: “In questi trenta giorni ho incontrato numerosi amministratori, che mi hanno accolto nei loro municipi… Ho incontrato anche tanta gente comune… Il significato del viaggio è anche questo: conoscere e conoscersi è uno scambio di esperienze, è condivisione.”

Prima del suo arrivo a Sondrio, Cavazzi era stato ricevuto anche a Livigno e nel suo paese natale, Piateda, a testimonianza di come l’impresa abbia coinvolto diverse comunità lungo il suo percorso. Ora, dopo aver rivissuto i luoghi della sua infanzia, farà ritorno in Sicilia, questa volta in treno, portando con sé un bagaglio di esperienze e il ricordo di un’Italia unita, non solo sulle mappe.




